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La bolla del circo

Simonetta Purpura ... nella bolla del circo

25 settembre 2012. Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Con la valutazione di 110/110 e lode, Simonetta Purpura, è proclamata dottoressa magistrale in Comunicazione per l’Impresa, i Media e le Organizzazioni Complesse dalla commissione di laurea presieduta dalla professoressa Chiara Giaccardi, sua relatrice.
Ecco che le cose si spiegano. Vi ricordate la nostra “circense per caso” all’interno del Circo Acquatico Bellucci? Si, proprio lei.
Dal periodo di osservazione partecipante durante il quale l’abbiamo seguita attraverso il suo diario di bordo, nasce una tesi intitolata: “LA BOLLA DEL CIRCO. OSSERVAZIONE E ANALISI DI UNO SPAZIO “LIMINALE”.

All'Università Cattolica si parla del circo Medini-Bellucci

Simonetta, dottoressa magistrale, al momento della proclamazione


Il percorso si focalizza sul concetto di spazio, uno spazio metaforicamente apparso come una bolla: perfettamente e armoniosamente chiuso e marginale, ma con dei confini labili con il mondo esterno.
Il punto di partenza è la storia dell’evoluzione dell’arte circense e del mutamento delle modalità e dei luoghi di rappresentazione della stessa che, nonostante abbiano reso gran parte dei circhi itineranti, non fa dei circensi dei “senza fissa dimora”. Infatti, viaggiando di territorio, essi trasformano, occupandolo, uno spazio vuoto in luogo antropologico: storico, identitario e rituale; governato da regole e religione propria. Un luogo le cui tracce saranno nel tempo conservate all’interno delle case mobili, le roulotte.
Nella nostra società “detradizionalizzata” e “deterritorializzata” il circo è quell’eccezione che, caratterizzata da perenne mobilità e mutamento, mantiene ben saldi legami e tradizioni. Una spiegazione si trova nella sacralità che i circensi riconoscono alla loro arte e al loro spazio che si presenta colmo di ritualità quindi di momenti, secondo Durkheim, di “effervescenza collettiva” che accrescono e rinforzano il senso di comunità, conferendo ai circensi la “forza” di affrontare il mondo esterno, il rapporto tra sacro e profano, puro e impuro, mantenendo salda la propria identità di gruppo.

Con la prof Giaccardi

Con Sandy Medini


Il punto di arrivo è la considerazione dell’unico spazio in cui la bolla riesce a scoppiare: il web. Nelle dinamiche di rete i rapporti si “orizzontalizzano” e, il mondo chiuso del circo e i suoi componenti, si raccontano più di qualsiasi altro, nel tentativo di sviluppare autorappresentazioni che sfuggano alla “stereotipizzazione” che li caratterizza, e per creare una “carovana” di utenti e appassionati che non conosce confini e che grazie ad internet rimane connessa sostenendo il circo, tramandando la sua arte e favorendone la continuità.
“La candidata, dopo la ricerca di un circo che la ospitasse, ha lavorato con passione e competenza – ha affermato il professor Claudio Bernardi- elaborando un lavoro al quale conferisco una valutazione molto positiva”.
“Un lavoro – ha detto la professoressa Maria Grazia Fanchi – estremamente divertente e curioso”.
“Molto originale, denso di passione e capacità di collegare il dato osservato alle categorie dell’antropologia e della sociologia. Il risultato è solido dal punto di vista teorico nonostante molto appassionato. Sono molto soddisfatta del risultato conseguito”, la valutazione invece della docente Chiara Giaccardi.
Le parole della commissione e l’emozione di esserne stati veicolo rende entusiasta la famiglia Bellucci-Medini, regalandogli, come afferma Sandy presente alla discussione in un’università, “un altro giorno bellissimo e una grande emozione”.

Short URL: https://www.circo.it/?p=23104

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