La sorpresa Γ¨ continua. Stupisce ogni volta che il mondo del Circo riesca ad essere protagonista, con alcuni dei suoi migliori interpreti, sul prestigioso palcoscenico del Gran Teatro La Fenice di Venezia.
Era una scommessa. Portare il Circo, il Circo con la C maiuscola, nel tempio prestigioso della musica colta, per la festa-spettacolo della Cavalchina, lβevento piΓΉ prestigioso del Carnevale di Venezia, poteva sembrare un azzardo. Lo era. Ma il rischio e lβazzardo si sono trasformati in un grande successo internazionale. Era successo fin dalla prima edizione della βnuovaβ Cavalchina, cinque anni fa, ed Γ¨ successo anche questβanno.
Merito del Sovrintendente, Cristiano Chiarot, che ha creduto sin dal principio nel valore di questo inedito βsposalizioβ fra il grande teatro lirico e le arti circensi, come dellβarchitetto di interni Matteo Corvino, curatore generale della serata. Al regista Antonio Giarola, unitamente a chi scrive, il compito di selezionare e dirigere, come ogni anno, i βnumeriβ dello spettacolo. A cominciare da quella innovazione, inaugurata dal celebre Γ©cuyer francese Mario Luraschi, che Γ¨ ormai diventata il βmarchioβ dellβevento: lβingresso in teatro di un cavallo vero, a suggellare in modo indelebile, con le evoluzioni equestri in alta scuola sul palcoscenico, il binomio Cavalchina-Cavallo.
A un altro italiano, il cavallerizzo Gregory Ancelotti, il difficile compito di non far rimpiangere il grande Mario Luraschi. Artista giovane, giΓ apprezzato nei gala di Horselyric a Fieracavalli e nello spettacolo equestre βZorroβ, entrato lβanno scorso nel Guinnes dei primati per aver battuto il record di distanza percorsa da un cavallo sui soli arti posteriori, si Γ¨ superato con due eccellenti performances. La prima, allβinizio della seconda parte dello spettacolo, quando ha attraversato la sala in sella al suo stallone grigio di pura razza spagnola ed Γ¨ salito sul palco dove ha alternato la vivacitΓ del βpasso spagnoloβ a una serie, applauditissima, di piroette, e la seconda, in chiusura di spettacolo, quando ha portato in sala su un bellissimo cavallo albino dagli occhi azzurri, la cantante Skin ed ha concluso la sua esibizione uscendo dalle quinte, sempre a cavallo, in divisa da garibaldino con una grande bandiera tricolore in mano, mentre per festeggiare i 150 anni dellβunitΓ dβItalia venivano proiettate sullo schermo le immagini del film Senso di Visconti, suonava lβinno di Mameli e dal loggione venivano lanciati, insieme a scoppi di coriandoli, migliaia di volantini bianchi, rossi e verdi.

Roberto Bianchin




