“I Clowns di Fellini dopo 40 anni resta un film bellissimo e a rivederlo oggi, a distanza di così tanto tempo, è ancora più bello”. Lo dice a Circo.it Adriano Aprà, storico del cinema di lunga data, regista, ma anche un nome legato in passato alla direzione di importanti festival (come quello di Pesaro) e riviste di settore.
Cos’è esattamente il lavoro che lei presenta a Torino fra una decina di giorni? “Nasce come un extra del dvd del film I Clowns, e mi è stato chiesto dalla Rarovideo per una edizione americana”, risponde Aprà.
La Raro Video opera in Italia da parecchi anni e più di recente è sbarcata anche in America grazie alla partnership tra Gianluca e Stefano Curti e Nico D.J. Bruinsma, titolare dell’etichetta statunitense DVD Epics Cult. La decisione di Rarovideo di immettere nel mercato cinematografico i capolavori del cinema ad alta definizione (dvd e Blu-ray), ma anche opere inedite, sta incontrando un ottimo gradimento. E tra le prime pubblicazione della Rarovideo statunitense ci sono proprio I Clowns e adesso si aggiunge anche Circo Fellini di Adriano Aprà, in lingua italiana ma con i sottotitoli in inglese.

I Clowns nasce come special televisivo nel lontano 1970: pensa abbia ancora un fascino per il pubblico che oggi è alla ricerca di buon cinema?
L’avevo visto appena era uscito, e quando mi hanno proposto di realizzare l’extra ho voluto rivederlo per capire se ne ero stimolato. Consideri che io non sono un felliniano ma devo dire che l’ho trovato sorprendente. Ormai l’ho visto chissà quante volte e lo considero uno dei più bei film di Fellini. Non sono in grado di giudicare in che misura il circo di Fellini sia un mondo che vive nella sua testa o corrisponda invece alla realtà del circo, ma da studioso di cinema posso senz’altro dire che è un film bellissimo.

Assolutamente no. Quando uscì venne considerato come un buon film, ma – come s’usa dire – un po’ fatto con la mano sinistra. Credo che questo giudizio dipendesse da una ragione abbastanza semplice: I Clowns nasce come produzione televisiva, non per il cinema. Ma in realtà, e me ne sono reso conto ancora di più riguardandolo a distanza di tempo, è un film stupendo e per nulla datato nel quale Fellini mette in scena il suo universo personale ma offre anche un vero e proprio omaggio al mondo dei clown.
E’ vero a suo parere che senza il circo non si capirebbe nulla di Fellini?
Direi di si, il circo è un elemento centrale nel mondo di Fellini. Il suo cinema è un trionfo delle apparenze, sempre al di sopra delle righe, inventato gonfiando le cose….

Il cinema nasce come fenomeno scientifico, ma agli inizi si evolve come fenomeno da baraccone. Viene mostrato come una meraviglia, poi si sviluppa come qualcosa di più nobile e prende le strade che conosciamo.
Non sarà un caso se il 3D in Italia debutta con la pellicola di Totò Il più comico spettacolo del mondo, recentemente presentato al Festival di Roma.
Infatti il 3D riporta un po’ il cinema a questo contatto con il circo, che è una delle sue origini…
Qualcuno ha detto che il cinema ha sempre parlato di circo ma, in fondo, l’ha sempre tradito dandone una rappresentazione molto diversa dalla realtà del circo. Condivide o no?
Se di tradimento si può parlare non è qualcosa di specifico che riguardi il circo, ma fa parte del meccanismo narrativo del cinema che tende a romanzare l’universo che rappresenta.
Claudio Monti

