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Milano non ha vietato i circhi con animali. Solo una bufala animalista

Emanuele Farina

Emanuele Farina

Per chi segue il nostro sito e per chi conosce un minimo di diritto la precisazione che pubblichiamo potrebbe essere superflua, ma si rende necessaria per la confusione che si sta ancora una volta ingenerando, figlia di ignoranza o cattiva fede lasciamo giudicare a chi legge.
I media hanno scritto che il consiglio comunale di Milano ha approvato una mozione del Movimento 5 stelle che d’ora in poi vieterà i circhi con animali nel capoluogo lombardo.
Diversi giornali hanno titolato: “Il comune vieta l’utilizzo di animali nei circhi che vorranno sostare sul proprio territorio” oppure “stop autorizzazioni a circhi con animali”, con importanti agenzie di stampa nazionali che hanno scritto “niente più circo con animali a Milano” oppure “A Milano basta animali al circo”. Niente di più falso. O, per fare il verso ad un noto talent, falso falso falso. Ripetuto tre volte.
Normale, anche se faziosissimo, che i siti animalisti scrivano “grande vittoria animalista”, ma i giornali dovrebbero raccontare la verità e invece…
Una mozione è un atto di indirizzo “politico” che non ha alcun valore normativo. Anche un regolamento comunale che vieta i circhi con animali è destinato a soccombere, perché non può mettersi in contrasto con la legge che a livello nazionale disciplina la materia e che, invece, consente a tutti gli effetti i circhi con animali. Oltre alla normativa vigente c’è anche una consolidata e costante giurisprudenza che, è il caso di dirlo, ha dettato legge. L’ultima sentenza del Tar Emilia Romagna ha ribadito che “il potere generale dei Comuni di disciplinare e vigilare sull’esercizio di ogni attività che utilizzi animali sotto il profilo delle condizioni di igiene e sicurezza pubblica, non può condurre all’adozione di norme regolamentari che, a prescindere dal concreto verificarsi di situazioni di pericolo per l’igiene e la salute pubblica, prevedano in via preventiva e generalizzata il divieto assoluto di detenzione ed utilizzo di determinati animali negli spettacoli circensi”. Per concludere che “dalla legislazione italiana non è dato evincere divieti assoluti di impiego negli spettacoli circensi di animali appartenenti a particolari specie”.
Fra l’altro un punto della mozione approvata a Milano (in ossequio al “luogocomunismo” animalista) stabilisce che si debbano “creare le condizioni affinché tutta la popolazione venga meglio informata sulla materia e venga sensibilizzata tutta l’opinione pubblica a disertare spettacoli che sfruttano gli animali”. Siamo arrivati al totalitarismo animalista: qualcuno pensa di avviare l’indottrinamento stile gulag. Questo qualcuno ammetterà almeno che l’opinione pubblica possa ascoltare sia la campana animalista e sia il punto di vista del circo e di veterinari ed etologi che da decenni si occupano di questi animali, oppure i primi saranno promossi Indottrinatori Unici e Indiscutibili e per gli altri solo il gulag? Vedremo.
Come esempio avanzato di indottrinamento a senso unico non c’è che l’imbarazzo della scelta, ma su un servizio “giornalistico” in modo particolare è caduta la nostra attenzione perché propinato dal servizio pubblico. Informazione a senso unico e falsa sulla quale torneremo a breve annunciando gli sviluppi e portando alla luce una scandalosa pratica mistificatoria e vergognosamente di parte, nella speranza che il servizio pubblico possa arrossire, scusarsi e pagarne le conseguenze.

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