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I veterinari scrivono alla senatrice Montevecchi

I lettori di Circo.it conoscono l’approfondita attività svolta dall’Ente Nazionale Circhi in merito all’affare assegnato alla 7° Commissione del Senato, di cui abbiamo dato conto su questo sito, da ultimo con l’intervento del presidente Antonio Buccioni pubblicato ieri.
Cominciamo da oggi anche a riferire dei documenti inviati dai veterinari che fanno parte del registro istituito dall’Ente Nazionale Circhi, alla presidente della 7° Commissione, la senatrice Michela Montevecchi. Mentre in tanti raccontano solo menzogne sul tema degli animali nei circhi, senza nessuna conoscenza scientifica dell’argomento, armati solo del sacro fuoco ideologico di una preconcetta condanna “a prescindere” nei confronti dei circhi con animali, noi proseguiamo a fare chiarezza basandoci sulla scienza e sulla realtà vera. Il primo contributo che rendiamo di pubblico dominio, dopo che il diretto interessato l’ha inviato alla sen. Montevecchi, è quello del dott. Ettore Paladino, Medico Veterinario Ufficiale dell’AST di Bergamo, profondo conoscitore della materia, che ha anche trattato in numerosi e competenti articoli sulla rivista “Circo” e su Circo.it.

Ettore Paladino (in primo piano) in una assemblea dell’ENC presso la sede dell’Agis

……………

Gentile Senatrice Montevecchi,
mi presento, mi chiamo Ettore Paladino, sono un Medico Veterinario, lavoro da oltre 30 anni nel Servizio Sanitario Nazionale.
Come appassionato di circo sin dall’età dell’infanzia, e poi vista la mia cultura professionale, mi sono interessato molto da vicino di tutti gli aspetti inerenti la detenzione degli animali nei circhi. La storia, le normative, gli aspetti scientifici ed etologici, le valutazioni del benessere, le campagne pro e contro.
Per questo , visto il Suo ruolo nell’iter del provvedimento legislativo delegato dal Governo in merito al superamento della presenza degli animali nei circhi, alcuni esponenti della categoria circense mi hanno pregato di illustrarLe in dettaglio alcuni aspetti relativi alle norme già vigenti in materia ed ai relativi controlli che vengono attuati.
La detenzione di animali presso i circhi è soggetta al rispetto di svariate norme, finalizzate a obiettivi diversi:

• NORME CITES, in applicazione della Convenzione di Washington: Regolamento (CE) 338/97 e successive modifiche e integrazioni.
Riguarda le specie considerate a rischio di estinzione, elencate nel suddetto regolamento, e per cui va dimostrata l’origine legale.
Molte delle specie utilizzate comunemente presso i circhi rientrano tra quelle minacciate di estinzione, ma si riproducono normalmente in cattività ( come leoni e tigri); al contrario degli elefanti, che infatti stanno via via riducendosi perché da oltre 30 anni non si possono più effettuare importazioni di animali catturati nei loro paesi d’origine.

• REQUISITI SANITARI : gli animali del circo, a maggior ragione in quanto itineranti, sono anch’essi soggetti a tutte le norme relative alla profilassi delle malattie infettive. Per cui devono sottostare a tutti gli obblighi di controlli, vaccinazioni e test diagnostici previsti dal leggi comunitarie o disposizioni nazionali. Ricordiamo ad esempio: test dell’anemia infettiva per gli equidi; vaccinazione antirabbica se ci si reca in zone a rischio di contagio; test diagnostici per la tubercolosi bovina e per la brucellosi. E se ne potrebbero elencare altre.

• PROTEZIONE BENESSERE ANIMALE : le norme generali sono dettate dalla legge 89/2004 ( modifica dell’art 727 del Codice Penale), che, fra le altre cose, vieta l’eutanasia se non per comprovati motivi di grave pericolosità o sofferenza. Ci sono poi norme specifiche relative a diversi animali domestici ( suini, bovini, volatili) , che si applicano negli allevamenti ma i cui requisiti, ovviamente adattati alle condizioni particolari di allevamento dei circhi, vanno comunque rispettati.
In merito al benessere degli animali nei circhi, la norma base è rappresentata dalla legge 150/92 ( convertita in legge 59/93), che prevede che il Ministero predisponga un elenco di mammiferi e rettili pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica ( l’elenco è stato ufficializzato con DM 19-02-96). La detenzione e l’allevamento di tali animali è vietato per i privati cittadini; è consentito solo da particolari istituzioni e attività, fra cui i circhi equestri, previa Autorizzazione Prefettizia.
I requisiti di detenzione sono stati fissati dal Ministero dell’Ambiente ( Commissione CITES) , di concerto con il Ministero della Salute e dell’Interno. Per i circhi sono state emanate delle linee guida specifiche ( trasmesse dal Ministero dell’Ambiente all’Ente Nazionale Circhi con lettera prot SCN/2D/2000/8105 del 15/05/00).
Tali linee guida sono state emanate per regolamentare la detenzione degli animali in generale presso i circhi, e non solo di quelli considerati pericolosi. Infatti le linee guida prevedono requisiti generali ( applicabili a tutti i circhi che posseggano animali), e requisiti specifici per alcune specie di animali ( fra queste anche alcune non previste come pericolose dal DM 19-2-96).
Nel 2006 la stessa Commissione CITES ha redatto delle linee guida aggiornate, con alcune modifiche ai requisiti generali, l’indicazione di requisiti specifici per animali che non erano stati considerati nel 2000, e un protocollo operativo per Circhi e Comuni per effettuare le verifiche sulla corretta detenzione degli animali prima del rilascio dell’Autorizzazione all’installazione ed allo svolgimento degli spettacoli.
Tali Linee Guida non sono mai state emanate con atto formale; alcune Regioni e Amministrazione Comunali le hanno inserite in leggi o delibere. In ogni caso il protocollo di cui sopra viene comunemente applicato ormai su tutto il territorio nazionale.
In base a tale protocollo i circhi che posseggono animali devono allegare alla domanda di autorizzazione allo svolgimento attività presentata presso ciascun Comune tutta la documentazione inerente il rispetto dei requisiti di detenzione per gli animali, compresa l’Autorizzazione Prefettizia, se necessita. Il Comune trasmette alla ASL-Servizio Veterinario la documentazione di competenza, che viene valutata preventivamente. Quando il circo è installato, il Comune organizza un sopralluogo con tutte le figure professionali interessate, fra cui i veterinari ufficiali della ASL. In quella sede vengono valutate sul campo le strutture ( e quindi la corrispondenza a quanto dichiarato nei documenti), le condizioni di salute e di benessere degli animali, l’attuazione di tutto quanto prevedono i requisiti generali per il mantenimento degli animali nei circhi .

Che, sono, in dettaglio:

• Autorizzazione Prefettizia( là dove prevista) specifica per specie animali e numero di esemplari ( con allegata planimetria degli spazi adibiti alla custodia degli stessi);

• Stipula di un contratto/ convenzione con un veterinario che garantisca il controllo periodico degli animali, l’intervento immediato in caso di necessità ( anche tramite altri veterinari da lui delegati), le operazioni di medicina preventiva, la compilazione e l’aggiornamento delle cartelle cliniche per ciascun animale;

• Registro di carico-scarico di tutti gli animali detenuti; ogni singolo animale deve essere identificato con un sistema ufficiale o comunque non manipolabile ( per bovini, ovini e caprini contrassegni auricolari o boli ruminali; per tutte le altre specie microchip);

• Piano di alimentazione;

• Piano di pulizia e disinfezione;

• Piano di emergenza in caso di fughe di animali.
Non compete ai Servizi Veterinari delle ASL, ma ai Carabinieri Forestali, la verifica della regolarità dei certificati CITES, che attestano la provenienza legale degli animali soggetti alla Convenzione di Washington.
Soltanto dopo aver acquisito il parere favorevole, che è obbligatorio e vincolante, di tutti i funzionari che intervengono nel sopralluogo e verificano gli aspetti di specifica competenza, il Comune può autorizzare l’installazione del circo e lo svolgimento degli spettacoli.
Appare chiaro quindi che il sistema dei controlli sugli animali dei circhi è più che regolamentato , e viene sistematicamente applicato, vista anche la crescente sensibilità delle Amministrazioni Comunali e della cittadinanza tutta agli aspetti inerenti il benessere animale.

Colgo l’occasione per segnalare in questa sede alcuni aspetti interessanti, e a volte contraddittori, relativi alle norme sulla detenzione di specie animali comunemente presenti nei circhi.

I giardini zoologici sono anch’essi soggetti a specifica autorizzazione, prevista dal Decreto Legislativo 73/2005 ( recepimento della direttiva 1999/22/CE ). Le norme in questione considerano , come è giusto, molto dettagliatamente gli aspetti relativi alla protezione, salute e benessere degli animali. Ma l’approccio è tutto differente da quello utilizzato per i circhi. Non si parla mai di metrature minime, spazi per capo e requisiti strutturali. Gli obiettivi da rispettare sono espressi come valutazione dello stato psico-fisico degli animali. In linea con le più moderne tendenze di valutazione del rispetto del benessere animale, basato non tanto su indicatori strutturali e gestionali, ma su indicatori animal-based, cioè sui segni riscontrabili e valutabili sull’animale stesso. Grazie anche al progresso scientifico, che oggi ci permette con molta più obiettività e certezza di effettuare queste valutazioni.

I camelidi (cammello, dromedario, lama, alpaca, guanaco) non sono considerati animali pericolosi ai sensi del DM 19-2-96. Il DM Ministero Salute del 02-03-2018 ha di fatto legalizzato l’allevamento, da parte di privati, a scopo imprenditoriale o amatoriale, di tali animali. Non c’è al momento nessuna norma sui requisiti minimi che gli allevatori di questi animali devono rispettare. Per i circhi invece, già dal 2000, sono state fissati requisiti molto specifici, e spesso la mancanza di pochi mq di spazio diventa oggetto di rifiuto dell’autorizzazione da parte dei Comuni, di sanzione o addirittura di denuncia penale per maltrattamento.

I CRAS (Centri Recupero e Assistenza Animali Selvatici) o altre istituzioni similari, sono presenti su tutto il territorio nazionale, gestiti da associazioni private (fra cui anche la LAV), con lo scopo di fornire adeguato ricovero e assistenza ad animali selvatici vittime di incidenti stradali, reperiti in precarie condizioni di salute, e spesso ospitano anche animali selvatici appartenenti a privati, ceduti dagli stessi o alienati per motivi legali (come si è verificato in alcuni casi per animali dei circhi sottoposti a sequestro).
Queste strutture, pur detenendo animali selvatici e/o esotici, e specie considerate pericolose, nella maggior parte dei casi non hanno nessuna autorizzazione. Il Ministero della Salute, con circolare 1121904 del 04/05/17, ha richiamato i Servizi Veterinari delle Regioni e delle ASL a esercitare i controlli dovuti su queste strutture, e regolarizzarne la situazione autorizzativa. Eppure le associazioni che gestiscono questi centri sollecitano il Governo a legiferare in merito alla dismissione degli animali dai circhi, offrendosi di accoglierli nelle proprie strutture. Quindi si arriverebbe al paradosso di togliere forzatamente animali dai circhi, strutture regolarmente autorizzate a detenerli, per consegnarli ad altre strutture al momento non autorizzate.

Le allego il testo delle Linee Guida Commissione CITES emanate nel 2006, per maggiore dettaglio di informazione. Non ho disponibili le Linee Guida del 2000 su supporto informatico, ma le stesse sono state praticamente inglobate in quelle del 2006.

Spero di essere stato, pur nella inevitabile sintesi dell’argomento, chiaro ed esauriente. E sono ovviamente a Sua disposizione per ogni eventuale contatto e successiva richiesta.
Essendo Lei, Sig.ra Senatrice, investita di un ruolo così importante nell’iter parlamentare relativo alle future norme sugli animali nei circhi, confido nel fatto che voglia approfondire l’argomento. E per questo la invito anche a rivolgersi ai Ministeri competenti, ovvero quello della Salute dell’Ambiente, per acquisire le normative che ho citato, e dati più precisi e più dettagliati riguardo a quanto ho cercato di riassumere.

La ringrazio dell’attenzione, e Le auguro un Buon Lavoro

Dr. Ettore Paladino
Medico Veterinario
Ordine Provinciale dei Veterinari di Bergamo
Veterinario Ufficiale AST Bergamo

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