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Osvaldo Pugliese Camahue. La musica dell’empatia

Ci lascia una personalità vulcanica e umanamente attraente che ha unito l’esperienza di musicista e compositore a quella di impresario e molto altro ancora. E’ approdato in Italia dai Casartelli per poi collaborare a lungo con Walter Nones. E’ stato all’origine della entusiasmante avventura di Holiday On Ice, ha firmato la colonna sonora dei successi di Giuseppe Nones e di Stefano e Lara Orfei a Monte Carlo. Alla sua scuola troviamo anche il giovane David Larible. L’Ente Nazionale Circhi si unisce al lutto dei familiari ai quali esprime un sincero cordoglio.

di Alessandro Serena

Per molti la musica è un’arte invisibile, una festa delle vibrazioni, qualcosa che non esiste, impalpabile, ma che entra dentro la nostra anima e in definitiva contribuisce a rendere il mondo migliore. Questo è quello che ha fatto per tutta la vita Osvaldo Pugliese, in arte Camahue, musicista, compositore, impresario e molto altro. Fino a poco fa, colpito da un infarto la notte del 3 aprile scorso.
Lascia la cara moglie Hilda e gli adorati figli Patrick e Romina, i nipotini, e Patricia sua compagna degli ultimi anni.
Figlio di Angel Pugliese, direttore di “orchestre-spettacolo” nell’Argentina del Secondo Dopoguerra, era arrivato in Italia negli anni Settanta dai Casartelli dove era stato impiegato con il padre proprio nell’orchestra del circo. Una famiglia dedita al lavoro, in quanto anche la madre Alba si rendeva sempre preziosa in qualche mansione.

Osvaldo insieme al direttore di Holiday On Ice dell’epoca e ad un giovanissimo Alessandro Serena.

In quel periodo Osvaldo dava fra l’altro lezioni di musica e di tromba ad adolescenti volenterosi, fra questi vi era il giovane David Larible, destinato poi a palcoscenici prestigiosi, che in futuro spesso ricorderà il fatto e di come fosse stato centrale per la propria formazione.
Da lì a qualche anno l’ingaggio al Circo di Moira Orfei, sempre con Angel nei panni di direttore d’Orchestra. Celebre il gioco di parole dell’annunciatore: “L’orchestra polacca diretta dal Maestro argentino Pugliese”, che racconta molto di cosa sia il mondo del circo.
Osvaldo continua ad essere la prima tromba dell’orchestra anche da Orfei, ma piano piano emergono le sue incredibili capacità relazionali.
La padronanza di cinque lingue, la naturale empatia verso la gente, con chiunque si trovasse di fronte, di qualsiasi rango, da un guardiano notturno ad un membro di una famiglia reale. La conoscenza di ogni aspetto dello show business che lo metteva in grado di affrontare discussioni di ogni tipo e ad ogni livello.
Ben presto diventa uno dei collaboratori più validi di Walter Nones nel momento di massima espansione del gruppo, rivelandosi una risorsa fondamentale per l’organizzazione di tournée importanti come quella del Circo di Mosca.

Osvaldo con la famiglia.

Sposa l’ungherese Hilda Subic, la quale gli darà Patrick e Romina. Il primogenito anni dopo diventerà un personaggio televisivo molto noto.
Si stabilisce per anni a San Donà di Piave, sede di Moira Orfei, proprio per dare continuità alla collaborazione con Nones. Fino a quando, in gran parte grazie a suoi ottimi contatti e alla sua capacità relazionale riesce a far sì che Walter diventi produttore esclusivo per Italia, Spagna e Jugoslavia di Holiday On Ice con tournée di grande successo nelle quali lui si occupa di numerosi aspetti.
Oltre al talento musicale aveva un altro dono, sul quale aveva anche lavorato molto. La capacità di far accadere le cose. Di avere la visione complessiva della macchina in cui si trovava, degli ingranaggi, a prescindere da quale fosse il suo ruolo in essa, se il motore principale o solo una piccola rotellina, senza la quale, però, il movimento non sarebbe stato possibile.
Tiene sempre vivo il grande amore per la musica, anzi continua a comporre pezzi. Sono suoi i brani del numero di tigri di Giuseppe Nones che conquisterà l’Oro a Monte Carlo nel 1987, così come quelle dell’esotico e dell’alta scuola di Stefano e Lara Orfei che vinceranno l’Argento due anni dopo. In molti casi curando la parte musicale di un numero era in grado di mescolare brani propri con pezzi molto noti, sempre riarrangiando tutto con uno stile unico che probabilmente gli arrivava dalle esperienze delle “orchestre-spettacolo” del papà.
Grazie alla sempre più assidua frequentazione con Holiday On Ice finisce per diventare il principale compositore di musiche del colosso americano. Dal punto di vista della creazione di colonne sonore è forse il momento più importante. Si trova coinvolto in prima persona nei principali momenti creativi in un frangente in cui l’impresa è all’apice del successo, con almeno cinque compagnie di 80 persone ciascuna in giro per il globo.

Questo lo mette in contatto con altri grandi protagonisti dello show business internazionale, oltre alla consueta equipe creativa di Holiday anche con registi chiamati all’occorrenza come il leggendario Jerome Savary. L’approccio alla produzione è intenso. Una volta individuato il tema della nuova produzione, si passa alla creazione dei singoli quadri, Osvaldo è sempre presente e comincia ad individuare e lavorare sulla colonna sonora, producendo dapprima dei provini con pc. Una volta approvate le musiche si passa ad una fase da lui adorata, l’incisione delle musiche a Praga con l’orchestra sinfonica della città da lui stesso diretta. Seguono le intense sedute di prove con regista, coreografo, scenografo, costumista, dalle quali immancabilmente risultavano esigenze di piccoli o grandi cambiamenti nella colonna sonora.
Per anni conduce questa vita: ogni giorno in aereo da una parte all’altra del mondo, debutti importanti, verifiche artistiche, meeting di primo livello.

Osvaldo con Walter Nones dallo Scià di Persia.

Quando Holiday on Ice cambia proprietario e strategia di marketing si distacca dal gruppo. Non finisce però il suo incredibile dinamismo artistico e di impresa. Si inventa complessi propri, crea produzioni speciali a spot, collabora con importanti parchi di divertimento e realtà di tutto il globo come il Cirque d’Hiver.
Resta sempre in contatto con il principato di Monaco, dove arriverà arriva a dirigere l’orchestra del Festival di Monte Carlo, collaborando con Reto Parolari.
Nel mentre mantiene la sua personalità per la quale è sino ad oggi adorato in tutto il mondo. Una generosità disinteressata e senza limiti che lo porta non solo a comporre musiche di ottima fattura per chiunque glielo chiedesse ma anche a mettere a disposizione di tutti l’incredibile rete di contatti intessuta senza soluzione di continuità negli anni. Un database di migliaia di numeri di telefono di persone di tutti i tipi e in tutto il mondo. Che ora lo piangono. Ma gli ingranaggi da lui messi in moto, sia musicali che umani, continueranno a muoversi per molti anni a venire.

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