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Gli animalisti tentano di sfruttare la popolarità di Rosie

Rosie nel parco dove, secondo gli animalisti, sarebbe stata maltrattata

Un altro “tarocco” messo a segno da una potente associazione animalista, l’Adi, che sta per Animal Defenders International. E che anche in Italia è stato ripreso senza colpo ferire da uno dei maggiori quotidiani nazionali: “Torture e sevizie per Rosie, l’elefantina melò”, ha titolato il 10 maggio il Corriere della Sera. Senza nemmeno farsi venire un dubbio sul motivo per il quale un video che era stato “girato di nascosto” nel 2005 (per ammissione di Adi) sia stato tirato fuori sei anni dopo, quando il film Come l’acqua per gli elefanti ha portato alla ribalta delle cronache mondiali una storia ambientata nel circo, nella quale “l’attrice” protagonista – la vera star di questa pellicola – è proprio lei, l’elefantessa Tai, sulla scena ribattezzata Rosie, appunto. Nessun sospetto sul tentativo di andare al traino di una indiscussa popolarità, che poi è il metodo impiegato spesso e volentieri dai professionisti dell’animalismo?
Circo.it ha approfondito questa vicenda, che odora di truffa lontano un miglio. E non è stato difficile raccogliere la replica della associazione chiamata in causa, la società californiana Have Trunk Will Travel, che secondo Animal Defender avrebbe infierito su Tai ed altri elefanti in fase di addestramento con pungoli, scariche elettriche e bastoni.
“Siamo costantemente impegnati nell’addestrare elefanti e siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità riguardo alle cure e ai metodi adottati”, spiegano Gary e Kary Johnson. “E siamo orgogliosi del nostro contributo al benessere e alla conservazione degli elefanti”.
Ma come è potuto nascere quel video? “I gruppi estremisti dei diritti degli elefanti, stanno usando il ruolo di Tai in Acqua per gli elefanti, come un mezzo per trarre vantaggio della sua celebrità, come un pretesto per promuovere i loro sforzi finalizzati a togliere gli elefanti e tutti gli animali esotici dagli spettacoli. Per il resto tali gruppi non sono informati e soprattutto non hanno esperienza nel lavoro con gli elefanti. Anzi, la loro è una storia meno che onesta, e pensano solo a raggiungere i loro obbiettivi”. Non solo, Gary e Kary Johnson rivelano che il video in questione “sembra pesantemente modificato, e tagliato ad arte, ma nessuno dei montaggi mandato in onda è stato preso durante l’allenamento di Tai per Acqua per gli elefanti. La celebrità di Tai e la popolarità del film sono il vero motivo per il quale questi gruppi estremisti tentano di farsi pubblicità, sia a loro che alla loro causa”.
E concludono: “Nel film si vedono i risultati di come noi addestriamo a trattiamo gli elefanti, tanto che proprio questo costituisce la magia del film. Ovviamente noi continueremo a prenderci cura di Tai e di tutti i nostri elefanti con l’amore e le attenzioni che meritano e che abbiamo sempre riservato loro”.
(Ha collaborato Martino Monti)

Short URL: https://www.circo.it/?p=6564

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