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Si è spenta a Genova Serena Bassano

Il nostro direttore sarà sempre lui. Questo il titolo dell'editoriale che Serena Bassano scrisse sulla rivista Circo, aprile 1979, raccogliendo l'eredità del padre (morto anche lui in una fredda giornata di febbraio) alla guida del periodico dell'Ente Nazionale Circhi

Quando a lasciarci è una persona amica, il dolore è forte. Quando a lasciarci è una persona amica e la stessa ti ha aperto nuovi orizzonti, il dolore diventa ancora più forte.
Questa notte (18-19 febbraio 2012, ndr) Serena Bassano ha raggiunto suo padre e sua madre. Si è ricongiunta a loro, proprio come aveva sempre desiderato, invocando il corso della vita.
Serena la conobbi molti anni fa. In quel tempo ero assessore alla cultura a Busalla. Avevo avuto il suo numero di telefono per l’organizzazione di una serie di eventi che volevamo collegare alla figura di Gilberto Govi. A Genova, non si poteva parlare di Rina e Gilberto Govi senza passare attraverso la memoria e la cultura di Serena Bassano.
Ci incontrammo per la prima volta alla stazione di Genova Brignole. Lei sarebbe venuta a Busalla, a parlarci di Govi. Era il tempo in cui i cellulari e internet non erano così diffusi. Così per riconoscerci, lei mi disse che avrebbe tenuto tra le mani il suo libro Il teatro di Govi (scritto a quattro mani con il suo amico di sempre Mauro Montarese).

Serena Bassano con Liana Orfei (collezione Valeria Bolgan)

Proprio come se il libro fosse una rosa tra i capelli, il nostro incontro fu un incontro d’amore (dove alla forma dell’amore abbiamo dato il connotato dell’Amicizia, quella vera). Da allora abbiamo camminato insieme. C’era una grande empatia. Serate di lunghe telefonate a parlare: io seduto a terra sopra il mio tappeto (che spesso mi portava a rivivere le sue narrazioni e i suoi racconti di vita vissuta), lei nella poltrona che fu di suo padre, l’amatissimo Enrico Bassano. Serate al circo. Serate a teatro: a volte anche tre volte alla settimana per non perdere le più belle opere messe in scena e l’occasione di incontrare coloro che sono stati suoi grandi amici o compagni di lavoro (Massimo Dapporto, Eros Pagni, Gigi Proietti, Giulia Lazzarini, Anna Proclemer).
Si, perché Serena aveva dedicato tutta la sua vita al teatro e al circo. Sarebbe impossibile scrivere tutto quello che ha fatto nella vita: l’attrice, la diffusione delle opere di Gilberto Govi (a lei dobbiamo il fatto di aver trovato in allegato a quotidiani e riviste le commedie di Govi), la memoria storica del teatro (tradotta in numerose tesi, delle quali è sempre stata correlatrice), libri sul teatro, la conservazione della memoria dell’opera di Luigi Bassano (suo zio), mostre, critiche, articoli di giornali: insomma un sugo di mare atto a promuovere gli amori della sua vita: il teatro e il circo.
A me ha insegnato tanto. Mi ha dedicato tantissimo tempo, non saprei quantificarlo. Mi è stata vicina nei momenti difficili, supportando le mie scelte e incoraggiandomi nel perseguire la strada scelta. Perché il teatro insegna alla vita, e chi ha fatto teatro può insegnare la vita, anche ai giovani.

Una copertina della rivista diretta da Serena Bassano

Serena aveva una casa ricca di ricordi. Ricordi con i quali conviveva. Perché con lei la vita non era stata generosa. Alle pareti le foto dei suoi amici. Tutte autografate. Tutte cariche di amore e di riconoscenza, non solo per lei, ma anche per il suo papà. Tra questi spiccavano: Sam Benelli, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica (che oltre a teatro, la volle accanto a se nel film I colpevoli del 1956), Aldo e Carlo Giuffrè, per citare quelli che ritornano alla mia mente. Oggetti comuni carichi di storia, della sua vita personale e relazionale con il mondo del teatro: ogni oggetto era fonte di narrazione e collegamenti al suo vissuto.
Negli ultimi anni, affrontando la malattia che ti toglie i ricordi, Serena ha sofferto. Lontano dall’affetto di tutti i suoi amici. Spero che per questo possa perdonarci e che ora, accanto a suo padre e sua madre, possa ritrovare il significato del suo nome, così fortemente voluto da suo nonno.
Grazie Serena, grazie di tutto.
Fabrizio Fazzari
Genova Mentelocale

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