
Si è chiusa un legislatura che ha visto, ancora una volta, respingere al mittente le enormi pressioni, e in alcuni momenti l’attacco a testa bassa (si pensi alle strumentalizzazioni faziose e violente seguite alla procurata fuga della giraffa a Imola), venute dal lobbismo animalista. Obiettivo dichiarato, modificare la legislazione vigente e introdurre il divieto ai circhi con animali, vale a dire il 99,9% dei complessi in attività in Italia, cancellando una tradizione e una cultura secolari, peraltro riconosciute e valorizzate in tutte le moderne democrazie occidentali e non solo.
Nel conseguimento di questo risultato vanno ricordati alcuni compagni di viaggio che il circo italiano ha avuto il piacere e l’onore di incontrare sul suo cammino, alcuni da lunga data altri più di recente, a partire dal senatore Carlo Giovanardi (Pdl), al quale vanno anzitutto i nostri ringraziamenti per la tenace e argomentata “battaglia” che ha portato nelle sedi istituzionali e all’attenzione dell’opinione pubblica. E poi gli onorevoli Paola Goisis (Lega Nord), Emerenzio Barbieri (Pdl) e il senatore Franco Asciutti (Pdl).
Ci auguriamo che anche il prossimo parlamento continui ad essere rispettoso del circo, ed anzi più determinato a riconoscerne la “funzione sociale e culturale”, come ha detto il Papa nella storica udienza al mondo del circo e dello spettacolo viaggiante. Ma speriamo anche che alcuni parlamentari, ciechi e sordi verso le ragioni dei circhi, e dunque di milioni di italiani che i circhi amano e apprezzano, non tornino a sedere sui banchi di Camera e Senato. Ma perché tutto ciò avvenga sarà importante anche il ruolo che il circo saprà intelligentemente esercitare da qui alle elezioni. Pure di questo si parlerà nella intervista al presidente Buccioni.
