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FUS: la Fnas annuncia azione legale contro il Mibac

arte-di-strada-homeIl 23 dicembre 2013 la FNAS, Federazione Nazionale Arte di Strada, ha richiesto al Mibac l’accesso a tutte le pratiche istruite in sede di assegnazione dei contributi del Fondo Unico per lo Spettacolo (F.U.S. Teatro). Questo dopo che i suoi numerosi associati si sono visti rigettare 23 nuove istanze su 24 presentate. Lo comunica la Fnas stessa, che entra anche nel dettaglio di questa vicenda.

“Il Fondo Unico per lo Spettacolo ammonta a circa 411 milioni di euro. A fronte di uno spessore socio-culturale sempre più riconosciuto e di un volume considerevole di attività, l’arte di strada riceve meno di 80.000 euro di contributo annuo, tra istanze vecchie e nuove, vale a dire lo 0,019 % del totale. Altro elemento incredibile che caratterizza il trattamento ricevuto dall’arte di strada da parte della massima istituzione culturale del nostro paese, è il fatto che i contributi non prevedono sostegni ad artisti e compagnie per la loro attività di esercizio e creazione artistica, ma riguardano solo la promozione di quest’ultima, caso unico nel panorama delle sovvenzioni allo spettacolo e fatto quantomeno singolare”.

Sostiene la Fnas che “il Mibac ha manifestato ancora una volta una scarsissima considerazione e un’elevata miopia nei confronti di un settore, quello dell’arte di strada, che è di sempre maggior spessore culturale, che ha grande valore sociale e che ha inoltre un’ottima capacità di creare economia e occupazione. Da trent’anni il pubblico frequenta in massa il teatro di strada e lo spettacolo di piazza, all’interno degli oltre 200 festival che popolano il panorama italiano. Si parla di decine di migliaia e a volte centinaia di migliaia di spettatori (paganti). Ma il Ministero sembra non volerne tener conto”.

Una volta esaminati gli atti, la FNAS proporrà ricorso al TAR con un’azione che impegnerà tutti gli associati, nel caso in cui si concretizzassero i dubbi sulla correttezza formale dei procedimenti esperiti.

“L’obiettivo di questa iniziativa è anche quello di aprire un serio dibattito fra gli operatori culturali in vista della riforma del sistema prevista per il 2015. Sono in molti infatti a ritenere troppo rigide e inique le procedure di valutazione e assegnazione del F.U.S.
Mettere alla luce i gravi difetti di questo sistema responsabile di sperpero di denaro pubblico e spartizioni clientelari, è qualcosa che va oltre le rivendicazioni di un singolo settore”, conclude la nota ufficiale della Fnas.
“A fronte di circa 180 milioni di euro elargiti ogni anno al teatro di prosa, i teatri italiani continuano ad essere spesso vuoti ed è difficile vedere opere innovative e di buona qualità. Sostenere la Lirica, un’espressione artistica così importante per la nostra cultura e che ha reso famosa l’Italia nel mondo, è certamente opportuno, ma l’enorme contribuzione pubblica (il 50% del F.U.S., oltre 200 ML di euro all’anno) è giustificata? Perché vengono concessi i contributi prima alle istanze storiche e solo successivamente si destinano minime risorse (se ne restano) alle nuove istanze? Tante domande alle quali è necessario e urgente dare una risposta affinché si possano usare al meglio le sempre più scarse risorse economiche riservate alla cultura in un’Italia che fa fatica a rimanere al passo degli altri Paesi europei”.

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