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Monte Carlo 2019, il Festival che osa

Si inaugura oggi il 43esimo Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo. Una edizione che si preannuncia straordinaria. Sulla pista del principato di Monaco può accadere di tutto e le sorprese non mancheranno nemmeno questa volta. Ma c’è molta aspettativa attorno ad alcuni grandi interpreti. Ecco quali.

di Alessandro Serena

Un circo Reale: è quello che regala il principato di Monaco da quasi mezzo secolo (Photo © – Festival International du Cirque de Monte-Carlo)

SAS la Principessa Stephanie ha di recente dichiarato che “il Circo deve alzare la testa. Deve evolvere, migliorare. Pur restando sé stesso, con tutti i suoi animali. Deve puntare sulla qualità, e trovare il coraggio di osare”. E di certo è quello che fa il Festival di Monte Carlo con un’altra edizione, la quarantatreesima, che si preannuncia straordinaria e del tutto in linea con le affermazioni della figlia del compianto Principe Ranieri di Monaco.
Per oltre quattro decenni (sono slittate tre sole edizioni) questa rassegna ha non solo raccontato, ma di fatto scritto la storia stessa del Circo mondiale. L’influenza dell’evento sull’arte, l’impresa, persino l’antropologia del settore circense è stata infatti di portata incalcolabile.

Grandi protagonisti ma pronostici sempre incerti
Anche il 2019 si annuncia come un’annata destinata a ricordarsi ottima, nel modo in cui accade per i vini migliori. Con protagonisti eccezionali. Nessun artista di circo è “figlio di un Dio minore” e si sono già visti pronostici certi che sono stati poi ribaltati. Numeri che sembravano avere già l’Oro in tasca andarsene scontenti o per contro outsider che non si aspettavano niente festeggiare stappando, appunto, pregiate bottiglie di champagne. Qui nel principato può accadere di tutto e per altro il cast di quest’anno è molto ricco e vario e può riservare molte sorprese. Di certo, però, inutile negarlo, c’è molta aspettativa in particolare attorno ad alcuni grandi interpreti.

Martin Lacey Jr (Photo www.laceys-lions.de)

Molto atteso l’inglese Martin Lacey, fra gli artisti più amati al Festival, già Oro nel 2010 e protagonista della performance dei “Tre Tenori” nell’edizione celebrativa del quarantennale con Nikolay Pavlenko e Giuseppe “Massimiliano” Nones in un’unica gabbia. Questa volta arriva in principato con un gruppo di 26 belve fra leoni, tigri e leonesse, presentate in due performance distinte ma con in comune precisione di movimenti, rapidità d’esecuzione, carisma dell’artista. Per altro è uno dei protagonisti assoluti delle ultime e più innovatrici tendenze dell’ammaestramento in dolcezza. Se i bookmakers suoi compatrioti si dedicassero anche alla più importante manifestazione circense del mondo è certo che a Martin Lacey sarebbero riservate le quote più basse.

Uno dei numeri che il Royal Circus di Gia Eradze porta al Festival di Monte-Carlo (Photo da montecarlofestival.mc)

Molta attesa anche per il grande gruppo del Royal Circus di Gia Eradze, uno dei maggiori rappresentanti della nuova ondata di artisti russi. In patria gode di enorme prestigio ormai da anni e anche all’estero la sua fama è aumentata di anno in anno. È stato capace di creare uno stile molto particolare ed esclusivo con un’estetica sfarzosa visionaria ed opulenta, ma sempre accompagnata da tecnica circense pura e di altissimo livello. Il risultato sono degli spettacoli di grande esito e che colpiscono la fantasia del pubblico. Creazioni artistiche che vedono sempre la presenza di un corpo di ballo ottimo e ben utilizzato, di idee originali e di costumi ed accessori scenografici ottimamente realizzati. In particolare Gia Eradze porta al festival cinque numeri straordinari tutti impaginati secondo il proprio canone estetico. A partire dal “quadro bianco”, un candido tableaux formato da un pianoforte suonato nel mezzo di fontane danzanti, sul quale si esibisce un forte equilibrista e dal quale parte in volo un passo a due ai tessuti aerei. La troupe Filinov alla doppia altalena russa con un ampio repertorio di esercizi fra i quali alcune figure curiose come le partenze da seduti. La troupe di cavallerizze “dgijite” di Ruslam Gazzaev, che declina al femminile un elenco di esercizi equestri più abitualmente eseguito da uomini. Il numero Amore Gitano, nel quale il cavallo Legion danza con il suo cavallerizzo Yuri Volodchenkov e la ballerina Avelina Kvasova in una performance assai coinvolgente. Molta curiosità per l’omaggio a “Fabergé” con sei coppie di trasformisti che danzano attorno a delle uova giganti che riproducono quelle realizzate dal celebre orafo per lo Zar di Russia a cavallo fra Otto e Novecento.
Il direttore artistico della rassegna, Urs Pilz, attinge a piene mani dalle più importanti rassegne del globo ed è bello notare come il nostro Festival di Latina sia da anni uno dei principali “canali di rifornimento” del principato di Monaco.

Virtuosi del corpo
Fra gli acrobati suscita molto interesse il numero di icariani dei fratelli Ruben e Flavio Diaz, giovani campioni della disciplina (trasmessa dal padre Angel) capaci di virtuosismi più unici che rari come il salto mortale in avanti piedi a piedi o la serie finale di sei doppi alternati a sei piroette.
Ha importanti possibilità di andare a podio anche l’esibizione di acrobatica in banchina della Troupe Rodion Prilepin sulle note di Yesterday dei Beatles e ispirata ai Fab Four anche in quanto ai costumi.
Il tifo dello chapiteau di Fontvieille sarà particolarmente caldo per l’adagio acrobatico di Charlotte e Nicolas. Non solo per la fluida qualità del delicato passo a due ma anche perché Nicolas è il primo artista nato e cresciuto nel principato che partecipa al festival. Ha praticato ginnastica e tuffi prima di frequentare le scuole di circo di San Francisco e Montreal, dove ha incontrato la canadese Charlotte con la quale ha creato questo numero coreografato da Tara-Jean Popowich. Hanno vinto un Argento nel 2016 a New Generation ma la creazione che presentano ora è del tutto nuova e lavorata appositamente.
Altra creazione originale, in rappresentanza del Circo Nikulin, il numero aereo della troupe Aliev, diretto dal regista Alexander Grimailov (pluripremiato in varie rassegne) e titolato Dante. L’autore è il capo troupe lo considerano una sinfonia aerea in quattro movimenti. Il primo vede la presentazione a sei metri di altezza di evoluzioni alle barre russe. Il secondo è un lavoro di banchina sempre ad alta quota. Il terzo un numero di voli aerei fra due porteur alla maniera coreana. Il quarto aumenta altezze e distanze sfruttando un’altalena russa con voli fino a dodici metri.
Il gufo e la gattina è il nome d’arte di Paul Tracogna (USA) e Adrienne Jack-Sands (Australia) che presentano un numero di danza al trapezio aereo dove in effetti lui porta tutte le tecniche del trapezio volante e lei quelle del balletto con passaggi di alto coefficiente di difficoltà e piuttosto rischiosi presentati senza cintura di sicurezza.
Il Kazakistan è rappresentato da Nazerke Merekekyzy e Yoka Konyrbaeva due giovani artiste del Kazakistan dell’Astana Circus che propongono degli equilibrismi su degli hoverboard, delle tavole in movimento continuo, quasi un’inedita disciplina circense che nasce da tradizioni lontane mescolate a nuove tecnologie.
La Cina è in gara con due numeri. La Troupe Acrobatica Nazionale, già pluripremiata al Festival, presenta un numero che porta il palo cinese o “pertica” ad un nuovo livello. Vengono infatti usati tre pali che si alzano e si abbassano con un effetto tra il Tetris e il cubo di Rubik e che permettono figure acrobatiche molto particolari. L’equilibrista Xing Yunwei presenta invece un numero di verticali su pile di bastoni. Una disciplina creata una trentina d’anni fa dal cubano Rokaky, ma reinterpretata da questo notevole atleta che arriva a circa otto metri di altezza.
Sempre in aria i Just Two Men. Due artisti ucraini, Artem Lyubanevych e Oleg Shakirov, scelti da S.A.S. la Principessa Stéphanie dopo averli visti a Mosca al Circo Nikulin durante il Festival dedicato ai giovani talenti. Ginnasti professionisti, vincitori di un Bronzo agli Europei della disciplina. Presentano esercizi che ricordano il mano a mano, compreso l’equilibrio di un artista su una mano sulla testa dell’altro, che si trova in spaccata sulle cinghie. Artem presenta anche un’esibizione in solitaria col palo aereo, disciplina in ascesa (quasi un gioco di parole) molto praticata in circhi, palcoscenici ma anche palestre.
Il virtuoso alla scala libera Robi Berousek della repubblica Ceca ha dovuto rinunciare all’ultimo minuto per un infortunio, il suo posto è stato preso dal nipote e compatriota Alan Sulc, specialista del bouncing, già Bronzo nel 2004, che di certo darà tutto per profittare al meglio di questa fortuita ma meritata opportunità.
Altri giocolieri gli ucraini 3J Juggling, Vlad Gapanovich, Maxim Golovchenko, e Evgeniy Pahalovich, diplomati alla Scuola di Kiev, uno degli istituti più prestigiosi al mondo, per poi frequentare lo Studio Raw Art sotto la direzione del coreografo Taras Pozdnyakov, il cui motto è “Scordatevi tutto quello che sapete sul circo”. Un numero con spirito underground che conserva ottima tecnica, già Argento nel 2017 a New Generation.

Uomini e animali
Come sempre varia ed interessante la parte dedicata agli animali. Oltre a quanto già citato i Gartner presentano un grande quadro famigliare composto da quattro elefanti e quattro giovani o giovanissimi. Fra i più noti ammaestratori di pachidermi al mondo, Joy Gartner ha già vinto qui un Bronzo nella 39° edizione, dopo aver già partecipato giovanissimo con il papà Joseph. Il tableaux mette in evidenza il rapporto di straordinaria dolcezza che nasce fra elefanti e bambini quando crescono insieme. Sono quattro femmine asiatiche: Belinda 54 anni, Sabine 51 anni, Baby 49 anni e Pira 48 anni. E quattro giovani Gartner: Joseph Junior 18 anni, Jacky 17, Maverik 16 e il giovanissimo Francy di soli 10 anni.
Marcel Kramer porta a Monte Carlo due numeri distinti, il primo con un gruppo di asini ed il secondo, decisamente più raro ed impressionante con cinque grossi bisonti, per un totale di ottocento chili di agilità.

Cesar Diaz (Photo Jean-Pierre Jerva)

Comicità garantita
Far ridere gli spettatori del festival non è mai cosa banale, ma quest’anno le risate sembrerebbero assicurate. La comicità è affidata al trio Without Socks (Senza Calzini) la nouvelle vague della clownerie russa con uno stile rapido ed efficace, già collaudato, oltre che nei più importanti stabili russi anche all’estero. E a Cesar Diaz, talento portoghese che ha appena terminato un’ottima stagione da Knie. Ispirato inizialmente dalla leggenda George Carl e da René Bazinet è stato capace di riproporne gli spunti con personalità e ritmo del tutto peculiari. Inoltre gli inglesi Fips & Beau in una classica entrata con secchi dell’acqua nella migliore tradizione delle pantomime comiche del Regno Unito.

Evviva il Circo
Insomma, come dice spesso Sas la Principessa Stephanie: “Que vive le cirque!” E ridiamo alla parola “evviva” il suo significato originale: è vivo! E a Monte Carlo gode pure di ottima salute.

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