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Magdi Cristiano Allam: Io amo il circo

Magdi Cristiano Allam insieme al presidente Buccioni, Alberto Vassallo, Gaetano Montico e Nevio Errani (foto Yara Macaggi/Circo.it)

Ascoltare Magdi Cristiano Allam che parla di circo sotto ad uno chapiteau, che si interessa alle esigenze dei viaggiatori dello spettacolo, che ragiona con estrema cordialità con alcuni dei suoi rappresentanti, non è una scena alla quale si può assistere tutti i giorni. E’ accaduto questo pomeriggio al circo di Nevio Errani alle Capannelle, a Roma, e per l’Ente Nazionale Circhi c’erano il presidente Antonio Buccioni, Nevio Errani, Alberto Vassallo e Gaetano Montico. E’ il secondo incontro che l’Enc realizza con un esponente politico candidato alle elezioni per il rinnovo del parlamento, dopo quello con gli onorevoli Giorgia Meloni e Marco Marsilio di Fratelli d’Italia – Centrodestra nazionale.
Magdi Cristiano Allam è il presidente del movimento politico “Io amo l’Italia”, da lui stesso fondato nel novembre del 2009, e deputato al Parlamento Europeo nel gruppo del Partito Popolare. Ben noto è anche il suo ruolo di giornalista, essendo stato vicedirettore ad personam del Corriere della Sera dal 2003 al 2008, dopo aver ricoperto la carica di editorialista e inviato speciale del quotidiano La Repubblica.

Cristiano Allam viaggia l'Italia per far conoscere il suo movimento politico

Nato al Cairo nel 1952, vive in Italia dal 1972 e si dice “orgogliosamente cittadino italiano dal 1987”. Laureato in Sociologia alla Sapienza di Roma, ha scritto vari libri di grande diffusione: ha pubblicato Europa Cristiana Libera. La mia vita tra Verità e Libertà, Fede e Ragione, Valori e Regole, e sempre per la Mondadori Grazie Gesù. La mia conversione dall’islam al cattolicesimo, fino a Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano? ed altri. Fra i riconoscimenti nazionali e internazionali collezionati, ci sono il Premio Saint-Vincent di giornalismo, l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano, il Premio internazionale Dan David e il Mass Media Award dell’American Jewish Committee.
Alla base dell’impegno del movimento politico da lui fondato, col quale partecipa alle elezioni del 24 e 25 febbraio, ci sono “il primato dei valori non negoziabili e la certezza delle regole. A partire dalla riforma etica della cultura politica persegue un nuovo modello di sviluppo che s’ispira all’economia sociale di mercato e un nuovo modello sociale che mette al centro la sacralità della vita”.
Onorevole Allam, immagino che quella di oggi sia stata per lei la prima volta in cui è entrato in contatto con il mondo del circo…
Inteso come incontro con i professionisti e i responsabili del settore sì, mentre invece varie volte nella mia vita sono andato al circo, sia quando ero giovane e sia accompagnando i miei figli.
L’incontro di oggi che impressione le ha fatto?
Mi ha aperto un mondo nuovo ed ho compreso che dietro allo spettacolo ci sono delle imprese, c’è una comunità, ci sono attività produttive che alimentano anche un indotto economico, ci sono delle famiglie e c’è una parte d’Italia sana, che lavora e produce, che è partecipe della crescita della nostra società e della nostra economia e che opera nel contesto dello spettacolo, settore che è parte integrante del turismo, che io considero la direttrice di sviluppo principale su cui dobbiamo investire per una rinascita dell’Italia in un momento in cui non siamo più competitivi nel manifatturiero e in particolare in quel segmento che vede oggi la Cina, l’India e altri paesi fortemente competitivi sul piano della quantità e anche della qualità del prodotto. E mi fa molto piacere poter esprimere pubblicamente attraverso Circo.it il mio apprezzamento e ammirazione per il mondo del circo, per gli operatori professionisti, per le famiglie, per chi opera in questo ambiente. Ci tengo anche a evidenziare l’amicizia che mi lega a Gaetano Montico, che ha aderito al movimento “Io Amo l’Italia” e che entra a far parte del Comitato di presidenza come rappresentante dello spettacolo viaggiante.

Il Papa alla udienza del 1° dicembre gioca con il leoncino Benedetto

Il 1° dicembre scorso Benedetto XVI ha accolto in udienza oltre diecimila rappresentanti del mondo del circo e dello spettacolo viaggiante ed ha avuto espressioni di forte sostegno verso i valori che sono alla base di questa realtà itinerante. La stupisce oppure no questa attenzione della chiesa verso il circo?
Non mi stupisce perché le creature, gli animali, trovano nel circo una presenza valorizzante della loro realtà, a dispetto dei luoghi comuni che li vorrebbero rappresentare come se fossero sottoposti a un regime di costrizione e di sofferenza. E non mi stupisce anche perché il circo è una comunità che salvaguarda i valori tradizionali della famiglia, che nella sua integralità opera all’interno del circo ed è il principale strumento di trasmissione di quei valori che sono cari alla chiesa e in generale alla morale naturale.
Cosa pensa del fanatismo animalista che spesso degenera in violenza e che è diventato anche una influente lobby di pressione sui governi dell’Unione Europea?
Credo che al centro bisogna mettere la persona. Il rispetto per tutte le creature non deve mai venir meno ma non al punto da far passare in secondo piano la centralità della persona umana. Arrivare addirittura a minacciare di morte persone che vengono ritenute “ostili” nei confronti degli animali, è vero e proprio terrorismo nei confronti delle persone.
Da come ne parla sembra che ne abbia fatto la spese anche lei…
Mi è capitato che per un errore, e sottolineo errore, che ho anche riconosciuto come tale, perché a volte non si riescono ad esaminare a fondo tutte le decine e decine di risoluzioni (ne sono cento in una volta sola), come parlamentare europeo ho espresso un voto sulla vivisezione, a cui sono peraltro contrario, ma che veniva circostanziata in ambiti ben definiti, non si trattava insomma di una legittimazione della vivisezione ma di una restrizione ad ambiti che vengono considerati scientificamente e strettamente necessari per salvare la vita umana…
E che cosa le è accaduto?
Mi sono ritrovato con delle minacce di morte e con una tempesta di mail farneticanti che anche a distanza di anni mi continuano ad arrivare e mi definiscono un criminale. In quella occasione ho riscontrato un terrorismo psicologico praticato dagli animalisti che arriva persino ad auspicare la morte del “nemico”. Io credo che questo debba essere denunciato perché ci troviamo di fronte a dei fanatici i quali ritengono che per impedire che venga usato un topo in laboratorio si possa minacciare di morte una persona. Questo è semplicemente folle e inaccettabile.
Claudio Monti

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