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Natale a Napoli per il circo Togni che vuo’ fa l’Americano

L’enorme città viaggiante del circo Americano trascorrerà il Natale a Napoli, dove debutta il 25 dicembre con due spettacoli: alle ore 17,30 e alle 21. Centoquarantotto carovane, tre scuderie, 40 camion. Sono alcuni dei numeri che compaiono sul sito dell’American Circus, una città viaggiante fornita di tutto, che deve il suo nome e la sua origine al circo di ispirazione statunitense, caratteristico per le sue tre piste spesso modulabili, utilizzabili tutte o solo in parte. Questa grande struttura è gestita da una famiglia altrettanto grande, quella dei Togni, esperti non solo nell’arte della pista ma anche nell’ambito logistico e strutturale tanto da aver affiancato come consulenti l’organizzazione del festival del Circo di Monte Carlo nei primi cruciali anni di esistenza.

Flavio Togni mostra il Clown d'Oro di Monte Carlo

L’abbiamo visitato durante la sua tappa ad Alessandria, dove nella mattina di lunedì 14 novembre il Comune ha conferito una onorificenza alla direzione dello storico complesso. È il chiaro segnale di un rapporto tra il circo e le istituzioni costruito su basi solide, questione che sta molto a cuore alla figura principale di questo circo, Flavio Togni. Reduce da un’annata di grande profilo iniziata con la vittoria a Monte Carlo dove si è aggiudicato il Clown d’Oro e proseguita sulla scia del successo anche al di fuori della pista, ottenendo fra l’altro il riconoscimento della Provincia di Verona che lo considera eminente figura che dà lustro alla città scaligera.
A Monte Carlo la vittoria è arrivata grazie ai numeri con cavalli in libertà, elefanti, cavalli e cammelli, tigri ed alta scuola di equitazione; parte di questi esercizi vengono riproposti in una versione più adatta alle tre piste del circo Americano ma che ugualmente lasciano che l’attenzione e lo stupore vengano suscitati dallo splendido rapporto che esiste tra Flavio e i suoi animali.

L'alta scuola del Togni (foto Stefania Ciocca)

Più volte il celebre domatore ha spiegato come non sia tanto l’ammaestratore ad insegnare qualcosa all’animale quanto il contrario, a sottolineare la collaborazione tra uomo e fiera. Il primo numero che Flavio Togni presenta vede arrivare in pista cinque mastodontici elefanti, i “carri armati della giungla”, che su una musica dai ritmi etnici eseguono un vasto repertorio della disciplina. L’altra specialità di Flavio è il lavoro con i cavalli: nella prima parte dello spettacolo Flavio, insieme a Cristina e Daniele, esegue un carosello di cavalli in libertà. Si tratta in realtà di un triplo carosello dal momento che i tre domatori occupano ciascuna delle piste e con grazia e naturalezza lasciano che i loro animali eseguano una delle discipline più classiche del circo.

Flavio Togni con i suoi elefanti (foto Stefania Ciocca)

Flavio compare nuovamente nello show all’inizio della seconda parte, poiché come la logistica tradizionalmente impone, la pausa viene utilizzata per montare la gabbia degli animali feroci: in questo caso quattro tigri di diversi colori tra le quali spicca un maestoso esemplare dal manto candido. Infine Flavio appare insieme al resto della famiglia Togni, in un classico numero di alta scuola dal sapore spagnolo, proprio quella disciplina alla quale si è dedicato in giovane età e grazie alla quale ha iniziato il lungo, profondo e fruttuoso rapporto con gli animali. È presente nello show anche la famiglia di Cesare Togni che presenta la specialità della casa, acrobazia e piramidi a cavallo, eseguite, per altro, in una pista singola circolare ricreata grazie a un tessuto tenuto da altri artisti. Prima figure a coppie e poi di gruppo, oltre ad uno spettacolare salto nel cerchio di fuoco atterrando nuovamente sul dorso del cavallo.

Gli Atlantis (foto Stefania Ciocca)

La qualità dello show non traspare unicamente dai numeri con gli animali nei quali i Togni si distinguono, ma anche dalla scelta dei numeri acrobatici. Anche in questo caso è importante la scelta musicale che è attenta a coinvolgere il pubblico, creare atmosfera e sottolineare lo stile di ciascun numero, cosa che risalta anche dal puntuale lavoro del Maestro Markus alla batteria.
Tra gli acrobati che animano le tre piste ci sono gli Elastonauti che, su una versione rivisitata delle musiche dei Carmina Burana, eseguono una serie di evoluzioni aeree beneficiando di grandi fasce elastiche che permettono loro di esibirsi in sincrono volteggiando e sfruttando la vasta cupola del circo. Il tocco di classe in più lo fa l’atmosfera buia illuminata solo dai costumi degli Elastonauti, realizzati con lunghe frange fosforescenti.
Suggestiva è l’esibizione degli Atlantis (già medaglia d’oro al Festival di Parigi), una troupe composta da quattro ragazzi ucraini di formazione sportiva, da dieci anni nel mestiere con un numero la cui estetica si ispira al mito di Atlantide e la cui tecnica è appunto quella dell’acrosport, composto da acrobazia e salti in banchina.

Derek Miletti (foto Stefania Ciocca)

Icaro e il sogno di volare introducono Derek MiIletti e la sua performance ai tessuti aerei. Le ispirazioni sportive tornano con la troupe di Igor Baybak, cinque ucraini che eseguono una serie di evoluzioni alle sbarre parallele fatte di incroci mozzafiato tutte ritmo e sincronia. Maya Orfei e Ivan Makay, sotto il nome suggestivo di Araknos, si muovono sinuosi tra le maglie di una gigantesca ragnatela che occupa lo spazio sovrastante le piste.

Maya e Ivan Arakna (foto Stefania Ciocca)

Ad intervallare i numeri con gli animali e le esibizioni degli acrobati ci sono i due clown, Ives e Davide Caveagna, che ripropongono alcuni classici della clownerie come la Boxe o Ape dammi il miele, rivisitati e resi adatti per un pubblico di bambini.
Durante tutto lo show si avverte un’armonia che si riflette nella combinazione dei numeri, nei loro colori e nella durata, nelle musiche che li accompagnano, nello spazio che di volta in volta si restringe e si dilata, si alza e si abbassa occupando gli occhi e la mente degli spettatori. Si mescolano suggestioni che vengono dalla mitologia e dalla fantasia, utilizzano il linguaggio dello sport o delle discipline circensi più classiche e tradizionali per presentare uno dei più grandi circhi d’Italia in veste sempre magica, attuale e di qualità. Chiude lo spettacolo la grande illusione di Walter Forgione, un’esibizione fatta di fuoco, giochi di luci e di sparizioni. Ma la vera magia è quella che prende forma sotto gli occhi degli spettatori: quella degli artisti, di una rinomata famiglia e di una grande star come Flavio Togni che ha costruito il suo successo sul talento e sulla devozione verso il proprio lavoro e la cura degli animali.
Stefania Ciocca

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