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Mons. Perego: “Tra città e gente dello spettacolo rinasca l’amicizia”

di Giancarlo Perego (*)

È stata una festa di popolo quella che ha visto oltre 8.000 persone della gente dello spettacolo viaggiante – circensi, fieranti, lunaparchisti, musici e artisti di strada, gruppi folcloristici e madonnari – raggiungere in pellegrinaggio Roma il 30 novembre e il 1 dicembre, arrivando da tutte le regioni d’Italia e da diversi Paesi europei e del mondo, per manifestare al Papa la gioia di essere cristiani e di appartenere alla Chiesa. Il Papa li ha accolti a braccia aperte nell’aula Nervi, mai così arricchita da costumi e musiche di mondi della tradizione straordinaria dello spettacolo viaggiante e popolare italiana. Benedetto XVI ha ammirato con curiosità e interesse lo spettacolo dei giovani dell’Accademia circense, ha seguito commosso il racconto epico del puparo siciliano Cuticchio che ha concluso la narrazione con un invito alla pace in Medio Oriente, ha ascoltato le testimonianze appassionate di persone del mondo dello spettacolo viaggiante, che hanno descritto la propria esperienza di lavoro artistico, di studio, di vita familiare. Rivolgendosi alla gente dello spettacolo viaggiante il Papa ha ricordato che la Chiesa cammina con loro, ammirata non solo per lo speciale e originale linguaggio artistico con cui animano la festa, ma anche per i valori di cui il loro mondo è custode fedele: l’amore per la famiglia, la cura per i piccoli e gli anziani, l’attenzione ai disabili, lo spirito di accoglienza.
Tra città e gente dello spettacolo viaggiante deve rinascere un’amicizia che arricchisce entrambi: le piazze della città possono ritrovare il senso dell’incontro e della festa; lo spettacolo viaggiante un palcoscenico popolare per il proprio lavoro artistico. Il Santo Padre non ha mancato di ricordare i problemi che oggi rendono più difficile la vita di chi viaggia per amore della propria arte (l’istruzione dei figli, i permessi per gli spettacoli, la fatica di assumere lavoratori stranieri, …), auspicando che le amministrazioni pubbliche riconoscano la funzione sociale e culturale dello spettacolo viaggiante. Anche tra Chiesa – “essa stessa pellegrina” ha ricordato Benedetto XVI – e le famiglie dello spettacolo viaggiante deve crescere un’alleanza educativa. Le comunità parrocchiali non possono sentire come estranee alla propria cura le persone che anche occasionalmente arrivano nelle piazze per dare colore e calore soprattutto alle tradizionali feste popolari. Nelle famiglie dello spettacolo viaggiante le parrocchie possono ritrovare dei collaboratori per riscoprire il senso della festa insieme.
Il pellegrinaggio e l’udienza del Papa hanno dato vita nelle vie e nelle piazze di Roma a una festa popolare che le famiglie dello spettacolo viaggiante non dimenticheranno facilmente. È stata una festa che ha testimoniato il valore di gesti e incontri che nell’Anno della fede possono aiutare tutti nella Chiesa a sentirsi responsabili della “nuova evangelizzazione”.

(*) direttore generale Fondazione Migrantes

Pubblicato dalla Agenzia SIR

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