di Alessandro Serena
Proprio nel periodo in cui in tutta Europa spuntano tendoni illuminati a festa come tanti alberi di Natale, sotto i quali arrivano spettatori come doni natalizi. Nei giorni in cui in molti stilano bilanci degli ultimi dodici mesi e programmano i prossimi, ecco arrivare il momento di correre in Costa Azzurra, dove sta per svolgersi l’evento più importante del mondo, che avrà luogo dal 16 al 25 gennaio prossimi. Il Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo è una creatura di Sua Altezza Serenissima il Principe Ranieri venuta al mondo nel 1974, come se fosse anch’essa parte della famiglia di principi. Viene quasi da chiamarlo Sua Altezza Serenissima il Festival. Il Principe dei Festival.

A distanza di quasi mezzo secolo dalla nascita, sotto la guida della Principessa Stephanie e di Urs Pilz, è incredibile come questa manifestazione sia ancora e sempre più in grado di rappresentare le tendenze del mondo del circo. Come se ad un evento partecipassero i reali di tutto il mondo. Linee genealogiche di antiche dinastie che si intrecciano, nuovi regnanti di terre lontane. Tutto viene ben rappresentato qui a Monte Carlo. Non solo per gli operatori ma anche per gli appassionati spettatori che accorrono a decine di migliaia sotto lo chapiteau di Fontvieille e a milioni davanti agli schermi TV di tutto il mondo. Anche da noi continuano ad avere ottimi esiti le messe in onda sulla Rai con audience di circa 2.000.000 di persone a puntata.
La squadra italiana
Quest’anno a corte la rappresentanza di artisti con sangue nobile tricolore è folta e qualificata. Il clown Davis Vassallo, con la moglie americana Ashley Vargas, approda al Festival in maniera naturale come parte di una parabola che lo ha visto impreziosire i programmi di alcune fra le principali “case” del settore. Dopo alcuni circhi nostrani, in particolare l’American Circus dei Togni, è passato da Barnum, Knie, Nikulin, solo per citarne alcuni, e molti fra i più importanti circhi di Natale in Germania. Acquisendo sempre maggiore sicurezza nei propri mezzi e definendo sempre meglio il proprio personaggio.

Lo stesso dicasi per Golden Dream, il Sogno d’Oro (nomen omen) dell’italiana Ambra Faggioni e lo spagnolo (di origine greca) Ives Nicols Papadoupolos. La loro idea di portare in cielo il numero delle statue d’oro usando tessuti aerei è accompagnata da una perfetta realizzazione che mette in evidenza il fisico davvero statuario dei due e un carisma che arriva da lontano. Nella sezione New Generation la giovane e flessuosa contorsionista Soery Dell’Acqua (suo papà Ronny fu Bronzo qui nel 2011) pur giovanissima ha già affascinato il pubblico del Moulin Rouge e di altri prestigiosi ambienti.

Sangue italiano anche nella bella Angelina Richter con la posta equestre, figlia del pluridecorato artista emerito ungherese Florian e dell’italiana Judith Folco. Il padre presenterà anche un bel numero di cavalli in libertà. I magiari Richter in effetti sono una fra le famiglie più premiate della storia della manifestazione, e in un’edizione scarsa di numeri con animali, sono fra i principali candidati ad un premio importante. Come sempre l’importanza della nostra nazione nel Festival si avverte anche dalla lingua parlata nella direzione di pista, con molti nomi noti come Caroli, Huesca, Cardarelli. Inoltre, come già da alcuni anni, tanti dei numeri in gara si sono distinti in precedenza in manifestazioni della nostra penisola, come il Festival di Latina o Funambolika a Pescara.

Nel firmamento
Fra i massimi favoriti all’Oro la troupe Fuentes Gasca al trapezio volante, messicani impiantati in Colombia. Una delle grandi famiglie storiche reali circensi del Sud America con la stella Juan Cebolla che detiene il record per il maggior numero di quadrupli salti mortali consecutivi e che nel principato tenterà di eseguirlo partendo dalla piattaforma. Ad afferrarlo il nipote fraterno Martin. Oltre agli exploit della star del trapezio, si tratta di una performance ben costruita (grazie alla direzione artistica del fratello maggiore Raul), con due porteur a specchio, un ritmo incalzante ed una colonna sonora convincente.

Fra i favoriti anche il Duo Celedon (formato dai fratelli Navas) con exploit davvero temerari alla ruota della morte, come il salto mortale in piroetta o il doppio. Molto ricco e variegato anche il resto della parte aerea. Dall’Ucraina il Duo Kotenyov, marito e moglie impegnati alle prese capillari e dentali, con un cameo della piccolissima figlia Zara di solo otto anni. Sempre da Kiev il Duo Gemini delle gemelle Yulia e Olga Mosienko con inedite figure simmetriche al palo aereo. Poi il portoghese Joao Godinho, un vero virtuoso di teatro-danza al trapezio.

Dal Cile, nella sezione New Generation, i Peperonis la divertente parodia al trapezio fisso dei fratelli Caceres (11 e 15 anni). Infine l’australiana Lucky Hell con un notevole numero di fachirismo volante, una performance unica al mondo di mangia spade alle cinghie aeree, creata con la supervisione di Kristian Kristof.
Dall’altra parte del mondo
Quest’anno si sente profumo di podio per gli artisti provenienti da lontano. Dall’oriente una rappresentanza competitiva, come spesso accade. Con le contorsioniste etniche Mongolian Angels. Sempre da Ulan Bator le bascule della troupe Nomuna, montata dall’intraprendente manager e direttore artistico Eredene Nargui. Dalla Cina il trio di giovani equilibriste con ciotole di Suining (in New Generation) e il gruppo di giocolieri con meteore d’acqua della Troupe di Dalian. Anche il continente africano è ben rappresentato con Etiopia e Tanzania e due numeri molto particolari. La troupe Kolfe, da Addis Abeba, presenta una combinazione di giochi icariani e bascula con notevoli exploit. Mentre gli Hakuna Matata presentano un’inedita commistione di equilibri su rullo e piramidi creata da Winston Raddle, “Papà Africa”.
Musica e divertimento
A corte la comicità ha sempre avuto un ruolo importante. Il veterano Tony Alexis porta al Festival una classica entrata comica musicale, quasi un pezzo da museo. Martin Chabry, figlia di Totò, un’altra icona della clownerie, la sua performance di trasformismo e polistrumentismo. Inedita la performance di comicità con robot presentata dall’olandese Daniel Simu.

Molto vario anche il resto del cast. In quanto a giocoleria presenti l’ucraino Stanislav Vysotsky e i cileni Hermanos Reyes. Due le performance di mano a mano in concorso. I Migranti e Alex e Liza. Il lettone Andrei Fjorodov presenta un addestramento di colombe e cani. Il giovane austriaco Stefan Dvorak un equilibrismo su rulli e la Troupe Ordonez una performance di Bmx acrobatica.
Incoronazioni
Insomma, anche quest’anno si procede spediti verso un evento ricco di qualità e varietà. Un’edizione davvero principesca. Non resta da scoprire quali saranno gli artisti ad essere premiati nel principato così da divenire essi stessi teste coronate.

Allora tutti a Monte Carlo, come ogni anno, ad applaudire Sua Maestà il Circo.
