L’evento è stato pensato in occasione dell’annuale celebrazione del World Circus Day, il cui sesto anniversario è fissato per il prossimo 18 aprile. La manifestazione inaugurata nel 2010, per iniziativa della Fédération Mondiale du Cirque e con il patrocinio della Principessa Stephanie di Monaco, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare sul ruolo culturale e sociale del circo.
L’esposizione è stata inaugurata lunedì 23 marzo e rimarrà aperta fino al 9 maggio. Notevole l’interesse che sta riscuotendo poiché rappresenta un elemento di grande attrattiva, sia per l’originalità del tema, sia per la centralità del luogo di allestimento in pieno centro storico. Oltre alla vetrina, principale fulcro dell’esposizione, all’interno sono stati previsti altri due percorsi, uno all’ingresso della Biblioteca Civica Ragazzi nella Galleria Rossa, con una rassegna di manifesti di circa 20 titoli e un secondo nella Protomoteca, dove nelle quattordici bacheche è stato proposto un percorso storico attraverso grafiche, fotografie, manifesti, cine-programmi e oggettistica dalle testimonianze pre-cinematografiche, fino alle principali produzioni degli anni ’70.
“Si tratta di unn’occasione per il CEDAC di essere parte integrante del tessuto culturale della città e per valorizzare non solo le proprie collezioni, ma per farle attivamente dialogare con quelle di enti pubblici e privati del territorio”, spiega Antonio Giarola, direttore generale del Centro Educativo di Documentazione delle Arti Circensi.


La nascita della cinematografia infatti, non è altro che l’evoluzione degli esperimenti fotografici e ottici della seconda meta del XIX secolo. Emile Reynaud si servì per il suo Prassinoscopio di pellicole che si ispiravano al Cirque Molier o alle riprese dei due famosi clown Footit e Chocolat. Il circo dunque, rappresenta una costante nell’immaginario cinematografico sin dal suo apparire. La prima citazione del cinema a Verona risale alla fine del XIX secolo: un articolo apparso sull’Arena del 30 settembre 1896 ricorda che per la prima volta al Teatro Ristori, di fronte ad un pubblico straripante affascinato e stupito, venne presentato il cinematografo Lumière.
Agli inizi era stato il mondo delle giostre e delle compagnie girovaghe a portare nelle piazze e nei teatri questo tipo di spettacolo, successivamente fu la volta del circo. Nacquero così i casotti del cinema nelle fiere, i cosiddetti cinema ambulanti, con facciate multicolore, decorazioni chiassose e imbonimento con organetti all’esterno per richiamare pubblico. L’imbonitore poi reclamava le proiezioni: piccoli spezzoni della durata di alcuni minuti all’inizio, per arrivare poi alle comiche e ai drammoni strappalacrime.

Da allora il cinema ha impregnato la nostra vita facendo passi da gigante soprattutto sotto il profilo tecnico, ma è opportuno evidenziare come l’arte circense, seppure molto differente da quella cinematografica, abbia invece con essa molte affinità storiche e culturali nella duplice direzione “utilizzo” (inteso come repertorio artistico) e “ambientazione” (inteso come sfondo o ambientazione di vicende).
E’ fondamentale però ricordare che anche celebri circensi si prestarono come attori, a partire dall’italiano Ferdinand Guillaume in arte Polydor (attivo in quasi trecento pellicole tra il 1910 al 1961 lavorando anche con Federico Fellini), a Larry Semon, conosciuto in Italia come Ridolini che nel periodo del cinema muto rivaleggiava alla pari con Charlie Chaplin, Stanlio & Ollio, Harold Liyod e Buster Keaton. Oppure Max Linder, il clown svizzero Grock (Charles Adrien Wettach), in merito al quale un articolo apparso sull’Arena del 5 aprile 1931 scrive: “E’ stato visionato da un gruppo di personalità del cinematografo e di critici il film che il famoso clown Grock ha creato si può dire interamente dal soggetto alla interpretazione. Il successo è stato vivissimo e qualcuno afferma che questo esperimento del famoso clown italo-tedesco metterà tra le file dei divi dello schermo un nuovo astro del quale molto avrà a temere Charlot”.
Ancora, il clown russo Popov, i Fratellini, il clown Fumagalli e molti altri con Federico Fellini nel film I Clowns e poi tanti artisti di famiglie celebri come quelle dei Togni, Yarz e Orfei.
Anche la rassegna cinematografica di grandi classici prevista ogni giovedì, fino al 7 maggio (dalle ore 16) organizzata in collaborazione con il Centro Audiovisivi, sta riscuotendo interesse fra il pubblico che settimanalmente assiste alle proiezioni presso l’Anfiteatro del Centro Audiovisivi.

