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Telefilm circensi: un genere non episodico

Cominciamo con questo articolo di Federica Di Biagio, la pubblicazione di una serie di contributi sul circo nel cinema e nella televisione. Federica Di Biagio è laureanda, con una tesi che riguarda proprio questo tema, all’Università degli Studi di Milano, con il prof. Alessandro Serena.

di Federica Di Biagio

Che le discipline circensi ed il mondo del circo in generale siano dei soggetti perfetti per qualsiasi media, sia esso la fotografia, il teatro, l’opera lirica, il cinema o la televisione, ormai è un dato acquisito e anche sfruttato da registi e produttori, come dimostra anche il nuovo film del Cirque du Soleil.
La storia delle contaminazioni tra circo e cinema è arcinota a qualsiasi cinefilo e coinvolge nomi come Chaplin, Fellini, Moira Orfei, Cecil B. DeMille, ma anche Tod Browning e David Lynch. Tutti questi registi e attori sono stati affascinati dall’atmosfera della pista ed hanno voluto rappresentarla nei loro film. Inoltre la contaminazione tra i due intrattenimenti non è avvenuta solamente a senso unico, ma ormai da anni anche alcuni spettacoli circensi si ispirano al cinema, basta ricordare lo spettacolo degli Orfei in onore di Federico Fellini.
Anche la televisione si è spesso interessata alle discipline circensi. Fin dai primi anni della sua invenzione, infatti, sono esistiti programmi che permettevano al grande pubblico di ammirare gli artisti circensi senza doversi alzare dal divano e senza pagare prezzi aggiuntivi. In seguito molte reti televisive in tutto il mondo hanno prodotto trasmissioni incentrate sul circo, la maggior parte delle quali si concentrava sui numeri eseguiti, riprendendo o un intero spettacolo circense, oppure una ad una le performance degli artisti scegliendo tra le migliori e proponendo ai telespettatori solo le più spettacolari ricreando uno spettacolo che nessun circo reale si sarebbe mai potuto permettere da solo. Poi il circo è riuscito a conquistare non solo programmi a lui espressamente dedicati, ma anche ad apparire in trasmissioni contenitore, quali Domenica In, in reality e in talent show. In questi casi il circo è stato solamente sfruttato per fare audience e per presentare ai telespettatori qualcosa di strano e diverso, in modo da catturare maggiormente la loro attenzione.

Corky, il ragazzo del circo della famosa serie televisiva americana

Nessuna giustizia è stata fatta alla vera arte circense che, in ordine, veniva considerata come un siparietto, come un’attività in cui poteva cimentarsi chiunque senza una adeguata preparazione e un intrattenimento parificato al canto, la danza e la recitazione senza badare minimamente alle differenze di queste modalità espressive molto diverse e difficilmente paragonabili tra loro.

Fino ad ora sono state studiate solo queste due raffigurazioni del circo sullo schermo. In realtà però esiste una terza modalità che coinvolge la televisione e che si posiziona a metà tra le due. Essa infatti rappresenta il mondo circense con la sua atmosfera ed i suoi personaggi tipici ma lascia anche un po’ di spazio alle esibizioni, in modo da dare risalto anche alle diverse discipline circensi. Si tratta dei telefilm. Molti prodotti seriali hanno utilizzato ad un certo punto dei loro episodi il circo come ambiente accattivante per mantenere alto il loro numero di telespettatori, ma in questi casi si tratta solamente di trattazioni isolate dell’ambiente circense che viene spesso sfruttato e non rappresentato degnamente, anche perché in quasi tutti i casi viene distorto in favore dell’atmosfera della serie in questione (basti pensare alla puntata sul circo presente in X-Files, che risulta molto diversa rispetto a quella della Signora in giallo, Murder, She Wrote ambientata in un carnivale).
Esistono però alcuni telefilm ambientati al circo oppure costruiti attorno ad esso, che trattano dell’ambiente della pista in ogni loro episodio e dai quali si possono carpire informazioni importanti su come la televisione veda il circo ed i circensi e come trasmetta questa ottica ai molti telespettatori che influenza. I telefilm in questione sono:
Circus Boy (1956 – 1958)
Tony, fils du cirque (1960)
Frontier Circus (1961 – 1962)
The Greatest Show On Earth (1963 – 1964)
Salto Mortale – Die Geschichte Einer Artistenfamilie (1969 – 1972)
Carnivale (2003 – 2005)
Solstrom (2004)
Come si nota da subito nei primi anni della televisione c’è stata una profusione di telefilm circensi, in seguito essi sono spariti, per ritornare in auge solamente in anni recenti. Solo questo dato può già informarci su quanto il circo appartenesse all’immaginario popolare di questi anni avendo avuto un picco negli anni dai Cinquanta ai primi Settanta e poi sparendo fino al Duemila, quando con il nuoveau cirque e il circoteatro si è riscoperta questa forma di spettacolo. Nei prossimi articoli si cercherà di analizzare separatamente questi telefilm per capire che idea di circo portano con sé, come rappresentano l’ambiente della pista e se questa rappresentazione è coerente con la realtà o meno.

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