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La nuova rotta di CIRCO. Nel cuore della clownerie

di Alessandro Serena

Novità per la rivista circo! Con l’uscita di Speciale Clown uno dei due approfondimenti annuali della rivista sarà infatti dedicato alle diverse discipline dell’arte circense. Quella che segue è un’anteprima di quello che si potrà trovare nel numero dell’estate 2026, tra le biografie dei più grandi artisti, i personaggi più amati, le gag più famose, ma anche le nuove promesse e le donne che hanno calcato la pista nei ruoli comici. Un viaggio nella storia di un’arte antichissima eppure ancora attuale.

La copertina del nuovo numero speciale

Inauguriamo con questo speciale sulla clownerie una nuova strategia editoriale: dedicare uno dei due approfondimenti annuali della rivista a una specifica disciplina del circo classico, analizzandola da molteplici punti di vista. In questo numero ne esploreremo la storia, l’arte e le giovani promesse, soffermandoci in particolare sui talenti italiani di ieri, di oggi e di domani, con uno sguardo sempre aperto al panorama internazionale. Intenzione della redazione è che questo volumetto multiforme somigli ad un bravo clown: colorato, allegro, divertente, ma anche poetico, profondo e capace di far riflettere o, persino, di far sgorgare una “furtiva lacrima”. Con questo speciale non celebriamo solo una gloriosa tradizione, ma guardiamo al futuro di un’arte in continua evoluzione. L’Ente Nazionale Circhi, attraverso queste pagine, rinnova il suo impegno nel documentare, valorizzare e tramandare il patrimonio delle nostre grandi discipline. Il viaggio si apre con La poesia del Clown di Antonio De Curtis, in arte Totò: il sentito omaggio del grande attore comico napoletano a tutti i colleghi circensi. Segue l’editoriale del presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni, con il suo saluto ai clown. Il numero entra poi nel vivo con un excursus storico di Alessandro Serena che traccia l’evoluzione della disciplina in pista e serve da bussola per l’intero speciale. Pur restando in prevalenza nell’ambito del circo classico, in questo pezzo come in altri vengono evidenziati alcuni importanti passaggi nel contemporaneo.

Roberto Bianchin, per anni inviato de La Repubblica, una delle nostre firme più prestigiose, rievoca alla sua maniera le icone cinematografiche – da Chaplin a Fellini – che si ponevano l’eterna domanda sulla salute del clown. Un’analisi da appassionato e intenditore, ricca di osservazioni sia metafisiche che concrete. Del resto, lo stesso Bianchin affronta il tema riproponendo, con il sostegno del suo “gemello diverso” Paride Orfei, una vecchia entrata classica “parlata”, che funziona… Ci si interroga ciclicamente su chi sia “il più grande clown del mondo”. Tocca a Massimo Locuratolo, fra i massimi esperti del genere del comico, tracciare i profili e proporre un confronto biografico tra tre straordinari artisti che, in epoche diverse, sono stati considerati il top della gamma: il grande Grock, Oleg Popov e il “Clown dei Clown” David Larible. Resta una domanda: si può davvero aspirare a essere considerati il più grande? Francesco Mocellin mette a frutto la sua esperienza internazionale con una riflessione sullo sviluppo della clownerie incentrata sul Festival di Monte Carlo, la vetrina più importante al mondo per le arti della pista. Segue l’accuratissimo ritratto firmato da Dario Duranti sui pagliacci che hanno lavorato presso la dinastia della famiglia Togni, da sempre attentissima alla comicità, un articolo che fa rivivere artisti che hanno allietato milioni di spettatori. Le “quote rosa” del naso rosso vengono esplorate da Maria Vittoria Vittori, con un pezzo sul rapporto tra clown e femminismo, e dal sottoscritto, attraverso la prefazione al libro Clownesse di Veronica Del Vecchio e un ampio trattato su Annie Fratellini, la donna che ha segnato lo spartiacque fra classico e contemporaneo. La nostra coordinatrice di redazione, Elena Lo Muzio, mette insieme una vetrina di “prodotti freschi” dedicata alle giovani promesse dello Stivale, mostrandoci le tante anime della gioventù comica. Antonio Giarola, tra i massimi esperti del rapporto tra pista e arti visive, esplora invece l’ispirazione che i clown hanno saputo dare a sei grandi pittori: Tiepolo, Toulouse-Lautrec, Rouault, Picasso, Buffet e Botero. Un meraviglioso caleidoscopio di colori e tecniche differenti. Verso la chiusura, Nicola Campostori ci racconta il progetto Il cimitero del circo – Salto mortale, toccante omaggio al cimitero di Bussolengo dove riposano molti clown e grandi nomi della pista. Sara Iacubino realizza un’istantanea breve ma precisa sulla clownterapia, analizzando origini e sviluppi di una pratica dalle potenzialità enormi. Lo speciale si conclude con il prezioso contributo di Dario Duranti dedicato ai Rossi, clown e oltre, un esempio di come il racconto di un nucleo famigliare possa diventare un fermo immagine nostalgico e nitido su un mondo che resta scolpito nella memoria. Questo dossier non ha, né potrebbe avere, la pretesa di essere esaustivo: l’universo della comicità e dei suoi interpreti è potenzialmente infinito. Ci scusiamo fin d’ora per le inevitabili mancanze, che ci impegniamo fin da subito a colmare attraverso un costante lavoro di aggiornamento e approfondimento sulle pagine di circo.it. Sfogliando queste pagine, l’invito per tutti i lettori di CIRCO è quello di lasciarsi contagiare da questa meravigliosa e complessa arte. Il clown, custode ancestrale della risata e della fragilità umana, non è solo una figura della pista: è l’anima stessa del circo. Quell’anima che, con orgoglio e passione, continuiamo a raccontare e a difendere. Il viaggio è appena iniziato: buona immersione nella meraviglia della clownerie e buona lettura a tutti, nel segno del sorriso e dell’emozione più pura.