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Un’Arca di Noè sotto il tendone Martini-La Veglia

Servizio fotografico: ©Piero Messana/Circo.it

Circa 60 animali in pista ed oltre 100 in totale. Roba da far girare la testa a quegli animalisti che, nel nord Italia, stanno martoriando l’esistenza ed il lavoro dei circhi. Per fortuna in Sicilia, da questo punto di vista (tranne qualche eccezione), passione e tradizione per gli spettacoli circensi prevalgono su tutto e così il circo Darix riesce a lavorare senza troppi intoppi. Ovviamente questa nuova società, nata dall’unione di Darix Martini con la famiglia La Veglia (proprietaria del circo Wigliams e dello chapiteau utilizzato nella nuova tournée), anche nell’isola ha dovuto e deve superare tutti i controlli predisposti dai veterinari dell’Asl e dal corpo forestale.
Gli animali del complesso diretto da Luca Gravagna stanno bene e vengono accuditi nelle dovute maniere e negli adeguati spazi. Il nuovo sodalizio ha cominciato il suo tour dalla Sicilia, si fermerà per oltre un mese a Palermo a partire dal 18 ottobre e poi andrà a Gozo, dal 4 all’8 dicembre, per trascorrere le festività natalizie a Malta, in pieno centro a La Valletta, dal 12 dicembre e fino al 12 gennaio.
Lo spettacolo offerto in Sicilia è certamente corposo, molto articolato ed imperniato sugli animali della famiglia Valeriu e di Jody Bellucci. Ed è proprio quest’ultimo ad aprire lo show con l’alta scuola: intesa perfetta fra cavallo e cavaliere, senza forzature e senza strappi. Da una famiglia storica del circo italiano ad un’altra, dai Bellucci agli Errani: Douglas si esibisce con 3, 4, 5 clave, con altrettante palline e con le torce. Spazio a Nando Picard e Mattea La Veglia in versione Carica dei 101: più di 20 cani, di razze diverse (alani, barboncini, terrier, collie e ovviamente dalmata), in un allegro e rumoroso numero. La prima entrata di un clown e quindi tre attrazioni femminili: hula hoop, trapezio Washington e verticalismo. Sinuosa, attraente e brava Nadia La Veglia nel far girare i cerchi; di buon livello il numero aereo al trapezino soprattutto nello spregiudicato lancio nel vuoto di Valeria Valeriu interrotto, in extremis, soltanto dall’aggancio dei talloni all’attrezzo; ben coreografato e colorati costumi per la verticalista Desirè Valeriu.
A questo punto ritornano i clown ma stavolta tocca agli Errani, (Marco, Douglas e Rita Sali) che si esibiscono in un’entrata musicale molto apprezzata dal pubblico. Il copione è quello classico dei clown musicali ma interpretazione, bravura nel suonare trombe e sassofoni, simpatia, fanno la differenza. Il primo tempo si chiude ancora con la famiglia Valeriu (sei elementi eclettici di origini rumene) che presentano la Country Family. A snocciolare, in pista, un gran numero di animali, sono Desirè e Valeria: cavallini ponies, dromedari, zebra, pappagalli e persino un canguro australiano ed un’istrice africana. Una rassegna che pesca in 4 dei 5 continenti. Ben otto numeri nella prima parte dello spettacolo e, dopo l’intervallo, si riparte alla grande: una gabbia tutta al femminile.
Due addestratrici (ancora le Valeriu) che riempiono di coccole e di pericolosi contatti, tre leonesse, una tigre reale del Bengala ed una tigre rosa. L’intesa è totale tant’è che le leonesse camminano sull’asse e scavalcano, con tutta tranquillità, una delle due sorelle distese a metà del cammino. Il numero si chiude con l’unica presenza maschile, un magnifico esemplare di leone bianco ancora in fase di addestramento. Le Valeriu lo fanno coricare per terra, gli si buttano addosso come fosse un peluche e lo riempiono di temerari baci sulla bocca: disarmante!
Dalla gabbia si passa ai tessuti, un altro numero aereo della famiglia Valeriu, e quindi al clown Cirillo per una simpatica ripresa. Le ultime due esibizioni dello spettacolo sono di assoluto valore: l’accattivante mano a mano, all’interno di una mega-conchiglia illuminata, e l’esotico. La prima attrazione, firmata da Alan e Valeria Valeriu, seppure in giro nei circhi da diversi anni, risulta sempre ben coreografata e composta da passaggi per nulla facili; la seconda vede il ritorno in pista di Jody Bellucci. Due candidi e ben curati cammelli siberiani, i lama peruviani, i ponies shetland, il bisonte americano, l’elefante indiano e persino un gruppo di pellicani che, con il loro cronologico ingresso in pista, dimostrano come il figlio di Roberto abbia raggiunto un livello molto vicino alla piena maturità. E proprio al termine dello spettacolo non potevamo che parlare con un Bellucci, famiglia che da sempre ha addestrato gli animali con ottimi risultati. L’argomento, ovviamente, è quello attuale: il caso della giraffa ad Imola e, più in generale, l’uso degli animali nei circhi.
“Il caso giraffa – afferma Jody – è stato certamente una brutta cosa per tutto il nostro mondo; una delle più brutte pagine nella storia recente del circo. Anche noi avevamo una giraffa e posso affermare che è un tipo di animale molto docile e riesce ad ambientarsi bene. Gli animalisti adesso continueranno a crearci ancora maggiori problemi ma sia io che i Valeriu abbiamo tutto in regola. Posso mostrare a chiunque un grosso malloppo di autorizzazioni, ottenute dai veterinari delle Asl, tappa per tappa. Non ho mai ricevuto denunce dagli organi competenti; dagli animalisti invece tante. Lo scorso anno – conclude Jody Bellucci – i tantissimi animali della famiglia Valeriu hanno anche superato i test per lo stress ossidativi. Questo vuol dire che gli animali, al circo, stanno bene”. Tutto in regola, quindi, con buona pace degli animalisti, in questo grosso complesso diretto da Luca Gravagna e messo su per sbancare Malta alle prossime festività natalizie.
Piero Messana

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