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Chi vuole uccidere lo spettacolo più bello del mondo? La bella inchiesta del Giornale d’Italia sul circo

STORIA DI UNA CATEGORIA CAPACE DI ESTASIARE DA SEMPRE BAMBINI E FAMIGLIE, ADESSO BISTRATTATA

C’era una volta lo spettacolo più bello del mondo: il circo

Inchieste giudiziarie ingigantite, pregiudizi, contributi irrisori e “condanne” mediatiche ingiustificate. Così si cerca di distruggere un’arte da sempre ammirata e ora perseguitata

giornale-d-italia-2C’era una volta il più grande spettacolo del mondo: il circo. Un’arte che ci riporta ad echi di fantasie lontane, di quei tempi in cui ammiravamo con semplicità il mondo che ci circondava. Momenti di un’infanzia felice, fantastica. Storia di uno show che avvicinava e faceva divertire le più disparate categorie di persone. Di una favola capace di lasciare estasiati famiglie e bambini che ancora non dovevano fare i conti con quelle consolle e con quei videogiochi che stanno rovinando intere generazioni. Recitata da migliaia di circensi che per far apprezzare la loro disciplina sono costretti a girare il mondo. E ancora: a vivere all’interno di carovane certo non così accoglienti come il salotto di casa. Per mettere in scena uno spettacolo senza eguali caratterizzato da uomini volanti, giocolieri, contorsionisti e clown. Ma pure da tigri, orsi, leoni, elefanti, scimmie, cavalli, dromedari. Di protagonisti che vivono per l’applauso degli spettatori e del sorriso dei bambini. Ai quali adesso viene impedito di lavorare perché vittime di pregiudizi e ingiustizie. C’era una volta il circo. Una categoria antichissima che qualcuno vuole costringere a smontare il tendone e mandare via per sempre. Se è vero che la crisi non risparmia nessuno, tantomeno una disciplina che fatica a tenere il passo con i tempi, è vero anche che contro questo nobile settore s’è innescata una gogna mediatica davvero ingiustificabile. Quello del circo è il racconto di un attacco continuo e inspiegabile che sta bistrattando una grande famiglia con il solo obiettivo di annientarla. Davvero un momento difficile per lo spettacolo viaggiante. La possibilità negata di mettere in mostra le proprie qualità in una rassegna così importante per il Paese, l’Esposizione Universale di Milano, da parte di istituzioni che hanno voluto premiare un’eccellenza straniera (canadese) qual è il Cirque de Soleil relegando i nostri “big” in tribuna. L’inchiesta della procura di Palermo – ridimensionata poi dai provvedimenti di scarcerazione del gip – per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che ha visto coinvolti diversi operatori del settore che ancor prima di essere sottoposti a un giusto processo sono stati “condannati” dai media senza possibilità di appello. Passando per la scomparsa della regina del circo italiano, Moira Orfei, morta lo scorso 15 novembre a Brescia all’età di 83 anni. Una sciagura dietro l’altra che sta distruggendo il Circo. Difeso a spada tratta dal presidente dell’Enc Antonio Buccioni, ma abbandonato dallo Stato. E al centro di infiniti problemi. Contributi statali irrisori, costi di gestione elevatissimi e un’immagine ormai ridotta ai minimi termini. Pure per via di quegli animalisti che remano contro all’intero settore a causa di presunti maltrattamenti – mai accertati – nei confronti degli animali. Accuse ignobili per chi dice di trattare questi esemplari meglio dei propri figli. E quell’indagine giudiziaria che sembra voler dare il colpo finale e letale a questa disciplina ormai scaricata. Che non ha più l’opportunità di lavorare come vorrebbe. Mancano gli spazi, i luoghi dove esibirsi. Con le amministrazioni comunali che non concedono aree pubbliche a circhi con animali. Una sorta di complotto. Caratterizzato da sequestri, controlli continui e spesso pretestuosi. Una persecuzione che sta distruggendo la tradizione antichissima di quello spettacolo, amato da intere generazioni, chiamato circo equestre.
Venghino, Signori venghino. Governo, carta stampata, animalisti e moralizzatori. Tutti sul carrozzone che vuole “sterminare” quello spettacolo che da secoli riempie di gioia la nostra infanzia.
Federico Colosimo

L’ATTACCO AL GOVERNO E ALLA SINISTRA ITALIANA, SEMPRE DALLA PARTE DEGLI ANIMALISTI A PRIORI

Lo sfogo dei consiglieri dell’Enc: “Pure i rom preferiti a noi”

giornale-d-italia-1Roma, via di Villa Patrizi. Nel teatro dell’Associazione Generale italiana dello Spettacolo – in una giornata fredda e invernale – va in scena una delle tante riunioni annuali del mondo del circo. Sala affollata e toni accesi. Facce tese da parte dei protagonisti, sul piede di guerra per quel meccanismo messo in atto contro lo spettacolo viaggiante. E con la voglia di raccontare tutte quelle ingiustizie che sono costretti a subire ormai quotidianamente. Neanche il tempo di arrivare e accendere il computer. Sono circondato. I consiglieri dell’Enc sono un fiume in piena. Tanta la voglia di sfogarsi e di esternare il proprio sentimento di frustrazione. Ad iniziare da Alberto Vassallo, che non lesina attacchi alle istituzioni e sentenzia: “La cosa più umiliante è che oggi sono considerati più i rom che i circensi”. E spiega come ormai sia diventato impossibile svolgere il proprio lavoro. “Perché non vengono concesse aree pubbliche a circhi con animali. Con l’ inchiesta della procura di Palermo che ha avuto certamente un peso”. E a rimetterci sono quelle eccellenze alle prese con commissioni, istruttorie, pratiche di ufficio, marche da bollo che portano via solo tempo e denaro. E che alle volte risultano perfino inutili.
Sulla stessa lunghezza d’onda pure i colleghi consiglieri Martino Eusanio e Derek Coda Prin, che spiegano come ormai i parametri – in sede di assegnazione di aree – non contino un bel nulla. Perché il dato è tratto: “C’è una forte alleanza tra animalisti, poteri forti e la sinistra italiana” . Accusata di favorire sempre e solo circhi senza animali per sottrarsi da ogni qualsivoglia polemica. Costringendo i circensi a rivolgersi al Tar per provare a ottenere giustizia. A suon di ricorsi, che necessitano di tempo e molto denaro.
Quasi sconfortata, per i torti subiti, Tamara Bizzarro, già responsabile degli animali presso il circo Martini Darix. Che racconta di come questa disciplina in Italia non sia tutelata come nelle altre nazioni. E sia anzi vittima di attacchi e offese continue che non corrispondono alla realtà dei fatti. Che narra di una “condanna emessa nei confronti di questa categoria: umiliata. Eppure noi – lo sfogo a voce alta – non ammazziamo né derubiamo qualcuno. Portiamo divertimento nelle piazze eppure ci criticano. Non ne possiamo più” .
Il mondo del circo si ribella e chiede maggiore rispetto. E lancia un avviso ai naviganti del governo: “Così non possiamo andare avanti” . Alle istituzioni, che sul tema latitano, il compito di tornare a dare dignità a quest’arte meravigliosa. F.Co.

 

A Federico Colosimo, autore dell’inchiesta pubblicata oggi su “Il Giornale d’Italia”, il ringraziamento del presidente Enc Antonio Buccioni.

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