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“Un film su di me? A interpretarlo vorrei Monica Bellucci”

E una mattina ti svegli e trovi la città tappezzata di manifesti rosa. Sopra questi manifesti rosa c’è un viso e lo riconosci anche da lontano: è quello di Moira Orfei.
Ci sono personaggi che possono essere disegnati con due tratti e Moira è uno di questi, i suoi capelli e il suo sorriso sono così rappresentativi da renderla davvero un’icona. Eppure, nonostante la semplicità dell’immagine, lei non è un personaggio lineare, che si può racchiudere in due segni di matita. Moira è la regina del Circo, ma è anche un’attrice, un volto televisivo, una donna forte dai forti valori, una icona di stile e di grandi battaglie.
Essere a tu per tu con lei è eccitante e allo stesso tempo imbarazzante: non si sa da dove cominciare e, soprattutto, non si sa dove si andrà a finire. La sua vita è un viaggio anche nei suoi racconti. Tutto ciò che la circonda ha una storia che arriva da un luogo lontano, nel tempo e nello spazio.
Il suo look, così riconoscibile, così pop, arriva dai primi anni Sessanta quando De Laurentiis le suggerì pettinatura e trucco raccomandandole di non cambiare mai. La sua casa viaggiante arriva dal Dubai e chissà quanti chilometri ha percorso e quanti ne percorrerà. Le sue avventure girano l’Italia – e l’Europa, l’Africa – passando per ogni forma di spettacolo. Insomma, mettetevi nei panni del cronista che in pochi minuti deve trovare l’essenza di una personalità così dirompente e capirete il significato della parola “difficoltà”. Se poi il cronista sono io che ho scritto una tesi sul circo di Moira Orfei, beh alla difficoltà si aggiunge anche una certa agitazione. La persona sarà all’altezza del mito?
Come dicono gli esperti: seguitemi e lo scopriremo.
All’inizio dell’incontro a fare le presentazioni c’è Walter Nones: marito di Moira e manager del circo. La sua storia è non meno affascinante di quella della moglie. Una vita nel circo, sia in pista come domatore, sia come direttore e creatore di spettacoli innovativi e geniali. Parecchie partecipazioni televisive – vi ricordate “Sabato al Circo”? ecco era un’altra produzione degli Orfei – una collaborazione sempre intensa con ogni forma di spettacolo. Walter e Moira insieme hanno creato, e continuano a creare, veramente di tutto. E con grande successo.

Walter e Moira sposi

Lei è splendida. Colorata e circondata da colori come ce la si immagina, vicino a lei le foto dei figli, i costumi di scena. Tutto il suo mondo.
So che il circo è la sua vita, in ogni senso, ma la sua esperienza lavorativa ha spaziato anche tra il cinema e il teatro di rivista con Walter Chiari. Escludendo il circo… cosa preferisce?
Devo proprio escludere il circo? Per me non c’è niente di meglio del circo, ma dovendo scegliere penso che il cinema mi abbia dato belle soddisfazioni. Ho lavorato accanto a Gassman in Profumo di donna, a Mastroianni, ho fatto film comici con Franco e Ciccio. Fino agli ultimi con Christian de Sica.
A un certo punto, però, ha smesso. Come mai questa decisione?
Girare con il circo e contemporaneamente fare il cinema era molto difficile, in più era arrivato il periodo delle “commedie sexy” in cui richiedevano spesso scene di nudo e a me non piaceva. Io sono l’immagine del circo, un’immagine pulita, le mamme e i bambini che vengono a vedere i miei spettacoli devono fidarsi di me. Se mi offrissero un bel ruolo adesso penso che una parte al cinema la rifarei volentieri.

Il famoso lato B di Moira, fotografato da Mario De Biasi e custodito al Guggenheim di New York

Comunque la sua immagine è molto trasversale, perché piace a chi va al circo, ma è un’icona in molti altri ambiti. So che ha anche ricevuto un riconoscimento da parte della comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) nel 2004 e le sue interviste televisive nei programmi del pomeriggio la rendono vicina a persone di ogni età.
Perché sono così. Come mi vede. Io sono sempre me stessa, in ogni situazione e questo la gente lo capisce e mi vuole bene.

Bruno Togni, Darix Togni, Moira, Alberto Lupo, Egidio Palmiri

Torniamo a bomba: il cinema lo rifarebbe, e il teatro? Per una persona come lei abituata a girare una tournee teatrale dovrebbe essere una passeggiata.
E invece no. Con il circo ho la mia casa, la mia famiglia. I teatri, invece, sono spesso freddi, con dei camerini orrendi. Per me era una pena. Tanti pensavano che fossi abituata, che noi del circo vivessimo nella scomodità, nella sporcizia. Una volta, stavo girando un film, e ci hanno dato una roulotte. Che schifo. Mi mancava l’aria tanto era piccola.
Vedendo la sua casa lo posso immaginare. Parlando, finalmente, del circo: tra tutti i numeri che ha fatto qual è quello che le è rimasto più nel cuore?
Io nel circo ho fatto veramente tutto: dall’acrobata, ai cavalli, la giocoleria, la ballerina. Tutto. Ma sicuramente sono stati i numeri con gli animali a darmi più soddisfazioni: le tigri, i leoni e ovviamente gli elefanti. Ho lavorato anche con le foche, ma non mi piacevano molto. Non hanno un buon odore e bisogna dargli il pesce.
Le vostre produzioni sono sempre imponenti. Negli ultimi anni avete creato un genere nuovo di circo, unendo ai numeri tradizionali le componenti del musical, le canzoni, la favola.
Si perché il circo deve essere magico. Studiamo attentamente tutti i particolari, i costumi sono importanti quanto i numeri, ho speso moltissimo in costumi in tutti questi anni, perché voglio che la gente possa sognare. Non si può andare a vedere uno spettacolo che non abbia un po’ di magia al suo interno. Io entro in scena a ogni spettacolo, alla fine del primo tempo, e ogni volta ho un abito diverso. È un modo per stare vicina al pubblico, salutarlo.

Monica Bellucci

Sicuramente fa parte anche lei della magia e della buona riuscita dello show. Molta gente viene apposta per vederla e il suo ingresso è sempre applauditissimo. Come è applaudito il numero di suo figlio Stefano con le tigri. Ogni volta che lo vedo sono affascinata e terrorizzata allo stesso tempo. Lei quando entrava nella gabbia non ha mai avuto paura?
Per me stessa mai. Sono sempre stata tranquilla quando ero in pista con gli animali. Ho invece molta paura quando lavorano mio marito e mio figlio. Spero che finisca in fretta il numero.

Moira Orfei

Per finire un argomento più leggero: immaginiamo un film sulla sua vita. Un modo per celebrare la sua storia. Che attrice potrebbe interpretare il suo ruolo? E come protagonista maschile chi sceglierebbe?
A me piacciono le attrici di “una volta”, ma tra le giovani sceglierei la Bellucci che è un po’ il mio tipo: alta, mora. Un po’ mi rivedo in lei se penso agli anni in cui ho fatto cinema. Come protagonista maschile visto che stiamo fantasticando sceglierei Mastroianni. Era un bell’uomo, galante. Un vero signore. Vorrei dire un’altra cosa, però. Che non so se farei mai un film, o uno spettacolo sulla mia vita. La mia vita è già stata uno spettacolo, non ho più sogni nel cassetto. Li ho realizzati tutti! Uno spettacolo così bello sarebbe difficile da realizzare.
Pochi giorni dopo il circo cambia città. Rimangono i manifesti rosa sui muri, e una foto di Moira, scattata poco prima di salutarla. Il suo sorriso illumina tutta l’immagine.
Elena Lo Muzio

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