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“Il circo laboratorio di frontiera per costruire una fraternità universale”

Il card. Antonio Maria Vegliò (foto Circo.it)

“Mi compiaccio per questa lodevole iniziativa che dà alle persone di ogni età numerose possibilità di conoscere le qualità dell’arte e i valori del mondo circense, in genere poco conosciute a chi non appartiene a questo ambiente affascinante, segnato anche da inquietudini e incertezze, da rinunce e sacrifici”. E’ un passaggio della lettera che il presidente del Pontificio Consiglio dei Migranti, card. Antonio Maria Vegliò, ha indirizzato alla Federazione Mondiale del Circo in occasione della Giornata odierna che si festeggia in tutto il globo. Si aggiunge al messaggio della principessa Stephanie di Monaco a quello della Fondazione Migrantes.
“Desidero rendere omaggio alle associazioni, agli artisti, ai tecnici e a tutti coloro che formano questo universo ricco di qualità umane, di amore per la famiglia, di senso dell’amicizia, di coraggio e generosità, oltre alla ricchezza artistica con cui comunica tali valori”, dice ancora il cardinale. “I codici di cultura e tradizione, trasmessi con fedeltà da generazione in generazione, determinano la sua identità ed evidenziano il suo alto valore socio-culturale e antropologico. Il circo, infatti – tengo a sottolineare – favorisce la socializzazione dei bambini e dei giovani, li aiuta a sviluppare creatività e fantasia e offre occasioni per familiarizzare con le persone e gli animali. Famiglie e intere generazioni vi hanno trovato sano divertimento e svago, con opportunità di instaurare rapporti che, dal punto di vista umano, arricchiscono ed edificano”.
Nel ricordare i tratti peculiari della Giornata odierna che si celebra con eventi, mostre, incontri e spettacoli in 42 Paesi del mondo, Vegliò scrive che essa “mette in evidenza la comunione e il dialogo che i circensi sanno creare con i loro visitatori; un dialogo inteso come scambio di doni: ospitalità, accoglienza, solidarietà e bellezza delle performance da una parte, gioia, stima e apprezzamento dall’altra”. Non solo. “Il 21 aprile i circhi di tutto il mondo apriranno ai loro visitatori spazi di festa e di allegria e comunicheranno quei valori non materiali necessari per una serena e rispettosa convivenza tra le persone e i popoli. Numerosi sono i circhi che aderiscono all’iniziativa nelle zone colpite da guerra e da altre calamità naturali. La Chiesa guarda, quindi, con speranza a questa iniziativa che vede realizzarsi l’ambiente circense quale laboratorio di frontiera per quanto concerne le grandi tematiche dell’impegno comune… per costruire una fraternità universale, come auspicava il Beato Giovanni Paolo II”.

Il circo favorisce la socializzazione dei bambini e dei giovani - scrive il cardinal Vegliò - li aiuta a sviluppare creatività e fantasia e offre occasioni per familiarizzare con le persone e gli animali (le fotografie del servizio sono tratte dal sito del Festival di Monte Carlo)

“Anche i Governi e le Autorità”, conclude il cardinal Vegliò, “sappiano cogliere l’appello della Giornata Mondiale del Circo e riconoscere la peculiare funzione sociale ed educativa dello spettacolo circense, impegnandosi con maggior efficienza nella tutela dei diritti dei circensi e, ove necessario, promuovendo norme e disposizioni atte ad aiutare la gente del circo e a difenderla dall’emarginazione in cui talvolta la società d’oggi vorrebbe relegarla. Auguro pieno successo all’iniziativa, invocando per essa la benedizione divina”.
Un’altra bella notizia si aggiunge in questa Giornata: la Federazione Mondiale del Circo annuncia che la Acrobatics Association of Korea (AAK) è entrata a far parte della Federazione. La AAK è stata creata in settembre 2011 a Pyongyang per unire e rappresentare gli artisti circensi provenienti dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea. L’affiliazione della AAK è stata annunciata durante un evento celebrativo della Giornata Mondiale del Circo nella Città di Pyongyang il 19 aprile 2012, a cui ha anche partecipato Urs Pilz, presidente della Federazione.
“Diamo un caldo benvenuto nella Federazione alla Acrobatics Association of Korea che apporterà importanti professionalità e interessi per la Federazione”, dichiara Urs Pilz. “La Repubblica Popolare Democratica di Corea è terra natale di artisti di grande talento e altamente innovativi con una tradizione circense ben radicata.” La AAK è il secondo membro della Federazione avente sede in Asia, e segue l’affiliazione della Japanese Circus & Entertainment Association, entrata a dicembre 2011. Gli altri membri della Federazione hanno le loro sedi in Australia, Canada, Europa, Messico, Sudafrica e Stati Uniti d’America.

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