Mercoledì 22 marzo concludo il mio terzo mandato quale presidente dell’Ente Nazionale Circhi. E’ stato certamente il più difficile: ho operato quotidianamente in situazione di emergenza democratica e di disagio strutturale. Nessuno mi ha fatto sconti.
Con l’opzione per la sintesi evidenzio fatti e circostanze più significative.
Il volo di troppi. Il mesto e triste elenco di tutti coloro che ci hanno lasciato in questo frangente basterebbe da solo a colorare di plumbeo, quando non di tetro, il firmamento del circo nazionale: giovani esistenze spezzate in circostanze incredibili ed inaudite, luminose parabole giunte all’ultimo bagliore del crepuscolo, una classe dirigente – e di quale qualità di dirigenti – decapitata. Il solo pensiero di tutto ciò indurrebbe i più a fuggire lontano, forse oltre gli estremi confini della terra.
Davide contro Golia. La nostra lotta di valori, di civiltà, di libertà si concreta in un’Italia ostile ed ingrata che non ci piace e che stentiamo a riconoscere, per alcuni versi simile ad un cimitero o, meglio, ad un obitorio, per altri supina all’affermazione, quasi un trionfo, del falso e del marcio. Abbiamo assestato qualche buon colpo con le nostre mazzafionde, non ci illudiamo circa le prospettive del futuro, lavoriamo per conservarci e migliorarci italiani liberi in un’Italia più giusta.

Un giorno anche i circensi cresceranno, speriamo. Più che un sogno consideriamolo un auspicio. Ad ogni buon conto e ad ogni positivo effetto prendiamoci la nostra parte di futuro.
Antonio Buccioni
