
Intervistato oggi da La Stampa – che ha realizzato una pagina sui circhi, ma con un’enfasi spropositata dedicata ai pochissimi Paesi che vietano gli spettacoli con animali – Dragone dichiara: “Nei nostri spettacoli ci sono acrobati, musica, effetti speciali, mai bestie feroci. Ma sono contrario a questa legge, danneggerà molte persone e anche molti animali”. La legge è quella in discussione in Belgio (Franco Dragone è nato in Italia ma vive in Belgio fin da quando era bambino) per vietare i circhi con animali. “Tigri ed elefanti nei grandi circhi sono delle star, sono trattati bene e rispettati, fuori sono massacrati per l’avorio o cacciati per sport”. Poche parole, nessuna fuori posto, e tutte incontrovertibili. La moda animalista, sospinta con forza da una lobby internazionale fortissima (anche economicamente), fa di tutto per farci perdere di vista la realtà. Ma, inattese, autorevoli e contagiose, sempre più voci controcorrente costringono a guardare la realtà. E aumentano via via: Nicolas Sarkozy, Roger Scruton, Vittorio Sgarbi, Alessandro Meluzzi, Alessandro Kokocinski, Claudio Baglioni… Nel circo, come ha detto il card. Ravasi, si realizza “l’armonia paradisiaca fra uomo e animale”. CM
