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Circo Krone. L’eccellenza tedesca dal sorriso italiano

di Elena Lo Muzio

Il 13 agosto a Weilheim, in Baviera, dopo la pausa estiva è ripresa la tournée 2025 del Circo Krone con lo spettacolo Farbenspiel – Gold Edition, una vera e propria festa di colori che rinnova la tradizione di eccellenza di questo storico complesso. Da più di un secolo il Krone è considerato una delle più grandi realtà circensi del mondo, e al suo interno ha spesso pulsato un cuore italiano.

Foto: Felix Hörhage/Circus-Krone.de

Il caldo pomeriggio bavarese non ha scoraggiato il pubblico arrivato numeroso all’ingresso del Circo Krone per lo spettacolo delle 15.30. Forse non la giornata ideale da passare sotto un tendone, ma quando lo chapiteau è quello del Krone le cose cambiano. Non solo per il comfort e la visibilità garantita in ogni ordine di posti dall’assenza dei pali, ma soprattutto perché le due ore e mezza di spettacolo scorrono tra adrenalina, divertimento e ritmo facendo dimenticare agli spettatori qualsiasi condizione climatica interna o esterna al circo.  Farbenspiel – Gold Edition conferma l’eccellenza del complesso, diretto da Jana Mandana-Krone e da Martin Lacey jr, con la supervisione di Urs Pilz, che da più di un secolo è capace di unire tradizione e innovazione, in una girandola di spettacolarità.

Un momento dell’opening act

Si può certo dare il merito della precisione quasi millimetrica dello show all’efficienza tedesca, ma non si può dimenticare come questo meccanismo perfettamente oliato non sarebbe lo stesso se non fosse per la varietà dei numeri proposti, provenienti da ogni parte del mondo, e, soprattutto per questo  Farbenspiel – Gold Edition, se non avesse un pulsante cuore italiano al suo interno. La storia del Circo Krone è da sempre molto legata agli artisti italiani, che hanno lasciato il segno su quella che viene considerata una delle piste più prestigiose al mondo. Qui hanno debuttato nomi leggendari come David Larible, sono passate generazioni di Togni – fino a Bruno Togni, prima giocoliere e poi addestratore di tigri – e ancora le sorelle Kolev-Vulcanelli e molti altri, accolti sia sotto il tendone sia nello stabile di Monaco di Baviera, il Krone Bau. Oggi a confermare questo legame ci sono due eccellenze assolute, il clown Fumagalli e il ventriloquo Willer Nicolodi, acclamati protagonisti del nuovo spettacolo.

Fumagalli posa di fronte al manifesto di Farbenspiel – Gold Edition.

Fumagalli, in coppia con Daris, ha riproposto l’intramontabile gag Ape dammi il miele capace di strappare risate sincere grazie alla sua irresistibile gestualità. Nicolodi, con il suo Joselito, ha confermato la sua straordinaria versatilità linguistica e scenica, incantando anche in tedesco. La presenza italiana ha dato calore e familiarità, ma ogni artista del cast, proveniente da Paesi diversi, ha contribuito a rendere lo show un mosaico di eccellenza. Il livello complessivo è testimoniato dalla quantità di Clown d’Oro, d’Argento e di Bronzo che calcano la pista del Krone. Tra i momenti più apprezzati, l’esibizione della Mongoljingoo Troupe, cinque contorsioniste mongole capaci di scoccare frecce con mani e piedi mentre si trovano a testa in giù, e la straordinaria abilità di Chu Chuan-Ho, giocoliere taiwanese di diabolo tra i migliori al mondo. Spettacolare anche il numero dei Flying Tabares: otto volteggiatori e due porteur hanno dato vita a un’emozionante sogno di volo, con Mariella Quiroga che ha chiuso la performance con un triplo salto mortale. Non sono mancati i numeri equestri, curati dalla padrona di casa Jana Mandana Lacey-Krone con Hans Ludwig Suppmeier sia in un numero d’alta scuola tra cavalli e cammelli, sia con le evoluzioni mozzafiato di Sven Jahn-Munoz e di quattro acrobati mongoli.

Willer Nicolodi e Joselito.

Al centro dello spettacolo la grande gabbia di Martin Lacey jr con i suoi sedici felini: undici leonesse, tre leoni e due tigri. Il debutto con i leoni è stato affidato al figlio, il giovane Alexis Lacey-Krone, mentre il padre ha poi dato vita a un numero memorabile, avvolto in certi momenti in un silenzio irreale, frutto della tensione che Lacey è riuscito a creare e che ha lasciato il pubblico con il fiato sospeso fino al liberatorio applauso quando le undici leonesse, come innocui gattini, hanno abbracciato l’ammaestratore, lasciandosi accarezzare e coccolare.

Martin Lacey jr con una delle sue leonesse durante lo show.

Non meno emozionanti gli altri quadri: Mystery of Gentlemen, otto artisti mongoli premiati a Monte Carlo con il Clown di Bronzo per le loro verticali su grandi sfere rotolanti, e la compagnia ucraina Circus-Theater Bingo, che ha fuso le discipline circensi in una creazione nella quale corporeità e tecnologia si uniscono in un effetto visivo stupefacente. E poi ancora il clown Brian con il suo umorismo brillante e Thomas Lacey con i suoi cagnolini, protagonisti di un numero vivace e tenero che ha conquistato grandi e piccoli. La tournée del Circo Krone continua in queste settimane in diverse città della Germania per poi arrivare a Monaco di Baviera allo stabile Krone Bau dove, come da consuetudine, si tratterrà per quattro mesi, presentando lo spettacolo natalizio e dando il via alla nuova produzione.

Un momento del numero di Jana Mandana-Krone

Farbenspiel – Gold Edition ha mantenuto la promessa del titolo: una festa di colori e abilità che ha mostrato l’essenza stessa del Circo Krone, uno dei più grandi circhi viaggianti del mondo, capace di rinnovarsi restando fedele alla sua tradizione. Uno spettacolo che celebra il talento internazionale ma che, ancora una volta, ha lasciato risuonare forte il cuore italiano sotto il tendone bavarese.

Per informazioni, biglietti e news vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del Circo Krone