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“All’ingegneria ho preferito l’acrobatica”

Cesare al lavoro in Accademia


L’Accademia d’Arte Circense di Verona è uno dei vanti della città, ma soprattutto del circo italiano. Voluta e creata da Egidio Palmiri è oggi una realtà in continuo divenire, una fucina di talenti, che una volta diplomati trovano lavoro nelle piste più prestigiose d’Europa o si esibiscono nei teatri e in numerose altre “vetrine” dello spettacolo, e ricevono riconoscimenti in tutto il mondo, a partire dai preziosissimi Clown d’Oro del Festival di Monte Carlo.
Proprio un mondo si sviluppa attorno alla vita dei giovani allievi dell’Accademia, un’organizzazione così ben studiata da permettere la permanenza di 22 ragazzi, che da settembre a giugno vivono questa esperienza convittuale nel capoluogo scaligero, unica nel mondo occidentale.
Si tratta di un investimento sul futuro, che i genitori degli allievi, per lo più provenienti da famose dinastie circensi, affidano a uno staff di istruttori molto competenti e a loro volta ex artisti di fama internazionale.
Il ruolo degli insegnanti in Accademia è da considerarsi di fondamentale importanza, poiché è con loro che gli allievi si confrontano ogni giorno, è da loro che apprendono l’arte circense ed è grazie a loro che si forgiano nel corpo e nello spirito.

Lachezar Yankov (Cesare)


Fare da guida, stimolare i ragazzi, gestire situazioni difficili e dare loro uno sguardo sul futuro, sono le caratteristiche dell’insegnamento di Lachezar Yankov, docente professionista di acrobatica ed equilibrismo presso l’Accademia.
“Quello che faccio con i ragazzi è innanzitutto accompagnarli durante gli anni dell’Accademia, non solo a livello di preparazione fisica, ma anche per quanto riguarda la specializzazione. Insomma, mi piacerebbe evitare loro delle delusioni, che in un mondo come questo arrivano se non si ha una guida”. E’ proprio Cesare, in Accademia lo chiamano tutti così, a parlare del rapporto instaurato con gli allievi.
La sua preparazione risale agli anni Ottanta quando all’età di 15 anni, affascinato dalla pista di segatura, decide di prendere parte alle audizioni per entrare nell’Accademia internazionale d’Arte Circense di Mosca, contro il volere del papà: “Me lo rinfaccia ancora oggi di non aver preso la laurea in ingegneria, settore dove i miei erano ben inseriti professionalmente”.
“Si trattava di intraprendere una strada tutta in salita, perché si sa, nel nostro ambiente è molto difficile per un ‘gaggio’ inserirsi nell’ambito circense”. Si scoprirà solo in futuro che la scelta di questo ‘gaggio’, in gergo non proveniente da famiglia circense, sarà quella giusta.

Il sudato diploma ottenuto alla scuola del circo di Mosca


“Gli anni dell’Accademia sono stati di fondamentale importanza per me e, come accade qui a Verona, durano quattro anni. Ho avuto la possibilità di studiare storia del circo, storia del teatro, l’arte del trucco di scena, tecniche di sicurezza per montaggio e smontaggio degli chapiteuax, danza classica e moderna, in più c’erano gli esami da sostenere ogni anno per poter accedere al successivo”.
E’ quello che si può definire un percorso di studi molto impegnativo, ma – rivela Cesare – “ad oggi resta ancora la scelta più giusta che io abbia fatto nella mia vita: in fondo sono stato selezionato fra 150 candidati con quattro posti a disposizione per frequentare un’Accademia completamente sovvenzionata dallo stato”, sorride lasciandosi andare ai ricordi.

L'istruttore e l'allievo ai suoi primi trofei: Giordan Alessandrini


E dopo la scuola di Mosca cosa è successo? “Ho lavorato per i sette anni successivi all’Accademia per il circo stabile di Sofia, un’esperienza bellissima che mi ha permesso di viaggiare e perfezionarmi, ho conosciuto lì altri sette artisti con i quali ho costruito una troupe, i volanti bassi, ma non appena il direttore del circo Tribertis mi ha notato, non ho esitato ad accettare. Sono rimasto per otto anni partecipando a spettacoli in Belgio, Olanda e Germania”.
E come è iniziata l’avventura in Accademia a Verona? “Dopo l’esperienza con Tribertis mi hanno chiamato in Accademia”. Lo racconta in modo molto naturale, ma Cesare in Accademia è un punto di riferimento per gli allievi, perché porta avanti e con successo delle proposte innovative: è di qualche settimana fa la bella notizia che ai campionati nazionali di cheerleading due allieve esterne dell’Accademia hanno guadagnato il primo posto. E, notizia freschissima, anche il terzo posto strappato da Giordan Alessandrini al campionato italiano di Tumblink (salti a terra). C’è un collegamento tra circo e danza sportiva?

L'allievo dell'Accademia terzo classificato al campionato italiano di Tumblink (salti a terra)


“Credo che l’acrosport sia una delle discipline sportive più vicine all’arte circense, ma ancor di più, mi appassiona il fatto che così offro l’opportunità ai ragazzi di avere una visione globale e anche un po’ attuale di quello che c’è fuori, di come si può impiegare quello che si impara in Accademia e portarlo in altre discipline”, risponde Cesare, “e ritengo che tutto questo sia un bagaglio importante per crescere”.
E visto che si parla di futuro, quali sono i tuoi progetti? Hai un desiderio che vorresti si realizzasse? “Proseguirò con la mia attività di istruttore e di giudice sportivo, ma vorrei tanto vedere realizzato il sogno del presidente Palmiri e di tutti noi: una sede stabile dell’Accademia”.
Silvia Rizzini

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