Skip to content Skip to footer

di Monsignor Pierpaolo Felicolo

Qual è il legame fra la Chiesa e lo spettacolo viaggiante, in particolare nell’ambito delle celebrazioni giubilari? Nelle righe che seguono monsignor Felicolo si rifà alla recente pubblicazione dello storico e ricercatore della Fondazione Migrantes, Simone Varisco, che nel libro Pellegrini di umanità. Storie di giubilei e migranti (Tau editrice, 2025) ripercorre per la prima volta in maniera organica, e avvalendosi di fonti d’archivio finora inedite, il legame fra i diversi ambiti della mobilità umana e l’Anno Santo.

Papa Francesco ammira una giostra portata in Vaticano per il Giubileo del 2016 (foto Erica Poggianti)

Rispetto allo spettacolo viaggiante, nel 1975 si delineò la prima partecipazione organizzata da parte di gruppi cosiddetti “nomadi” – prevalentemente rom e sinti, fra i quali numerosi giostrai e circensi – alle celebrazioni dell’Anno Santo. Si trattò di una partecipazione incentrata sull’etnia più che sulla professione, ma che nondimeno contribuì a confermare la vicinanza della Chiesa e ad attirare l’attenzione della comunità cristiana, e non solo, sul complesso mondo della mobilità umana. Va detto che, in occasione dello stesso Giubileo del 1975, vi fu la proposta di un pellegrinaggio internazionale «per il personale dei Circhi Equestri e degli Spettacoli Viaggianti », avanzata nel 1974 su impulso di don Dino Torreggiani, noto come l’Apostolo delle carovane e degli spettacoli viaggianti, di modo che l’evento fosse «totalmente distinto» rispetto a quello «gitano».

Il moltiplicarsi delle iniziative dell’Anno Santo rese, infine, impossibile dare seguito alla proposta. Nell’impraticabilità di convergere a Roma, però, il Giubileo per lo spettacolo viaggiante si declinò in una dimensione locale. E, nonostante l’impossibilità di un evento a sé stante, però, la croce, la Bibbia e lo chapiteau, unitamente a una fede che si richiama all’errante Abramo, furono i segni che più si distinsero nell’Anno Santo del 1975, anche sulla stampa. È 25 anni dopo, nel 2000, che la mobilità umana ottenne l’ampio spazio meritato e atteso, anche nelle celebrazioni giubilari, con la prima formale celebrazione di un “Giubileo dei migranti”. Il cammino dell’Anno Santo venne declinato così secondo i molteplici percorsi di vita di migranti, rifugiati, studenti esteri, marittimi, aeronaviganti, nomadi, turisti, e naturalmente fieranti, circensi e appartenenti alle diverse categorie dello spettacolo popolare. Il 2 giugno 2000, nel proprio indirizzo di omaggio a Papa Giovanni Paolo II, Sua Eminenza Monsignor Stephen Fumio Hamao, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, ricordò come

i circensi, artigiani della festa e autentici dispensatori di gioia e di stupore, desiderano offrire all’intera umanità momenti di distensione per lenire le inevitabili sofferenze della vita

Il medesimo giorno, anche il Santo Padre, nella propria omelia, fece esplicito riferimento ai «circensi, che portano nelle piazze attrazioni e sano divertimento». La loro presenza, unitamente a quella degli

appartenenti alle altre categorie della mobilità umana, disse, ricorda che lo stesso Figlio di Dio, venendo ad abitare in mezzo a noi (cfr Gv 1, 14) si è fatto migrante: si è fatto pellegrino nel mondo e nella storia.

Non solo: a detta di Giovanni Paolo II,il Giubileo di migranti e itineranti

esprime con singolare eloquenza il posto centrale che nella Chiesa deve occupare la carità dell’accoglienza

Le particolari caratteristiche dello spettacolo viaggiante gli ottennero la partecipazione a un ulteriore momento di festa.

Il 17 dicembre 2000, giorno riservato alla celebrazione del Giubileo dello spettacolo, agli artisti delle molteplici forme dell’intrattenimento si unirono madonnari e gruppi folk, bande musicali e artisti di strada, compagnie dei folli e burattinai, pupari, musiche meccaniche e giostrai di Bergantino, da Italia, Europa e Oltreoceano. Dopo la chiusura dell’Anno Santo, fu tempo di proseguire il Giubileo nell’itineranza, come da tradizione: la grande croce-icona, simbolo e guida dell’Anno Santo, accompagnò durante il 2001 la missione giubilare nei circhi e luna park d’Europa e d’America. Ancora, lo spettacolo popolare ha trovato una propria collocazione di riguardo nel Giubileo straordinario del 2016, dedicato da papa Francesco alla misericordia. È così che, dopo il canonico passaggio della Porta Santa presso la basilica di San Pietro, il sagrato antistante diventa la piazza universale delle meraviglie, con performance di bande musicali, artisti di strada, giocolieri, acrobati, musica meccanica, sbandieratori. Vi presero parte numerosi rappresentanti della grande famiglia dello spettacolo viaggiante e popolare provenienti da varie regioni d’Italia, da alcuni Paesi d’Europa, dall’Argentina, dal Cile, dagli Stati Uniti d’America e dall’Africa. A questo incontro partecipano professionisti del circo, esponenti di associazioni, esercenti dei luna-park e delle fiere, artisti di strada, madonnari e burattinai, componenti delle bande musicali e dei gruppi folcloristici. Arriviamo, infine, al Giubileo ancora in corso. Le tante realtà dello spettacolo viaggiante sono state incluse tra i partecipanti al Giubileo delle Bande musicali e degli Spettacoli popolari (10-11 maggio), proprio nei
giorni in cui Roma e il mondo intero, dopo il lutto e l’incertezza per la morte di papa Francesco, attendevano con gioia e curiosità il primo Regina Caeli di papa Leone XIV. Ed è stata una doppia festa inattesa:

Saluto con affetto tutti questi pellegrini – ha detto papa Leone – e li ringrazio perché con la loro musica e le loro rappresentazioni allietano la festa, la festa di Cristo Buon Pastore.

Sotto la Loggia delle Benedizioni ho visto la commozione sui volti attorno a me. Perché a volte è difficile far partecipare e far riconoscere la presenza, anche nella vita della Chiesa, di queste persone che come Fondazione Migrantes incontriamo e seguiamo pastoralmente ogni giorno. Mi auguro che questa esperienza possa aggiungere un po’ più di consapevolezza su questo bel mondo di umanità e gioia dello spettacolo viaggiante.