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di Antonio Buccioni, presidente dell’Ente Nazionale Circhi

“Basta penalizzazioni, difendiamo la nostra storia e il nostro futuro”

Il Circo ha ruggito! Mercoledì 6 maggio alla Giornata professionale, presso l’AGIS, ha fatto sentire forte la propria voce attraverso tutta una serie di testimonianze: alcune di vita vissuta, come nel caso di Liana Orfei, altre di carattere più tecnico. Tutto ciò, insieme al patrimonio video proiettato, ha risvegliato l’orgoglio di una categoria obiettivamente fra le più mortificate dal paese legale negli ultimi trent’anni.

Il presidente Antonio Buccioni, il sottosegretario al Ministero della Cultura onorevole Giampiero Cannella, l’onorevole Maurizio Gasparri e il presidente dell’AGIS Francesco Giambrone

Ce n’era una profonda necessità. Ed è da augurarsi che questo ruggito sia ripreso sia da noi dell’Ente Nazionale Circhi, sia da altri. Perché è chiaro che i tempi dei soggetti unici sono finiti un po’ dappertutto. A me personalmente, e credo a tutti, fa piacere che anche fuori dal contesto dell’Ente si producano iniziative, eventi e presenze che abbiano questa prerogativa: tutelare e valorizzare l’orgoglio per l’appartenenza non solo alla categoria, ma più ancora al mondo del circo.

Liana Orfei legge il suo saluto. Alle sue spalle il presidente Antonio Buccioni, il sottosegretario onorevole Giampiero Cannella e il presidente della commissione circhi e spettacolo viaggiante Gianluca Cavedo

Un altro aspetto importante è che si esce da questa giornata nella piena consapevolezza, almeno per quanto riguarda i presenti, di quello che va fatto. Al primo punto, motivo eterno di accompagnamento del circo: le aree. Nella prima riunione del neonato Ente Circhi nel 1948 la prima avvertenza, il primo problema trattato, fu proprio quello delle piazze. Emerge sempre come il problema capitale che accompagna, nelle diverse epoche, la vita della categoria. Deve essere molto chiaro che nell’ultimo quarto di secolo la situazione è obiettivamente precipitata, aggravata dalla diffusa espansione urbana che porta a riempire di costruzioni via via non solo i centri ma le periferie, costringendo i complessi a una continua e sempre più estrema delocalizzazione. Mentre negli anni Cinquanta e Sessanta esistevano molte aree private reperibili, ora è molto difficile. Il caso di Roma resta emblematico. Questa drammatica consapevolezza è ora condivisa non solo fra le nostre file ma con il Ministero della Cultura, quello dell’Interno, l’Anci e ogni ente interessato. Tutti siamo pienamente coscienti che questo è il problema di fondo, che non potrà non vedere nei prossimi mesi in prima fila l’Ente Nazionale Circhi, speriamo accompagnato da molti compagni di viaggio: l’Anesv, altri eventuali sindacati circensi e l’AGIS.

Piero Sandulli della commissione ministeriale circhi e spettacolo viaggiante, il presidente Antonio Buccioni, il delegato ENC per i teatri viaggianti Rocco Arcuri, Vincenzo Santoro e Achille Zoni, presidente del Forum nuovi circhi

Altro punto centrale è quello delle tariffe, il cui costante aumento rappresenta una deriva molto preoccupante. Soprattutto se consideriamo che su piazze e tariffe fu basata l’attenzione della politica e del legislatore nei confronti del circo fin dal 1968, quando venivano riconosciute agevolazioni fondamentalmente riconducibili alla piazza, ai suoi costi e ai costi di gestione, utenze e quant’altro.

Don Mirko Dalla Torre, il presidente Antonio Buccioni, il presidente di Cadec e vicepresidente dell’ECA Francesco Mocellin e Valeria Valeriu

Sulla presenza degli animali è stato riaffermato, se mai ce ne fosse bisogno, il punto di vista dell’Ente. Si sta lavorando a tutela delle imprese, ma addirittura su di un piano più alto: a tutela della libertà di espressione artistica. Siamo del tutto favorevoli a una rigorosa e intransigente regolamentazione della presenza degli animali nella vita e negli spettacoli, ma del tutto contrari a un’acritica, anacronistica, velleitaria e ideologica pretesa di eliminazione. È stato compiuto un salto di qualità rispetto alla tematica della scolarizzazione, con l’aspirazione a vedere le nuove generazioni pienamente istruite. Da questo punto di vista apprezziamo il lavoro di istituzioni come l’Accademia d’Arte Circense di Verona e a loro ci affiancheremo in una petizione che ci vedrà impegnati anche con il Ministero della Pubblica Istruzione. Inoltre, oltre a sostenere le nuove leve, manteniamo una costante presenza accanto alla vita della casa di riposo di Scandicci.

Luciano Giarola, il presidente Antonio Buccioni, Arnaldo Ciulla, Elio Guarnaccia, Ilaria Togni e Mario Santinato

Si esce da questa Giornata professionale, per un verso, consapevoli di quanto sia necessario fare e di quanto lungo e difficile sarà il percorso; ma, per un altro verso, ancora più orgogliosi che mai di appartenere a questo meraviglioso pianeta chiamato Circo.