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Parte oggi da Firenze la tournèe di Slava Polunin col suo Snowshow


Slava, amato da chi ama il circo, conquista anche chi il circo non lo sopporta. Il segreto? La sapiente commistione di arte circense e poesia.

Le fotografie di Slava Polunin sono di Veronique Vial

Firenze, Napoli, Padova: ecco le tappe della tournèe italiana di Slava e del suo Snowshow. I colori e l’energia sono quelli propri dell’arte circense, ma la poesia… quella appartiene senza dubbio al magico mondo del teatro. E’ questa la ricetta del successo di Slava: risate e malinconia in parti uguali, un pizzico di irriverenza e tanta poesia! Slava e il suo Snowshow hanno girato il mondo e non c’è paese, lingua o cultura che non abbia accolto a braccia aperte il buffo clown giallo e la sua troupe!
Lo Slava’s Snowshow nasce nel 1993, quando Polunin decide di raccogliere in un unico show le gag e gli sketches migliori della sua carriera: ne scaturisce uno spettacolo unico nel suo genere, composto da una serie di tableaux che si susseguono secondo la logica dei sogni. Come spiega Slava stesso il suo “è un teatro rituale e magico che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe. È un teatro che crea un’unione epica tra tragedia e commedia, assurdità e spontaneità, crudeltà e tenerezza; è un teatro che sfugge da qualsiasi definizione e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà”.
Definire il lavoro di Polunin sarebbe un’impresa impossibile dato che ogni singolo sketch scaturisce dall’irrefrenabile fantasia del suo creatore e che, nonostante l’incredibile fama raggiunta, poco o nulla è stato scritto sul suo spettacolo. Una sfida a questa inafferrabilità è rappresentata dalla tesi “Slava Polunin: un clown in teatro” che, ripercorrendo la vita di Slava e analizzando scena per scena lo Snowshow, ha cercato di mettere nero su bianco un teatro che sfugge ad ogni definizione e che trova nell’edificio teatrale terreno fertile per lo sviluppo di una nuova clownerie. Il rapporto dell’artista russo con l’arte circense è alquanto controverso, infatti, se da un lato Slava sceglie la strada della clownerie, consapevole che solamente tale linguaggio gli avrebbe permesso di andare più lontano nell’espressione della libertà, dall’altro ripudia il circo coevo: “C’est de la clownerie. Mais ce ne pas cette art du clown que tout le monde déteste, moi le prémier”. Il suo rifiuto nasce dalla consapevolezza che il mondo circense tra gli anni ’50-’60 attraversa un periodo di profonda crisi: perde il contatto con il pubblico e, trasformandosi in una fredda impresa commerciale, comincia a morire. “Tu ti vuoi aprire e il circo non ti dà questa possibilità. Il clown è una persona molto sensibile che sente tutto. Per esempio un clown non può mentire e se il clown vede che il circo mente non può andare al circo. […] Il clown è come una membrana delicata e molto sensibile che sente le sensazioni e rimbalza solamente ciò che è vivo”.
Un clown non è solo risate e vestiti assurdi, ma ha un messaggio da trasmettere: deve svelare e provocare, far guardare al di là delle apparenze. Slava si prefigge la missione di infondere nuova vita all’arte della clownerie e alla figura del clown in sé e così rinuncia al vecchio topos del clown obbligato a ridere per forza soffocando i propri dolori: malinconia, gioia e tristezza si fondono in un caleidoscopio di emozioni che appassionano e commuovono il pubblico. Slava dà vita ad un clown anomalo rispetto alla tradizione circense, e così travolgente da riuscire a entrare nel XXI secolo! Nel 1980 presenta al mondo intero il suo Assysiai (tuta gialla, pantofole di peluche e naso rosso) un personaggio che incarna alla perfezione quel punto di contatto tra divertimento e commozione, che la figura del clown porta con sé. Slava, combinando la ricerca di un linguaggio contemporaneo con la conoscenza della tradizione più alta, regala agli amanti dell’arte circense uno spettacolo del tutto originale e riesce, in maniera straordinaria, a conquistare anche chi il circo proprio non lo sopporta.

Lidia Rusconi


Le date della tournèe italiana di Slava Polunin organizzata da Ater in collaborazione con Slava e Gwenael Allan.

15 – 20 marzo 2011

FIRENZE – TEATRO VERDI

22 – 27 marzo 2011

NAPOLI – TEATRO BELLINI

30 marzo – 3 aprile 2011

PADOVA – GRAN TEATRO GEOX

5 – 10 aprile 2011

LUGANO – TEATRO CITTADELLA

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