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Latina 2020: l’arca del Circo italiano nel diluvio del Covid

di Antonio Buccioni

Quando il pianeta sembra arrestarsi, minato fin nelle viscere da un nemico nuovo ed allo stato invincibile, quando nel microcosmo circense ogni produzione, ogni rassegna, ogni festival, gettano la spugna vinti nella loro pur considerevole capacità di resistenza, il sistema circo italiano e per esso, in pole position, il giovane circo di appena sbocciati artisti tricolori, concreta un miracolo di dimensione e di qualità sbalorditive perfino, facendo i debiti scongiuri, per quello che se ne conosce oggi, rimanendo in assoluto immune da contagio.

A Latina abbiamo vinto tutti: hanno vinto gli artisti, anche il meno dotato dei quali, pur sempre presentando un numero di considerevole fattura, ha realizzato un’impresa che rivela al mondo intero il nostro giovane circo quale assoluta eccellenza planetaria.
Hanno vinto le famiglie, che pur nella situazione obiettivamente e a dir poco precaria nella quale sono venute a trovarsi, hanno supportato figli ed organizzatori, a volte con importanti sacrifici anche economici, facendo in modo che nulla, dagli allestimenti ai costumi, venisse sacrificato sull’altare del disagio e della criticità.

Hanno vinto gli organizzatori, ed hanno dimostrato indubbio coraggio: portare al debutto e poi al successo, e da ultimo al limpido trionfo, un prodotto rivoluzionario nell’opzione di fondo operata e dal 30 agosto inesistente, è circostanza da ascrivere quale scaturigine evidente di approfondita conoscenza della materia e indiscutibile capacità organizzativa.

E ha vinto l’Ente Nazionale Circhi, cavalcando la tigre da subito, benedicendo iniziativa e scelta, inserendo Viva il Circo! nel contesto, regalando l’apporto immane e prezioso delle famiglie facenti capo ai consiglieri Vinicio Canestrelli Togni e Alberto Vassallo, e suggerendo, da ultimo, la performance in pista di qualche artista allo stato sconosciuto poi rivelatosi una felice sorpresa. E ora?

Semplice, quanto meno semplice ad affermarsi: fare tesoro della casuale ma provvidenziale esperienza acquisita, rilanciare il Festival Internazionale riproponendolo agli altissimi livelli raggiunti nell’edizione 2019, regalare al meritevole, oltre ogni limite, giovane circo italiano, una propria prestigiosa rassegna a carattere annuale, potenziando, investendo definitivamente sul prodotto Viva il Circo!, o creando, se se ne ravviserà l’effettiva opportunità, un ulteriore nuovo format che sia consacrazione della lavoro svolto dai giovani artisti e nel contempo vetrina formidabile, piattaforma di lancio mondiale per ciascuno di loro.

Celebrate le ricorrenze religiose di inizio novembre, e sperando già allora di intravedere un bagliore di luce oltre il tunnel dell’apocalisse epidemiologica, insedierò sollecitamente un tavolo che dette apprezzabili intenzioni renda, nel più breve termine, fattibili e virtuosamente concretabili.

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