di Monica Bergamini
Nel cuore del Polesine, a Bergantino, sorge un luogo unico al mondo: il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare, custode della memoria e dell’anima di un’Italia fatta di carovane, suoni, colori e volti. Un’Italia che da generazioni porta la gioia nelle piazze, nei paesi, nelle città, risvegliando lo stupore nei cuori di bambini, anziani e famiglie.

Il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare non è solo un contenitore di storia, ma
un cuore pulsante che batte al ritmo della tradizione e della fede. Una fede che si è manifestata,
con forza e gratitudine, nella partecipazione ai diversi Anni Santi indetti dalla Chiesa, testimoniando
come anche lo spettacolo viaggiante sia parte della missione cristiana di diffondere la speranza, la bellezza e la gioia.
2000. Il giubileo degli artisti con San Giovanni Paolo II
L’inizio di questo cammino spirituale si colloca nell’Anno Santo del 2000, sotto il pontificato di
San Giovanni Paolo II. Il museo fu invitato a partecipare al Giubileo degli Artisti, evento di grande
profondità spirituale. Viene allestita un’esibizione negli studi cinematografici della Titanus: una
giostra animata da giovani volontari e un grande libro illustrato che raccontava, con immagini e parole, la storia del museo. La Santa Messa si svolge in una piazza gremita, simbolo della comunione tra Chiesa e mondo dell’arte popolare. San Giovanni Paolo II ricorda con parole commosse quanto sia prezioso il lavoro degli artisti viaggianti, chiamati a portare la gioia laddove spesso la quotidianità pesa: nei borghi dimenticati, nelle periferie, nei cuori affaticati. Dice che ogni giostra, ogni spettacolo, ogni sorriso donato da queste persone è un riflesso della gioia di Dio.

2012. L’eleganza della tradizione con Papa Benedetto XVI
Nel 2012, il museo torna a Roma per un nuovo appuntamento giubilare. In quell’occasione viene portata una delegazione di sbandieratori locali e una giovane ragazza indossa un vestito a forma di giostra, simbolo tangibile della fusione tra arte e fede. L’incontro con Papa Benedetto XVI è sobrio e intenso: la delicatezza della tradizione popolare si unisce alla profondità teologica di un Papa innamorato della verità e della bellezza. Il messaggio è chiaro: anche lo spettacolo popolare ha un posto nella Chiesa, come forma di espressione del genio umano illuminato dalla grazia.
2016. La festa della gioia con Papa Francesco
Con Papa Francesco, nel Giubileo della Misericordia del 2016, la partecipazione si fa ancora più creativa e coinvolgente. Il paese di Bergantino si presenta a Roma conpiccole giostre artigianali indossate da adulti e bambini: una ruota panoramica, una “calci”, una giostra a cavalli, tutte ricreate in forma simbolica, vive di colori e movimento. Sull’altare, durante la celebrazione, si svolge una piccola esibizione, semplice e intensa. Una giovane lettrice legge una lettera destinata al Santo Padre: un racconto fatto di mani callose, di occhi pieni di sogni, di famiglie in viaggio che portano la cultura e la festa nelle strade del mondo. A Papa Francesco viene donato un quadro che rappresenta il museo e la chiesa di Bergantino, un’immagine che lega la cultura popolare alla spiritualità cristiana, un messaggio forte: la bellezza può essere forma di evangelizzazione.

2025. La benedizione del nuovo Pontefice
Quest’anno, segnato dal dolore per la scomparsa di Papa Francesco e dalla nascita del pontificato di Papa Leone XIV, il museo ha avuto la grazia di partecipare ancora una volta al Giubileo. In un tempo di passaggio, tra lutto e speranza, la fede si è fatta presenza concreta. In Piazza Trastevere, accanto al folklore e al circo, è stato allestito un banchetto divulgativo che racconta la storia del museo, la sua missione, la sua eredità. La visita del Cardinale Fabio Baggio è stata segno della vicinanza della Chiesa a questo mondo spesso dimenticato, ma ricco di spiritualità e dedizione. La domenica, una grande Messa celebrata tra bande popolari e gruppi folkloristici ha preceduto la solenne sfilata verso San Pietro. È un momento di intensa commozione: il rumore dei tamburi, le note delle fisarmoniche, i colori dei costumi si sono uniti alla preghiera e al canto, testimoniando un’unica verità: anche lo spettacolo popolare è liturgia, quando nasce dall’amore e dal desiderio di servire.
Un museo che è testimonianza viva
Essere parte di questi eventi giubilari ha permesso al Museo Storico della Giostra di Bergantino di raccontare la sua missione più profonda: non solo conservare la memoria di un’arte, ma farne testimonianza di fede. Ogni modellino di giostra esposto, ogni pannello, ogni fotografia racconta una storia di famiglia, di sudore, di speranza. E racconta anche di un Dio che si fa prossimo, che ama la festa, che benedice la gioia quando essa nasce dalla condivisione. In conclusione, partecipare ai Giubilei è stato un dono, ma anche una responsabilità: portare Cristo là dove sembra esserci solo intrattenimento, scoprendo invece che proprio nei sorrisi donati e ricevuti, nel viaggio, nella meraviglia dei bambini, Dio si manifesta con potenza. È il miracolo silenzioso della giostra, che gira instancabile per ricordarci che la vita è un dono, e che la fede può prendere anche la forma di un carosello.
