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Piombo quotidiano: il caso giraffa sfuma. La Brambilla resta…

La pagina che oggi La Stampa dedica al caso

Nel Tg1 delle 20 e nel Tg2 delle 20.30 di ieri la notizia sulla morte della giraffa era già scomparsa. In Rai hanno forse “bucato” la notizia, come si dice in gergo? No. Grazie anche ai chiarimenti forniti alla stampa da due comunicati dell’Ente Nazionale Circhi (il primo e il secondo) e alle dichiarazioni e, soprattutto, alla denuncia querela presentata da Aldo Martini verso ignoti (nella quale sostiene che qualcuno ha aperto il cancello di recinzione e che “tali danneggiamenti sono stati provocati da persone ignote durante la notte”) per quanti sono in buona fede e non prevenuti contro i circhi, risulta ormai chiaro che il complesso di Aldo Martini è stato vittima, e non artefice, della disgrazia accaduta. Continua invece a soffiare sul fuoco qualche Tg Mediaset, ma per capire questa insistenza bisogna forse spiegare che Mediaset sta sostenendo a tambur battente Michela Vottoria Brambilla, infilandola spesso e volentieri in ogni “brodetto”. Qualche mese fa il Tg5 ha anche inaugurato il notiziario degli animali, Tg Bau&Miao. A pensare male si fa peccato ma spesso ci si prende, insegnava Giulio Andreotti. E stando ad alcune news circolate le scorse settimane, questo progetto sarebbe da ricondurre ad un obiettivo politico: una lista “civica” capitanata dalla Brambilla alle prossime elezioni politiche per catturare il consenso degli amanti degli animali. L’Espresso l’ha chiamata Forza Quadrupedi. Che sia vero o no lo si vedrà a breve, ma intanto non si può fare a meno di notare la sovraesposizione, in casa Mediaset, dell’ex ministro al Turismo. E probabilmente questo spiega anche la lunga coda che i Tg di quella rete dedicano al circo di Imola, senza farci mai mancare il “Brambilla pensiero”.

L'iscritto numero 141051 si chiama di nome Panem e di cognome et circenses, indirizzo: Circo Massimo, mail: [email protected]

A proposito della creatura della Brambilla, il manifesto sulla coscienza degli animali, si trova in rete un video interessantissimo che sbugiarda le adesioni a quella iniziativa. L’ex ministro ha sempre annunciato grandi numeri di sottoscrittori. Oggi entrando nel sito si leggeva la bella cifra di 141051. Ma saranno tutte persone in carne e ossa? Abbiamo fatto la prova e abbiamo scoperto che il video messo in rete lo scorso luglio da tale “1981NUMBAT” ha purtroppo ragione. Si può sottoscrivere il manifesto della Brambilla anche compilando il modulo con i dati più strampalati e con mail inesistenti. Noi l’abbiamo fatto col nome di Panem ed il cognome di Et circenses, residente al Circo Massimo. Non solo. Si può anche ripetere l’iscrizione duplicando l’identità già esistente, e il sistema di registrazione non batte ciglio, ed anzi vi risponde: “Grazie per aver sottoscritto il manifesto. Sei stato iscritto con successo”. Nessun problema di coscienza, – umana stavolta, non animale – onorevole Brambilla? Sempre lei, che questa estate è stata al centro di un altro caso, quello del “suo” canile di Lecco (ecco una breve rassegna stampa: Repubblica.it, Il Fatto Quotidiano, LeccoNotizie, Vanity Fair).

La pagina di Repubblica

Il Resto del Carlino


Torniamo alla rassegna stampa odierna. La Stampa di Torino, pur non nascondendo le proprie simpatie per le battaglie animaliste e per un forte impegno sugli animali (basta citare LaZampa.it), è il quotidiano più equilibrato nel trattare l’argomento del circo a seguito della giraffa morta. Dedica al tema una intera pagina con diversi servizi. Ne titola uno chiarendo finalmente un dato che l’Enc ribadisce da anni rispondendo alle bugie di alcune organizzazioni animaliste che hanno sempre sparato cifre triplicate rispetto alla realtà (oltre 6 milioni di euro): “Due milioni di euro pubblici finiscono sotto il tendone”. Questa la modica cifra che lo Stato suddivide per tutti i circhi in attività in Italia, briciole che non “mantengono” (come sostengono ancora gli animalisti e in questi giorni la stessa Brambilla come un disco rotto) di certo i circhi, se si pensa che un complesso di grande dimensione spende circa 15.000 euro al giorno.

L'intervista al presidente Buccioni su La Stampa

La Stampa intervista poi il presidente Buccioni, che focalizza alcune questioni importanti.
Anche La Repubblica dedica una pagina, nei contenuti confermandosi un giornale che sta dalla parte degli animalisti (ed ha tutto il diritto di farlo, ovviamente) dedicando alla voce del circo solo qualche riga e all’interno di una impostazione che parte dal presupposto (indimostrato, però!) che “il circo è una prigione”.
Il Resto del Carlino, testata molto radicata in Emilia Romagna, nelle pagine nazionali dedica un articolo di taglio alto ma di piccole dimensioni a pagina 19: “Non c’è pace per Alexandre. Ora è lite fra circo e Comune”.
Fra le interviste concesse nella giornata di ieri dal presidente Buccioni, oltre a La Stampa e Repubblica, c’è anche quella al quotidiano della Liguria Il Secolo XIX, anch’esso abbastanza schierato da sempre con le posizioni animaliste, come fa ben capire il titolo che parla del caso della giraffa come di una “nuova Green Hill”. In esso il presidente Buccioni puntualizza però un concetto importante: “Non è possibile che il circo sia sempre perseguitato. Anche per il delitto di Ligano di chi avevano sospettato? Del Circo. Senza neppure poi chiedere scusa. Ora ci risiamo con gli animali. Si venga a vedere come sono trattati. Meglio di polli e tacchini da allevamento per l’alimentazione”.
Da segnalare infine la netta presa di posizione del senatore Carlo Giovanardi: «Sembra incredibile ma il sindaco di Imola, invece di esprimere solidarietà al circo per la morte della loro giraffa, lo vuole cacciare su due piedi come se fosse una associazione criminale». «Voglio esprimere – sottolinea Giovanardi – affettuosa vicinanza ai lavoratori del circo e alle loro famiglie, circa 100 persone che rischiano di finire sul lastrico, vittime di un fondamentalismo ideologico che antepone gli animali agli uomini e che molto probabilmente è anche la causa dell’inspiegabile “liberazione” della giraffa».

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