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Ennio Marchetto: il cartone umano vivente

Il trasformismo è una delle discipline più popolari e amate del mondo dell’illusionismo, una disciplina che spesso viene inglobata nelle piste dei circhi con ottimi risultati. Da quando, una ventina d’anni or sono, Walter Nones presentò nel circo di Moira Orfei la coppia di trasformisti russi Sudarcikovy (poi Argento a Monte Carlo), sono stati molti i complessi italiani che hanno dato spazio a numeri del genere, che sono addirittura entrati nel repertorio di numerosi giovani italiani (Zavatta-Orfei, Sali-Pirlo, per citarne solo alcuni).
C’è però nel panorama internazionale dello spettacolo popolare un artista che ha trovato una maniera tutta sua di essere trasformista, utilizzando anche tecniche del Teatro di figura arrivando a costruire uno stile del tutto personale.
Si tratta di Ennio Marchetto, il cui spettacolo “A qualcuno piace carta” è stato ospitato al teatro Parioli-Peppino de Filippo di Roma dall’8 al 18 marzo scorso. Un artista a tutto tondo, unico nel suo genere, dotato di grande creatività e originalità, in grado di unire mimo, musica e danza in un unico spettacolo. Marchetto è un eclettico trasformista che da oltre vent’anni lavora nel mondo dello spettacolo, esibendosi sui palcoscenici di maggior prestigio in Italia e all’estero. La sua è una dote particolare: cambia rapidamente, davanti agli occhi degli spettatori, costumi, parrucche e accessori, tutti rigorosamente di carta, interpretando le caratteristiche e le movenze dei più disparati personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, con una mimica facciale e corporea precisa, che li rende facilmente riconoscibili da parte del pubblico.
Le sue non sono imitazioni ma studi approfonditi sulla caratterizzazione degli stessi personaggi, i costumi di carta sul suo corpo prendono letteralmente vita e grazie alla preparazione, all’entusiasmo, alla passione del performer e alla musica che fa da cornice alle interpretazioni, rinascono miti come Marilyn Monroe, fonte per lui di grande ispirazione, la Gioconda, che annoiata di star ferma incorniciata, sgambetta a destra e a manca per il palcoscenico, la regina Elisabetta che in un attimo si trasforma nel re del rock Freddie Mercury, il cantante rap Eminem che dà vita a una sfavillante Gloria Gaynor. Trasformazioni da Venere del Botticelli a Loredana Bertè, da Venere di Milo a danzatrice di sirtaki, da lottatore di sumo a ballerine di can-can, da Liza Minnelli a statua della libertà e ancora Elvis Presley, Tina Turner, Cher. Inoltre big della canzone italiana di ieri, come Pavarotti, Mina, Nilla Pizzi, Orietta Berti e di oggi, come Vasco Rossi, Giusy Ferreri e Arisa. Anche se agli spettatori risulta uno spettacolo d’impatto visivo, scenico, dinamico, non bisogna sottovalutare il lavoro di caratterizzazione dei personaggi che c’è dietro l’apparente semplicità, e la continua evoluzione nella ricerca di nuovi soggetti da interpretare, come per la recente Lady Gaga.
Il pubblico di Ennio Marchetto è formato sia da grandi che da piccini e il divertimento dello spettacolo sta anche nel riconoscere di volta in volta i personaggi, i bambini possono anche non conoscerne alcuni, magari i più datati, ma si sa che il loro è un mondo fatto di immagini e colori, e in questo rimangono pienamente soddisfatti. Ma non solo loro, lo spettacolo di Marchetto va al di la delle parole, è fatto di carta si, ma anche di fantasia e di gioco ed è questo che riporta tutti un po’ bambini, proprio perché fatto di semplicità.
Lo spettacolo termina fra lo scrosciare degli applausi che durano diversi minuti. A questo punto il trasformista torna ad essere Ennio Marchetto, che si unisce al pubblico negli applausi ai personaggi che ha portato in scena e che sono parte integrante di lui.
Gaia Minicoli

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