
Fra i tanti colleghi di Dalla che lo stanno ricordando, ne scegliamo due. Claudio Baglioni: “È stato il grande clown del circo della musica. Quello che suona il clarinetto e che affabula, fa versi, stranisce gli occhi. Capace di giocare con le trottole delle parole, di raccontare storie struggenti, di camminare i sentieri di favole strambe, di arrampicarsi su cime visionarie. Lucio ha scritto le pagine del suo libro con tanti segni di punteggiatura. Punti interrogativi che drizzavano la schiena e diventavano esclamativi. Ma uno alla fine s’ingobbiva di nuovo e restava la domanda del suo sguardo”.
Eugenio Finardi: “Lucio no, proprio non me l’aspettavo! L’avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano, quando lo vidi per la prima volta mentre cantava “Com’è Profondo Il Mare”, 30 anni fa. Lo stesso che cantava “Paff Bum” con i mitici Yardbirds, guadagnandosi il rispetto e la gratitudine di noi piccoli rocker. Un jazzista inventatosi cantautore trasformato in Pop Star. Mi ha fatto l’onore di suonare in 2 mie canzoni. Un uomo fiero, ironico, molto emiliano. Un grande musicista. Però questa brutta sorpresa non dovevi farcela Lucio! Buon viaggio, salutami Caruso…”
“Con la scomparsa di Lucio Dalla perdiamo un grande artista che con le sue canzoni ha saputo regalare emozioni, portando la musica italiana nel mondo”, dice il presidente dell’Agis, Paolo Protti, ricordando Lucio Dalla, scomparso oggi. “Cantautore, musicista, uomo dal talento poliedrico, Dalla in cinquant’anni di carriera si è confrontato con molti settori dello spettacolo: dal cinema, dove le sue musiche hanno accompagnato diversi film, al teatro lirico, dove ha curato anche la regia di alcune opere. L’Agis e tutte le attività di spettacolo partecipano al vivo cordoglio per la sua scomparsa”. Noi non stiamo in pena, saremo sempre attenti al lupo.
