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Il Circo in aula, tra Senato e Università

Negli ultimi giorni si sono svolti importanti eventi per il circo italiano: l’ENC ha preso parola di fronte alla Commissione Cultura del Senato assieme alle altre realtà rappresentative del settore; a Milano, come ogni anno, Open Circus ha coinvolto due importanti università organizzando la decima edizione delle Giornate di Studio sull’Arte Circense in Statale e l’incontro alla IULM con Viktor Kee.

di Nicola Campostori

Per una strana coincidenza, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre il circo ha avuto modo di presentarsi in contesti prestigiosi e presso istituzioni centrali per la vita della nostra nazione. Infatti, mentre il presidente dell’Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni, accompagnato da Stefano Orfei Nones, prendeva la parola nel Senato della Repubblica di fronte alla 7° Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), lo spettacolo popolare per eccellenza saliva in cattedra in due importanti atenei milanesi coinvolgendo gli studenti in incontri e workshop dedicati ai 250 anni del circo moderno. Se i rappresentanti di circo classico e contemporaneo hanno difeso le istanze della categoria (al Senato sono intervenuti anche Paolo Stratta e Luisa Cuttini, presidente e coordinatrice dell’Associazione Circo Contemporaneo Italia, e il direttore dell’Accademia d’Arte Circense Andrea Togni), i due generi sono stati presentati agli universitari che hanno potuto scoprire le innumerevoli declinazioni di queste forme artistiche. Come è stato sottolineato più volte da parte degli operatori del settori e dagli artisti coinvolti, il circo classico ha la straordinaria capacità non solo di emozionare il pubblico del terzo millennio ma anche di far germogliare nuove esperienze che anche quando non sono derivative devono almeno in parte la loro connotazione alla tradizione che li ha preceduti.

Alessandro Serena in aula (fotografie del servizio di Miriam Velotti)

Dal 28 novembre al 5 dicembre Open Circus (progetto dell’associazione Circo e dintorni sostenuto dal Mibac) ha organizzato i suoi consueti appuntamenti nel capoluogo lombardo: da una parte le Giornate di Studio sull’Arte Circense all’Università degli Studi e dall’altra Spettacolo e circo del futuro, che ha portato alla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM (nel corso di teatro della Professoressa Valentina Garavaglia) Viktor Kee, uno dei massimi esponenti della giocoleria contemporanea. L’artista ucraino, già star del Cirque du Soleil e di produzioni d’altissimo livello come Alis, ha coinvolto i presenti raccontando la sua storia e la sua straordinaria carriera ma soprattutto indicando la chiave di volta per il successo: la passione. Illustrando i vari passaggi con cui è arrivato alla padronanza tecnica che oggi possiede e alla definizione del suo personaggio in scena (che è sempre in evoluzione nell’inesausto tentativo di re-inventarsi ogni volta) Kee ha spiegato che la creatività consiste nel trovare il miglior modo di esprimere sé stessi;

Viktor Kee

per farlo, lui abbina un allenamento costante ad una curiosità che lo porta a curare sin nei minimi dettagli le performance, con musiche, costumi, trucchi e attrezzi studiati personalmente. Alta l’affluenza degli studenti, che come negli anni passati hanno riempito per due pomeriggi (il 3 e 4 dicembre) le grandi aule della IULM, applaudendo prima l’excursus storico del Professor Alessandro Serena (direttore scientifico di Open Circus e artefice degli eventi milanesi) e poi le parole di Kee, che ha coinvolto alcuni di loro in piccoli esercizi di giocoleria.
Il 2018 ha segnato un importante traguardo per le Giornate di Studio sull’Arte Circense; questo laboratorio della Statale ha infatti raggiunto la decima edizione e per l’occasione ha invitato alcune delle realtà più interessanti del panorama circense, oltre ad offrire ai partecipanti l’opportunità di frequentare un workshop pratico di giocoleria, come sempre apprezzatissimo. In apertura della manifestazione, mercoledì 28 novembre il Dipartimento di beni culturali e ambientali ha ospitato l’illusionista Luca Bono, allievo di Arturo Brachetti, che nonostante la giovane età ha già dimostrato tutto il suo talento ed è lanciato verso una carriera strepitosa, conservando però una genuinità che gli studenti hanno colto durante i “trucchi” che Bono ha proposto. Come di consueto, un ruolo centrale lo ha svolto il circo classico, presentato con contributi video, foto e con la viva voce dei suoi esponenti; quest’anno in particolare è stato Braian Casartelli a farsi portavoce del settore, non solo presenziando al laboratorio ma invitando tutti i presenti sotto il tendone del Circo Medrano, montato proprio in quei giorni all’Idroscalo. Una bella opportunità per far riavvicinare i giovani al circo di tradizione attraverso una delle famiglie più rinomate del Belpaese. I ragazzi e le ragazze della Statale sono stati un pubblico attento e aperto a questa forma d’arte, che magari conoscevano solo superficialmente e che li ha stupiti per la bellezza di cui è portatrice.
Tantissimi gli ospiti delle Giornate, tra realtà italiane e gruppi internazionali: dagli acrobati de El Alma de Cuba ai Pronto Intervento Clown di Maurizio Accattato (che hanno invaso l’aula con tanto di tamburi e “martellone” gigante), dal Circo Zoè alla coppia comica Lucchettino. Non sono mancati gli interventi di alcuni istituti formativi, come la Piccola Scuola di Circo e Cirko Vertigo. Tra gli artisti che hanno spezzato la routine accademica portando le loro vivaci performance tra i banchi, Claudio Madia, che ha anche accolto gli studenti nel suo Circ in ca’, esperimento di circo fatto in casa (l’abitazione di Madia stesso) a cavallo tra il varietà e la giullarata, Alessio Michelotti in versione “Pantalone” e Claudia Contin Arlecchino (straordinaria interprete femminile della celebre maschera della Commedia dell’Arte) e Filippo Malerba, che oltre a presentare la sua associazione Quattrox4 ha offerto ai presenti agevolazioni per assistere a Piti Peta Hofen Show, mirabolante show di giocoleria comica della compagnia LPM in scena al Teatro Gerolamo.
Ancora una volta le Giornate di Studio si sono dimostrate un termometro dello spettacolo popolare, capace non solo di dare il polso della situazione ma anche di esaltare ogni aspetto di questo caleidoscopico universo. “Come il circo riunisce in un unico spazio arti e poetiche varie – ha spiegato Alessandro Serena – così questa manifestazione propone nel contesto accademico tutte le declinazioni possibili dello spettacolo popolare, dal classico al contemporaneo passando per il circo sociale e per le forme artistiche vicine al circo come l’illusionismo e il burlesque”.
Auguriamoci che queste iniziative, così come le audizioni al Senato, possano contribuire a rafforzare il legame del circo con le istituzioni e a creare nuove fasce di pubblico. Gli eventi di Open Circus dimostrano che potenziali nuovi spettatori ci sono e che dopo 250 anni il circo non ha smesso di affascinare.

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