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“Il ministro non può premiare chi va contro una legge dello Stato”

Egidio Palmiri presidente dell'Ente Nazionale Circhi

“Finché lo fa un’associazione animalista… non lo condivido ma tira acqua al proprio mulino, anche se dimostra scarso senso dello Stato e della legalità. Ma quando è un ministro della Repubblica a fare carta straccia di una legge che regolamenta un intero settore, allora il segno è stato superato”. La denuncia viene dal presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Egidio Palmiri, davanti alla nuova sortita del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. La causa scatenante è presto spiegata: domani a Milano premierà il Comune di Ferrara che ha adottato un provvedimento per vietare i circhi con animali, cioè il 99 per cento dei circhi operanti in Italia. A ricevere il premio di “Comune animal friendly” – oltre che dalle mani del ministro del Turismo anche da un rappresentante dell’Anci – sarà l’assessore comunale alla Sanità dell’amministrazione emiliana, Chiara Sapigni.
Nel Comune di Ferrara vige un Regolamento che prevede fra le altre cose la possibilità di accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico, dei cani ai giardini, parchi e aree pubbliche, addirittura negli uffici comunali e negli esercizi pubblici, ci sono aree e percorsi destinati ad attività di sgambamento, l’obbligo della raccolta delle deiezioni. E fin qui si tratta di scelte che, condivisibili o meno (una volta andavano di moda le città denuclearizzate, adesso siamo a quelle animalizzate), rientrano fra le competenze di un’amministrazione comunale. Ma la musica cambia quando si parla di circhi, regolamentati appunto da una normativa dello Stato. Nel dicembre dello scorso anno il sindaco ha firmato un’ordinanza che impone: “è fatto divieto di attendamento nel territorio comunale, ivi compresi i terreni privati, dei circhi con animali la cui detenzione sia stata giudicata palesemente incompatibile con strutture circensi e di spettacolo viaggiante, appartenenti alle specie di seguito indicate: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni”. Gli orsi da decenni non sono utilizzati nei circhi, idem per i primati (mentre i lupi non si sa come saltino fuori visto che nei circhi non hanno quasi mai messo piede) ma nella lista ci sono anche esemplari che vengono impiegati negli spettacoli e che ovviamente sono nati in cattività, cresciuti e ammaestrati sotto ai tendoni.
Un premio simile – quantomeno nelle finalità – l’ha consegnato di recente la Lav al Comune di Sassuolo, una targa e via. Ma qui eravamo nell’ambito della propaganda animalista. Adesso è un ministro a promuovere l’illegalità.

Il ministro Brambilla

“Ordinanze analoghe sono state fatte revocare dai Tar di mezza Italia, a partire da quello di Trento nel 1994 con una sentenza passata in giudicato”, spiega il presidente dell’associazione di categoria che raggruppa i circhi italiani.
La legge che consente ai circhi con animali di lavorare su tutto il territorio nazionale, ed anzi ne sottolinea “la funzione sociale” sostenendoli anche con finanziamenti – seppure irrisori – è la n. 337 del 1968. E’ in vigore, nonostante gli animalisti e qualche disegno di legge vorrebbero cancellarla. “E fino a che è in vigore non può essere calpestata, tanto meno da un ministro”, tuona Palmiri. “I Tar, l’ultimo che si è pronunciato è stato quello di Parma, hanno sempre ribadito che nell’esercizio delle loro funzioni di polizia veterinaria e delle competenze riconosciute da altre fonti normative, i comuni possono sì dettare norme volte ad assicurare adeguate condizioni di igiene e anche di tutela degli animali da maltrattamenti, ma non hanno nessun titolo ad introdurre divieti generalizzati di spettacoli che sull’uso degli animali si fondino, perché ciò implicherebbe un insanabile contrasto con la legge n. 337 del 1968, che attraverso l’attività circense ammette proprio l’impiego di animali a fini di spettacolo”. E aggiunge: “Chiediamo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di non consentire di calpestare i diritti di migliaia di persone che nei circhi lavorano rispettando gli animali e il loro benessere”. Mentre la stragrande maggioranza degli italiani chiede forse che il ministro si occupi di turismo.

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