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Darix Togni, il ritorno sotto la Madunina

Darix Togni, il piccolo Dario, la signora Fiorenza, Corrado, Danilo e Livio. Darix si trovava a Milano anche 40 anni fa, ma con il Circo nell'acqua

Darix Togni è tornato a Milano e per Natale, per poter accedere ad una dimensione altra, è sufficiente andare in piazzale Cuoco, il tradizionale luogo adibito ad ospitare il circo e completamente occupato dalla splendida struttura dei Togni.
Soltanto l’ingresso segna davvero un passaggio ad un altro mondo: un percorso passa attraverso carrozzoni in vecchio stile, predominano i colori oro e rosso, delle sculture affiancano su entrambi i lati il camminamento sino a giungere alle porte d’ingresso.

Corrado Togni con gli elefanti (le foto del servizio sono di Stefania Ciocca)

Dai vetri si intravede qualcosa dell’area che precede l’ingresso al circo vero e proprio ma varcare la soglia è tutta un’altra storia, e sembra anche tutta un’altra epoca: una giostra dei cavalli in vecchio stile campeggia sul lato sinistro, richiami al mondo fantastico del circo così come si trova negli immaginari collettivi riempiono lo spazio. Su un lato due carrozzoni, sempre nel medesimo stile, catturano l’attenzione. Uno dei due è il “camerino” di Corrado Togni, il luogo dove si trucca e si prepara per entrare in pista nei panni di clown. Corrado che insieme al fratello Davio sa bene come catturare l’attenzione con garbo e divertimento.

Corrado Togni

Corrado Togni è già in pista, vestito con un completo nero clownescamente elegante dà inizio alle danze proprio come un bravo direttore d’orchestra, danze che si aprono in maniera spettacolare quando le luci si abbassano e dal frontone sopra all’ingresso che porta gli artisti in pista spunta una cascata d’acqua che va ad inondare la pista: giochi di colore, di luci, di fumo e zampilli d’acqua. Mentre in pista accade tutto ciò, dall’entrata principale sbuca il tradizionale carosello circense che vede coppie di artisti mascherati alla maniera carnevalesca veneziana. La presenza di Corrado Togni è più massiccia nella seconda parte dello show quando, smontata la grande fontana d’acqua, i due fratelli insieme al Principe del circo mettono in pista delle classiche gag della clownerie che sono rese estremamente personali grazie alla classe dei due artisti.

Ape dammi il miele: intramontabile gag comica

Di tangibile ilarità e spontaneità è l’atmosfera di divertimento durante la gag di Ape dammi il miele: in pista Davio e Corrado si divertono per davvero, le loro risate sono genuine e trascinano anche il pubblico. La dolce e naturale comicità di Corrado traspare dallo splendido numero che lo vede insieme a due elefanti con i quali interagisce scherzosamente (o forse è il contrario?) mostrando davvero una spontaneità che non tocca solo la capacità di far ridere ma di farlo prestando attenzione e guidando con sè i due pachidermi.

I giovani della family Togni

Anche Davio Togni insieme alle tigri dimostra la maestria dell’ammaestramento in dolcezza in piena regola: Davio entra in pista vestito da gladiatore, proprio come a suo tempo faceva Darix Togni e del padre, in occasione di questo numero, ha deciso di conservarne il nome. L’armonia con gli splendidi felini è la sua cifra stilistica principale, così come il ritmo e la verve sono la caratteristica che vede di nuovo Davio in pista, questa volta mentre si cimenta con un numero di alta scuola dal sapore messicano.
Facendo un balzo generazionale si può passare ai giovani Togni che si conquistano uno spazio notevole puntando sul virtuosismo del corpo e l’atleticità: i due fratelli Togni Jr compaiono in un’affascinante esibizione alle cinghie aeree per poi tornare in pista con un classico del circo, il trapezio.

Le contorsioniste mongole

Virtuosismi corporei e abilità classiche circensi compaiono nel corso di tutto lo show: durante la prima parte la pista è trasformata in una sorta di fontana delle meraviglie e a tratti l’intero circo sembra diventare un acquario animato da esseri fantastici e, dopo un numero di trapezio solo e di tessuti aerei (fissati curiosamente a una gigantesca medusa fosforescente), si ha prova della straordinaria abilità di tre contorsioniste mongole che con il loro corpo compongono arabeschi e sculture viventi. Virtuosismi, ma di altra natura, sono quelli che caratterizzano due numeri mozzafiato: la ruota della morte di Rayan e Daniel e il fachiro Rayan Togni.
Quest’ultimo è quello che colpisce e che coinvolge molto (nel bene e nel male) il pubblico perchè vede l’esibizione di serpenti di svariate dimensioni e coccodrilli che poi entreranno in un’inquietante bara di cristallo insieme ad Astrid. Quest’ultima è inoltre la protagonista, in questo stesso numero, di una passeggiata aerea che effettua stando fissata al cavo di sicurezza… per i capelli! Insomma, quest’ultimo numero, per la natura provocatoria che possiede, coinvolge davvero i presenti perchè in fondo anche il ribrezzo, la paura e l’impressione sono pur sempre emozioni che vengono suscitate dallo spettacolo.

Astrid Alejandra nella bara di cristallo con serpenti e coccodrilli

La qualità è visibile ed è davvero il marchio di famiglia del circo Togni: la si vede nello splendido spazio dello chapiteau, nella logistica della pista, nelle luci che si mescolano ai giochi d’acqua creando un’armonia di elementi e, naturalmente, la si vede nei rappresentanti stessi della famiglia.
Stefania Ciocca

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