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Monte Carlo: giù le mani dal Circo della Principessa

di Alessandro Serena

Il circo è sempre lo spettacolo più bello del mondo! Lo sembra gridare anche questa 42^ edizione del Festival Internazionale di Monte Carlo. Che porta ancora una volta nel principato i migliori artisti del pianeta di fronte ad una folla plaudente e ad un numero elevatissimo di operatori del settore.
Ma mentre qui si celebra nella maniera migliore il 250° anniversario del Circo moderno, da più fronti istituzionali arrivano segnali non già di trascuratezza ma quasi di attacco frontale. Per restare all’Italia è da ricordare il Codice dello Spettacolo voluto dal Ministro Franceschini (per altre attività illuminato), che inizialmente prevedeva addirittura l’eliminazione degli animali dalle attività circensi, termine poi mutuato (grazie anche alle battaglie dell’Ente Nazionale Circhi) in un più vago “superamento”, ma che comunque non sembra davvero una normativa illuminata verso un settore che da sempre porta all’Italia successi internazionali oltre ad un indotto economico verso una moltitudine di piccole, medie e grandi imprese.

La Principessa Stephanie e la figlia Pauline padrone di casa al Festival del Circo di Monte Carlo

Pare purtroppo, che tale situazione di emergenza non si limiti al Bel Paese, almeno da quanto raccontato agli incontri dell’European Circus Association e della Federation Mondial du Cirque. Tanto che Sua Altezza Serenissima la Principessa Stephanie durante una conferenza stampa di fronte ad un’ampia platea di giornalisti ha dichiarato e quasi esclamato: “Giù le mani dal mio circo”. Che in effetti si può confermare lo spettacolo più bello del mondo come si può desumere dallo straordinario palmares.

Clown d’Oro alla copia dello stesso metallo Josef Richter Junior e Merrylu Casselly che hanno presentato tre straordinari numeri di animali. Un Jocke di acrobati a cavallo che ricorda la specialità della famiglia ungherese. Un passo a due equestre che ridefinisce gli standard della disciplina con una serie di figurazioni mai viste e presentate in maniera impeccabile. Un tableaux di animali esotici, elefanti, cavalli, cammelli, ponies, lama, zebre, giraffe in uno sfarzoso carosello. Il tutto presentato con ritmo fra atmosfere classicamente magiare con influenze afro-orientali.

Oro ex aequo ad un numero di equilibristi cinesi della troupe di Shangai. Una dozzina di giovani artisti che hanno presentato su una piattaforma a centro pista e con costumi e musiche etniche, degli esercizi mai visti prima, aumentando il coefficiente di difficoltà della disciplina in maniera elevata. Alcuni fra i migliori colleghi del mondo, presenti in platea, avevano la faccia stupita e si chiedevano come fosse possibile presentare exploit simili.

Tre gli Argento. Uno al Duo Ballance, composto da due ex campioni di ginnastica rumeni, ha presentato una performance di mano a mano chiaramente ispirata a quella dei maestri Duo Alexis (punti di riferimento imprescindibili), pur conservando uno stile molto personale e dimostrando potenza d’esecuzione e precisione nella esecuzione volutamente lenta.
Argento anche al Duo Stauberti, equilibristi alla pertica, della repubblica ceca, un numero breve, composto solo da quattro figure, ma tutte di difficoltà incredibile.
Il terzo Argento è andato al clown russo Prosvirnin per le sue pantomime del musicista, del virtuoso da tip tap e della ballerina di danza classica.

Cinque le statuette di bronzo. Una al gruppo di cinque artiste al monociclo della troupe della Mongolia interiore in un numero classico, quello del lancio delle tazzine sulla fronte con una serie di combinazioni precise al millimetro.
Una al giovane giocoliere spagnolo Michael Ferreri, il “velocimane” delle palline, che presenta con grinta, carisma e sicurezza stupefacenti per la propria età al ritmo scatenato di una piacevole musica rock.
Bronzo anche alla troupe Vavilov che rappresentava il Rosgoscirk e ha proposto due differenti performance entrambe assai convincenti. Una di acrobatica in banchina con salti mortali di ogni tipo presentati in stile Matrix. Ed una che utilizzava una piattaforma volante che permetteva esercizi a grande altezza.
Terzo gradino del podio anche per il Duo Zen, una creazione davvero originale. Un doppio cerchio aereo utilizzato dalla coppia canadese Jonathan Morin e Marie Eve Bisson per raccontare una storia d’amore nel cielo dello chapiteau.
Ultimo Bronzo al numero di trapezio volante della Troupe Aliev, che negli anni ha avuto registi del calibro di Ganeev e più di recente di Grimailo, ma che soprattutto presenta una sfilza incredibile dei più difficili esercizi della disciplina, fra i quali il leggendario triplo salto mortale.

Di nuovo, la sola lettura dell’elenco degli artisti premiati (il cast è coordinato dall’esperto Urs Pilz) rende conto di un mondo straordinario, transnazionale, tenace, talentuoso, fedele alla tradizione ma aperto alle innovazioni, e soprattutto determinato a continuare a regalare emozioni per un futuro di cui non si vede la fine.
L’Italia era rappresentata dai fratelli Joe e Karel Sali con il loro numero di bolas argentine ma presentato con il carisma e la grinta del circo nostrano che proviene da generazioni di artisti.
In gara anche il Duo Skating Flash. Formato da Ursula Rossi (di origine italiana) e Leandro Zeferino (portoghese) hanno presentato un numero di pattini a rotelle su una piattaforma rialzata. Unendo il brivido del rischio al ritmo di una convincente e veloce performance su rotelle.
Ricordiamo che la presenza italiana continua ad essere importante dal punto di vista tecnico con Daris Huesca e Enrico Caroli alla direzione di pista, coadiuvati quest’anno da Tommy Cardarelli per quanto riguarda il coordinamento delle esigenze tecniche relative ai gruppi di animali.
Ma soprattutto da segnalare la presenza in giuria del nostro Flavio Togni, per altro record man proprio qui a Monte Carlo come artista più premiato della storia del Festival. E a sentire la competenza e l’entusiasmo del suo giovane figlio Bruno, promettente giocoliere che ha deciso di recente e nonostante l’aria che tira (o proprio per questo) di intraprendere il mestiere di ammaestratore di tigri, il circo classico non ha nessuna intenzione di ammainare la bandiera della sua tradizione.
È questo il circo dei sogni della Principessa Stephanie.

Torneremo sulla 42^ edizione del Festival di Monte Carlo con un servizio più dettagliato.

Short URL: http://www.circo.it/?p=41704

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