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Il cognome Γ¨ di quelli altisonanti nel mondo degli chapiteaux, ma, come ci spiega lei stessa, non Γ¨ un lasciapassare scontato se non si hanno il talento e la voglia di costruire uno spettacolo di qualitΓ .
Sandy Medini, la nipote di Hella Swoboda, una delle sorelle βMedranoβ (insiemeΒ a Vanda, Anita e Resi) e Renato Medini, ha le idee chiare su come si porti avantiΒ unβimpresa circense di successo, e lo dimostra il riscontro di pubblico e criticaΒ che sta ottenendo il nuovo spettacolo del βCirco Acquatico Bellucciβ (il padre diΒ Sandy, Mario Medini, Γ¨ sposato con Loredana Bellucci) Pirati. Tra lβincontro con lβingegnere del comune e il lavoroΒ dβufficio quotidiano che precede la sua esibizione nello spettacolo, la giovane artista,Β diplomata come verticalista e trapezista allβAccademia di Verona, con anni diΒ esperienza negli spettacoli del circo di famiglia, mi risponde al telefono di primaΒ mattina, indaffarata, ma con un entusiasmo contagioso nella voce. Eβ il mestiere del circo, in fondo, che non conosce orari e non teme fatiche.
Avevo voglia di fare qualcosa di nuovo. Lβidea della pista teatrale cβera anche primaΒ che facessi io lo spettacolo e il fatto che si ricrei un ambiente intimo rende lβatmosferaΒ piΓΉ familiare. Andrea Bertinelli (il presentatore dello spettacolo precedente,Β Voyager, ndr) mi ha dato una mano per lβidea dello spettacolo, anche seΒ erano tanti anni che lβavevo in testa. La chiave teatrale Γ¨ piΓΉ sviluppata, cioè è una storia piΓΉ completa, un filo conduttore che rende la parte recitataΒ fondamentale. Inoltre proponiamo idee innovative, anche dal punto diΒ vista delle esibizioni, come ad esempio quelle che si svolgono in mezzoΒ alla gente e non sul palco.

Io sono a favore di questa commistione, ed Γ¨ un aspetto molto importante per me. Anche grazie a loro siamo riusciti ad innovarci, forse se fosse stato solo per la nostra mentalitΓ circense non saremmo riusciti a realizzare quello che abbiamo fatto. Flic e Flac mi hanno supportato nellβidea dei Pirati. Elisa mi ha dato una mano a disegnare i costumi, e Raffaele mi ha dato alcuni consigli tecnici, di regia e messa in scena. Loro ci mettono un amore sconfinato per il nostro mestiere, noi le competenze dovute ad anni di tradizione. Uno scambio che puΓ² arricchire lo spettacolo.
Tua nonna, Helen Swoboda βMedranoβ, Γ¨ stata una grande cavallerizza e donna di circo, famosa con le sue sorelle. Che insegnamenti ha dato a te e ai tuoi fratelli sia professionalmente che nella vita, se ce no sono di particolari che ti hanno guidato nella tua carriera.
Mia nonna ha avuto una vita straordinaria, ha vissuto anche molte difficoltΓ , Γ¨ nata in una famiglia ricchissima che ha perso tutto con la guerra, ha addirittura vissuto per quattro anni in Marocco. Γ piena di vita e mi ha insegnato a viverla appieno, perchΓ© la vita Γ¨ una sola e la sua essenza Γ¨ la famiglia. Mi ha insegnato che il nostro mestiere si fa con la massima serietΓ , sempre. Che il tendone sia pieno, o ci siano quattro persone, noi artisti dobbiamo affrontare lo spettacolo nello stesso modo, con la stessa professionalitΓ , lo stesso sorriso.

Nellβambiente circense il nome Γ¨ riconosciuto, allβestero di piΓΉ, in Italia Γ¨ apprezzato solo se hai la forza di portare avanti ideali e obbiettivi con le tue sole forze, proponendo uno show di alto livello.
Che rapporto hai con i tuoi fratelli (Jennifer e Sonny) e cosa pensi della formazione ricevuta, dato che vi siete formati tutti e tre allβAccademia Circense di Verona (prima a Cesenatico)?
La considero una solida formazione. Io e mio fratello lβabbiamo frequentata insieme, mia sorella Γ¨ piΓΉ piccola, Γ¨ entrata dopo, da sola. Io aumenterei comunque le ore di studio delle discipline anche dopo la scuola. In Italia cβΓ¨ una cultura della professionalitΓ meno sviluppata che in Russia, ad esempio. Noi siamo abituati a fare la scuola e tornare poi subito a lavorare nei circhi di famiglia, senza viaggiare o studiare allβestero. Osservare cosa accade in altre realtΓ Γ¨ importante per il business di oggi per portare nella propria attivitΓ elementi nuovi.

I circhi italiani devono accogliere le idee nuove, viaggiare fuori per costruirsi unβesperienza piΓΉ consistente e mostrare qualcosa di nuovo alle persone, anche dal punto di vista della presentazione dello spettacolo e dellβambiente. Il pubblico ha bisogno di essere sorpreso, e per fare questo Γ¨ necessario essere competitivi. Il nostro stile era giΓ diverso dal circo tradizionale prima (un circo acquatico che presenta numeri peculiari con animali particolari, ndr), ma senza snaturare la tradizione con la presenza fissa delle discipline circensi classiche. Vorrei lanciare un messaggio ai circhi italiani, perchΓ© possano vivere un momento positivo come Γ¨ consueto allβestero: costruite uno spettacolo in modo accurato, innovativo e stimolante, anche se Γ¨ in piccolo e non in grande, come nel caso della mia famiglia. Ci vuole il coraggio di cambiare e vivere il circo al passo coi tempi.

Se dovessi dirti tutto quello che faccio, in effetti, ti metteresti le mani nei capelli. Noi, io e i miei fratelli, abbiamo preso in mano lβattivitΓ dei genitori e la portiamo avanti insieme, dividendoci i compiti. Io e mio fratello seguiamo la scelta degli artisti, la documentazione, la Siae, le assicurazioni. Poi cβΓ¨ la tournΓ©e da seguire, con i viaggi da organizzare, la pubblicitΓ e lβufficio stampa. Mia sorella adesso Γ¨ incinta per cui non puΓ² esibirsi (altrimenti il numero aereo lo faccio con lei di solito) in piΓΉ ho una foca che Γ¨ cresciuta ammaestrata con me da quando ero piccola e per fortuna non devo allenarmi sempre. Dipende dal numero perΓ², perchΓ© se devo farle eseguire qualcosa di difficile mi devo esercitare con lei anche per due settimane prima dello show.
Artista, regista, imprenditrice. In quale di questi ruoli ti riconosci meglio?
Non sarei felice di vivere una vita piatta, quindi fare tutto queste cose per me Γ¨ un grande stimolo. Mi piace il contatto con lβanimale e quando non cβΓ¨ ne sento la mancanza. Poi adoro il trapezio, quindi sΓ¬, il mio ruolo di artista lo sento molto, ma amo anche la parte organizzativa che ti fa vedere tutto della costruzione di uno spettacolo, dallβinizio alla fine, con le fatiche e le difficoltΓ . Inoltre fare il tutoring agli artisti e a tutti coloro che collaborano Γ¨ una grande responsabilitΓ . Loro ci mettono impegno e sono molto bravi, per cui non cβΓ¨ nemmeno bisogno di controllarli troppo (sorride ancora, ndr).
Il 17 marzo 2011 avete seguito lβesortazione dellβEnte Nazionale Circhi di partecipare ai festeggiamenti per lβUnitΓ dβItalia, durante il vostro show a Padova. Forse un modo per avvicinarsi di piΓΉ non solo al pubblico, ma anche alle istituzioni?
SΓ¬, abbiamo accolto la proposta dellβENC ed Γ¨ stato un momento estremamente emozionante. Tutto il pubblico in piedi che cantava lβinno dβItalia. Certo, mica si puΓ² fare una volta ogni 150 anni (la sua voce squillante si lascia andare ad una risata, ndr). Sono a favore di queste cerimonie, da celebrare con una cadenza regolare. Per noi Γ¨ un vantaggio trovare ascolto e appoggio nelle istituzioni, abbiamo bisogno di essere valorizzati e tutelati.
Alessandra Borella

