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Tenere alta la guardia e non piegarsi alla prepotenza animalista

di Antonio Buccioni, presidente Ente Nazionale Circhi

Magnifico Cicero. E' il cane del presidente Buccioni, che si può dire sia cresciuto in compagnia di cani pastore. Ha avuto 3 pastori belgi, 2 tedeschi e 3 maremmani

Magnifico Cicero. E’ il cane del presidente Buccioni, che si può dire sia cresciuto in compagnia di cani pastore. Ha avuto 3 pastori belgi, 2 tedeschi e 3 maremmani

Ci sono stati periodi, dei lunghi e felici periodi, in cui il sistema pubblico, in primis lo Stato – sicuramente più centralistico ma estremamente più attento alle sorti delle categorie produttive – dispensava ogni anno disposizioni e norme dalle quali scaturivano diverse e migliori condizioni che agevolavano l’esercizio delle varie professioni.
Il circo non è stato esente da questo mirabile trend e, anche se non ne ha mai tratto dei formidabili, sostanziali benefici – soprattutto dal punto di vista dell’intervento economico a proprio sostengo che si è sempre mantenuto in termini oggettivamente inadeguati e non rispettosi della sua grande e nobile pluricentenaria tradizione – ha comunque, attraverso un sistema di agevolazioni e di facilitazioni indirette, anche alla luce del disposto dell’art. 1 della legge 337 del 1968, ottenuto giovamento in termini di sviluppo e consolidamento del settore.
Da questo punto di vista, indimenticabili nel ricordo e nella gratitudine di tutti noi rimangono gli esempi fulgidi dell’opera di Giulio Andreotti, così come quella dei ministri dell’allora glorioso Partito Socialista Italiano, Achille Corona e Lelio Lagorio, autentici riformatori dello Spettacolo italiano in generale e del Circo consequenzialmente ed in particolare.

Chi, dopo aver letto il precedente intervento del presidente Buccioni su Circo.it (Verità spietata e inesorabile sull'ipocrisia animalista), aveva pensato che Buccioni non volesse bene ai cani, dovrà ricredersi guardando queste fotografie

Chi, dopo aver letto il precedente intervento del presidente Buccioni su Circo.it (Verità spietata e inesorabile sull’ipocrisia animalista), aveva pensato che Buccioni non volesse bene ai cani, dovrà ricredersi guardando queste fotografie

Da troppi anni assistiamo viceversa, sgomenti, all’affermarsi di una tendenza che in linea generale nei confronti delle categorie, ma in maniera esasperata nei confronti del nostro settore, erige ostacoli, innesta lacci e problematiche che rendono eroica ogni giorno di più l’attività dei circensi, svolta ai limiti della irresponsabilità commerciale, che però va di pari passo alla riaffermazione dell’amore per il proprio lavoro, che coinvolge i direttori dei nostri complessi nelle diverse scale dimensionali.
Le mal concepite riforme costituzionali, la non applicazione e la elusione sostanziale del disposto della legge di settore, hanno fatto il resto.

Non mi stupirei se qualche amministratore locale particolarmente creativo nella sistematica opera di scoraggiamento nei confronti del sacrosanto dovere di ospitalità dei complessi circensi, tra qualche giorno facesse spruzzare sui manifesti, sulle vetrate delle casse e sulle recinzioni del circo, qualche simbolo che ricordi vagamente la stella di Davide e la parola Jude.
I campanelli di allarme, pure recentissimi, sono anche fotograficamente constatabili, soprattutto in qualche capoluogo di provincia del meridione.

ciceroCiò premesso, da fonti necessariamente riservate ma assolutamente autorevoli, si apprende che a seguito di non verificabili (almeno al momento) documentazioni di provenienza palesemente animalista, nuvoloni che preannunciano tempesta si starebbero addensando nel cielo sovrastante piazza di Santa Croce in Gerusalemme, sede del Dipartimento dello Spettacolo dal Vivo al Mibac.
Ovviamente vigileremo e terremo le antenne diritte, ma sin d’ora è doveroso, con ferma preghiera di recepimento, rammentare le regole fondamentali che ogni impresa circense che abbia rispetto di se stessa dovrà necessariamente applicare per la propria difesa, che spesso e volentieri coincide con la propria sopravvivenza:

1) resistere giudizialmente a denunce o aperture di procedimenti giudiziari, spesso ingiusti nella sostanza e nella procedura, fino alla pronuncia definitiva, anche tenendo conto che nell’Italia di oggi la stessa sentenza definitiva della suprema Corte di Cassazione, è circostanza di questi giorni, non viene più ritenuta come non suscettibile di ulteriori riforme e rivisitazioni;

2) evitare nella maniera più radicale di chiudere frettolosamente il profilo penale di ciascun provvedimento, lasciando inconsapevolmente scoperti i consequenziali provvedimenti amministrativi con particolare riferimento, ovviamente, alle vigenti normative ministeriali. Pagare un’ammenda significa chiudere i conti con la giustizia ma comporta una esplicita, ed in grandissima parte inconsapevole e non voluta, ammissione di colpa;

3) inquadrare, senza possibilità di equivoci, l’esatta titolarità degli animali, perché è ovvio che gli scenari mutino se gli animali siano riconducibili alla proprietà del circo oppure ad un artista regolarmente scritturato con tanto di contratto, perché in quel caso la responsabilità, innanzitutto morale ma anche giuridica di un comportamento ipoteticamente difforme vada legittimamente imputata all’effettivo autore. La responsabilità oggettiva, del resto, dimostra di avere ormai, vivaddio, le ore contate persino nel mondo dello sport.

buccioni-con-ciceroSu questi temi di fronte ai dubbi, l’associazione come ha ampiamente dimostrato in questi anni, è a disposizione – in questo caso anche per i non soci – h 24.

Secondo le migliori tradizioni delle antiche farse di piazza (a proposito, delizioso lo spettacolo dell’Arena Ercolino di Leris Colombaioni che ho avuto il piacere di ammirare in una sera dello scorso agosto e che mi ha fatto riassaporare brividi di antica grande arte popolare), vorrei concludere con un’utile informazione e con un sogno, che, forse, con i dovuti consensi, potrebbe realizzarsi.

Molti disinformati ritengono che esista al mondo uno spettacolo denominato Cirque du Soleil. Per lenire anche minimamente la loro dose di ignoranza in eccesso, va ricordato che il complesso canadese costituisce il marchio di una quantomai prestigiosa catena ipercapitalistica di spettacoli, che contende il primato mondiale del settore al circuito dello statunitense Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus e che è capace di allestire contemporaneamente su scala planetaria una ventina di produzioni in sede fissa e itinerante.
cicero-e-antonio-buccioniLa dimensione ipercapitalistica del fenomeno è tale che penso non sia difficile ipotizzare che in Italia solo Briatore, Montezemolo e pochi altri toccati dal destino potrebbero permettersi di pagare il biglietto di uno spettacolo del Soleil per più di una o due volte l’anno. D’altra parte, il fondatore e artefice di questo autentico miracolo (che, non va dimenticato, ha indiscutibilmente trovato nello stato canadese del Quebec un partner anche economico imprescindibile per il decollo e per l’affermazione dell’impresa), Guy Laliberté, si è potuto permettere di pagarsi una gita nello spazio in astronave. Io, al modesto prezzo di 1,50 euro, usufruisco sovente della metropolitana di Roma.

In Italia il circo resta lo spettacolo del popolo e un requisito per cui è amato dal popolo è anche l’accessibilità dal punto di vista del prezzo, criterio che i nostri direttori in questi ultimi anni hanno applicato in alcuni casi al punto da oltrepassare quasi la soglia della dignità professionale.

Infine il sogno. Ogni volta che mi reco nella sede del Ministero per i beni e attività culturali, in piazza di Santa Croce in Gerusalemme, resto incantato dalla bellezza del piazzale antistante. Come sarebbe gratificante, esaltante e stimolante per l’espressione del meglio – penso spesso fra me – poter allestire in quel luogo uno spettacolo sotto il più bel tendone in forza al nostro settore, che rendesse giustizia alla qualità del circo italiano, alla validità artistica e alla bellezza anche estetica delle sue ragazze e dei suoi ragazzi.
Chissà che sognandolo in tanti non possa diventare realtà.

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