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Sulla “moratoria” del Comune di Lucca e la sentenza del Tar

Dopo aver emesso (il 9 marzo) un decreto di sospensione della esecuzione degli atti impugnati “nella parte in cui condizionano la concessione di suolo pubblico al divieto di impiego di animali”, il 21 marzo lo stesso Tar ha dichiarato il ricorso inammissibile e l’amministrazione comunale ha preteso dal Medrano di togliere gli animali dall’area, ovvero – come esito finale – quello che la legge vigente e la giurisprudenza costante e consolidata in materia di circhi e animali hanno ampiamente definito illegittimo. I circhi, infatti, hanno tutto il diritto di poter presentare i propri spettacoli con tutte le specie di animali, esotici e non.
Il paradosso è che il Comune di Lucca sul proprio Regolamento comunale (art. 2, “aree destinate”) indica una sola area, quella di piazzale don Baroni, per esercitare l’attività prevista dalla legge 337, ma quest’area è attualmente preclusa ai circhi con animali, ovvero alla quasi totalità dei circhi in attività in Italia.
Questa è la sostanza, abbastanza incredibile, della questione e l’Ente Nazionale Circhi vigilerà attentamente sui prossimi passi del Comune di Lucca, il quale si è affidato ad una moratoria per vietare i circhi con animali, ma una moratoria ha una scadenza, che non potrà trasformarsi in nessun modo in un divieto ai circhi con animali.
“La giurisprudenza amministrativa è costante nel ritenere che l’attuazione della disciplina relativa al circo e allo spettacolo viaggiante risulta limitata per i Comuni all’individuazione delle aree destinate a tali attività e alla determinazione delle modalità di concessione di dette aree, non sussistendo alcuna norma di rango primario che conferisca ai Comuni il potere di proibire, in linea generale ed astratta, l’utilizzo di animali esotici negli spettacoli circensi”, ha scritto il Tar stesso.
Sulla base della sentenza definitiva del Tar per la Toscana si sono puntualmente scatenate interpretazioni farneticanti.
In verità, il dispositivo della sentenza poggia su motivazioni di ordine contingente ed eccezionale, che termineranno il 31 dicembre 2018, e rileva anche “imperfezioni” formali e procedurali del ricorso. Ogni altro assunto e considerazione devono ritenersi impropri ed estranei al dispositivo emesso.

Don Franco Baroni (in primo piano sulla sinistra) al Circo Folloni, in un momento conviviale che risale al 1980 (foto Meda)

Nei prossimi giorni l’Ente Nazionale Circhi si farà promotore di una iniziativa presso l’Amministrazione Comunale allo scopo di evidenziare che il termine del 31.12.2018 non deve essere suscettibile di slittamento alcuno, o, in alternativa, ai sensi dell’art. 9 dovrà essere individuata e attrezzata una nuova area idonea ad ospitare le tournée dei circhi equestri (come recita la legge) – ovvero con animali – nell’importante comune toscano.
La decisione della giunta Tambellini è, comunque la si guardi, uno sfregio ad un concittadino illustre ed amato di Lucca, don Franco Baroni. Fu il cappellano nazionale della gente del circo e dello spettacolo viaggiante, e pochi anni prima di lasciare prematuramente la scena di questo mondo (morì nel maggio del 1985), individuò proprio lui – insieme alla gente del circo e dello spettacolo itinerante – quest’area, che venne a lui anche intitolata a metà degli anni 90.

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