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di Salvatore Luciano Bonventre

Durante il Giubileo del 2025 sedici gruppi folclorici provenienti da tutta Italia hanno portato a Roma una delle manifestazioni più veraci dello spettacolo popolare italiano. Con le loro danze e i canti che affondano le radici nelle tradizioni locali, legate anche a riti e spiritualità ancestrali, hanno dato prova di come questa ricchezza culturale sia ancora viva e sentita, da Nord a Sud.

Il gruppo Cariddi di Messina mentre balla in Piazza San Pietro.

Sedici gruppi folclorici provenienti da nove diverse regioni ed iscritti alla Federazione Italiana Tradizioni Popolari, e.t.s. hanno partecipato al Giubileo delle Bande e dello Spettacolo popolare che si è svolto in Roma sabato 10 e domenica 11 maggio. Una partecipazione rilevante frutto di un lungo lavoro. Nell’ottobre del 2023, Gerardo Bonifati di Castrovillari-Cosenza veniva eletto nuovo presidente della Federazione e nel programma del suo mandato veniva inserito per l’appunto l’organizzazione di un Giubileo dedicato al folklore con delega in tal senso all’assessore Salvatore Luciano Bonventre di Pescorocchiano-Rieti. Il problema era però che alla fine del 2023 il calendario dei grandi eventi previsti nell’anno giubilare era già formulato. Sembrava non esserci soluzione ma poi è intervenuto il Dicastero dello Sviluppo umano integrale, che raccogliendo e facendo proprie le istanze provenienti dai rappresentanti del folklore, del circo, dei madonnari e degli altri artisti di strada, è riuscito ad ottenere che la giornata giubilare in programma dedicata alle Bande, comprendesse anche tutto il mondo dello spettacolo popolare. Numerose riunioni si sono susseguite per curare tutti i dettagli logistici inerenti la due giorni e questo lavoro preliminare permeato di collaborazione e buon senso ha permesso che tutto, infine, si svolgesse nel migliore dei modi. Ecco, dunque in dettaglio i sodalizi intervenuti a Roma: la Corale Luigi Venturini di Tagliacozzo-L’Aquila per l’Abruzzo, la Pro Loco del Pollino di Castrovillari – Cosenza per la Calabria, il Santa Gorizia Aps di Gorizia per il Friuli Venezia Giulia, gli Sbandieratori di Anagni-Frosinone, la Compagnia degli Zanni di Pescorocchiano – Rieti e i Norbensis di Norma – Latina per il Lazio, la Compagnia del Re Gnocco di Mapello – Bergamo e il Firlinfeu Renzo e Lucia di Lecco per la Lombardia, il Santu Franziscu di Alà dei Sardi – Sassari per la Sardegna, il Gazzara di Caltavuturo – Palermo per la Sicilia,
i Cariddi e l’Insieme Siciliano di arte, musica e canto popolare di Messina, il Triskélion e i Canterini della Riviera Jonica Melino Romolo di Roccalumera – Messina per la Sicilia, la Pastoria del Borgo Furo di Treviso per il Veneto e i Tamburellisti di Otranto per la Puglia.

l gruppo folk Gazzara di Caltavuturo, Palermo, all’ingresso in Piazza San Pietro.


I momenti salienti sono stati tre: in primo luogo il pellegrinaggio alla Porta Santa della Basilica di San Pietro nel quale ogni capogruppo ha imbracciato la Croce ufficiale del Giubileo 2025 del maestro Riccardo Izzi, un oggetto, realizzato in legno pregiato e lavorato a mano con cura, che presenta sul lato principale la raffigurazione del Cristo glorioso, luce di salvezza per l’umanità e sull’altro lato il logo ufficiale del Giubileo 2025, simbolo di speranza per i fedeli provenienti da tutto il mondo; poi lo spettacolo di sabato sera 10 maggio in piazza Santa Maria del Trastevere con l’esibizione per quasi tre ore di bambini, giovani e meno giovani che con il suono di strumenti di ogni tipo, dall’organetto, al tamburello, passando per il caratteristico Firlinfeu o flauto di Pan della Brianza, e danze tradizionali come saltarello, tarantella e pizzica hanno intrattenuto con successo migliaia di turisti e passanti; infine la Santa Messa con Monsignor Fisichella e il corteo da Piazza Cavour a San Pietro per ascoltare il primo Regina Coeli di Papa Leone XIV, eletto Pontefice soltanto tre giorni prima. Vedere e pregare insieme al Santo Padre è stato un vero regalo inaspettato che Dio ha voluto consegnare a tutti i gruppi folclorici che vi hanno assistito con trasporto e commozione. Basta scorrere i loro messaggi apparsi sui social:

“È stata una bella giornata, la fatica fatta è ampiamente ricompensata dalla grande emozione di essere stati presenti a quello che è certamente un momento molto importante per la Storia e, per chi ha Fede, per la cristianità”

scrive Matteo da Tagliacozzo

“Sono stati giorni carichi di emozioni. Faticosi ma di una bellezza disarmante”

commenta Laura da Bergamo

“Un momento unico ed emozionante quello vissuto stamattina in Piazza San Pietro”

postano i ragazzi siciliani del Triskélion

“Siamo stati due giorni a Roma per il Giubileo delle Bande e dello Spettacolo Popolare ed è stata un’esperienza indescrivibile”

sottoscrivono i membri della Pastoria del Borgo Furo venuti dal Veneto.

L’esibizione del gruppo Triskelion(foto di Geronimo Vercillio)

Nel gennaio del 2025, all’alba del Giubileo, la Federazione Italiana Tradizioni Popolari è diventata ufficialmente un Ente del Terzo Settore iscrivendosi al Registro Unico corrispondente. Un passaggio importante per chi di fatto compie da sempre un’opera permanente di volontariato culturale sul campo. Chi vive il folklore, infatti, dà corpo ad una forma di volontariato prezioso che in un tempo di grandi crisi globali come quello che stiamo vivendo, può davvero rappresentare un fattore di speranza dinamica nelle comunità d’appartenenza. Condividere un evento di fede come il Giubileo insieme a tutte le altre componenti dello spettacolo popolare è stata un’occasione straordinaria che sicuramente ha rafforzato la virtù della speranza in tutti coloro che vi hanno preso parte. In questo senso, contribuire alla sua organizzazione ha significato di fatto svolgere anche un’attività di apostolato. Ciò non può che incoraggiare a continuare sulla strada intrapresa per costruire insieme altri avvenimenti similari.