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Latina, giornata del circo: il funerale dell’informazione

di Antonio Buccioni, presidente Ente Nazionale Circhi

C’era una volta il Corriere della Sera

Leoni in piazza a Latina, presentati da Redy e Denny Montico, e migliaia di persone a godersi lo spettacolo

Leoni in piazza a Latina, presentati da Redy e Denny Montico, e migliaia di persone a godersi lo spettacolo

E’ stato, forse per larga parte del ventesimo secolo, il faro luminoso e di riferimento della informazione italiana, regalando agli allora lettori, direttori del calibro di Giovanni Spadolini, Piero Ostellino, Ugo Stille, autentica garanzia di informazione puntuale, senza sconti, a volte spietata, ma allo stesso tempo limpida, equilibrata e non asservita a nessuna causa che non fosse palesemente nobile.
Assistere, non al declino, ma addirittura al precipizio di faziosità del Corriere della Sera, lascia sgomenti chi lo ha apprezzato per buona parte della propria esistenza.
Dal punto di vista del circo il Corriere ha fatto la scelta animalista e da quel momento ha iniziato a dare ai propri lettori una informazione a senso unico.
L’ultimo esempio riguarda il martirio di Roberto Gerardi, che è stato minimizzato e relegato nelle edizioni locali. Nemmeno la considerazione per la morte di un uomo che è caduto per difendere il proprio lavoro, vittima di un manipolo di esagitati violenti e perditempo, ha fatto aprire gli occhi al Corriere.
Invece nell’edizione nazionale di sabato, una intera pagina (25) il Corriere ha dedicato alla esibizione dei felini a Latina. In particolare lo ha fatto attraverso Danilo Mainardi, uno dei tanti prototipi di un’Italia che sforna senza sosta gli arbitri in terra del bene e del male, ma che a forza di pontificare su tutto e su tutti ci hanno condotti nelle condizioni di avvilimento morale e socio-culturale, prima ancora che economico, nel quale siamo sprofondati.
Mainardi sarà anche uno studioso di livello ma nella sua presa di posizione denuncia tutti i limiti di una visione antistorica dei problemi, e per questo la tesi che elabora gli può essere tranquillamente rimbalzata: il vecchio è rappresentato da lui e da chi la pensa come lui. Grazie a Dio, alle sorgenti del fiume del mondo, l’offensiva animalista si va esaurendo come tutti i fenomeni degenerativi, e per una semplice ed elementare ragione: perché portata alle estreme conseguenze deve fare i conti con un problema di sopravvivenza dell’uomo. In altre parole, nei paesi dove la convivenza tra uomo e animale passa inevitabilmente per scelte definitive, e quindi va considerata la sorgente del fiume, l’uomo sta recuperando il suo sacrosanto diritto a sopravvivere. Mainardi in ultima analisi pensa che noi siamo gli ultimi di ieri, e non si rende conto che siamo semplicemente, nel nostro piccolissimo, i primi di domani, quelli che attraverso una serie di scelte autodeterminate stanno arrivando a concludere una profonda revisione del rapporto tra uomo e animale. In quale direzione? Non nel senso dell’assenza di regole o dell’affermazione di criteri di supremazia, ma come la conseguenza di un rapporto di amore e di confronto con risultati palesemente ammirabili da chiunque abbia l’onestà intellettuale di percepirli. In ultima istanza, vedere Mainardi accomunato a elementi come Michela Vittoria Brambilla desta sincera commiserazione.
E’ ora, e i campanelli nella società stanno pullulando e tintinnano in maniera sempre più squillante, che i santoni, gli arbitri in terra del bene e del male, i tuttologi, regrediscano nel loro ruolo, che si è rivelato di una negatività devastante e lascino al popolo che lavora e si misura coi problemi di sopravvivenza di ogni giorno, la capacità di autodeterminarsi perché è estremamente più maturo e meno abbisognevole di sollecitazioni di questi orientatori del pensiero unico, che non si capisce perché dovrebbero essere ascoltati e seguiti come maestri visto quello che hanno contribuito a determinare.

L’one woman show della speaker di Tgcom24
tgcom24Riconoscere a certi servizi la dignità di notizia giornalistica è impresa ardua. Somigliano molto di più alle veline dei tempi andati. Mai che una di queste testate ciecamente votate alla causa animalista, decida, ad esempio, di dare la parola anche al mondo del circo. Senso unico obbligatorio. Ora dettato anche dal padrone: con la scelta “micio micio bau bau” dell’ex Cavaliere, ex Senatore, ex Presidente Silvio Berlusconi, per le reti Mediaset schierarsi è diventata solo una conseguenza.
Se ci fosse l’Oscar della menzogna sistematica, certa stampa non avrebbe rivali nell’acquisire quello di platino e anche tempestato di diamanti. Fra le tante Autority inutili che ci sono in Italia ce ne vorrebbe una invece utilissima, che accertasse i coefficienti minimi di verità che certi servizi giornalistici propongono a tanti milioni di italiani.
La speaker di Tgcom24 non c’era a Latina, io si e di conseguenza sciorinare le menzogne che ha concentrato in un servizio pieno di livore e di odio assolutamente dietro commissione, e cioè non frutto del suo pensiero ma di decisionni a monte, sconfina palesemente nell’impudicizia. Per limitarci a pochi esempi, quel servizio contiene:
una menzogna aritmetica, cioè qualcosa che s’insegna all’asilio di infanzia: i cuccioli di leone erano sette, non tre come riferisce la speaker e come si legge sul sito di Tgcom24;
una menzogna climatica: non ero in maniche di camicia, indossavo il giubbino, a riprova che c’era una brezza primaverile ancora piena di freschezza e nulla di “bollente”;
una menzogna sociologica: altroché “contestata da tutti”. C’erano 2000 persone a Latina che sono rimaste deluse quando si è detto loro che l’esibizione era finita perché sarebbero rimaste incantate per un’altra ora a seguire una lezione resa con semplicità e con chiarezza da Gaetano e Redy Montico;
una menzogna risibile relativa al benessere degli animali: il solo guardarli testimoniava uno stato di ottima salute, benessere e totale assenza di stress. “Depressi, stanchi, magri”? Quali cuccioli ha visto la speaker? Conoscendo poi la competenza e l’amore con cui un addestratore come Redy Montico cura i propri cuccioli, è inutile perdere altro tempo su una fandonia di queste proporzioni.
Un bel cocktail di bugie, non c’è che dire.

Imminente attaco animalista alla Bibbia: nel mirino Abramo
Apprendiamo da fonti riservate, ma certe, che all’inizio della settimana Santa sta per scatenarsi una nuova offensiva animalista che ha questa volta come bersaglio vicende fondamentali dell’Antico Testamento. In particolare sarebbe sotto attenta osservazione il comportamento di Abramo che in luogo di sacrificare alla divinità suo figlio Isacco, ha preferito – scatenando le ire postume della Brambilla e delle marionette senza fili di cui si è circondata anche nella edizione del Tg5 di sabato – al suo posto massacrare un povero agnello che passava casualmente per il Monte Moriah.
E’ meglio finire con una nota di colore. D’altra parte senza tema di blasfemia, è noto infatti che sono cattolico, il tema della settimana santa ha sempre offerto spunti di divagazione divertente sui quali la Chiesa cattolica non ha mai avuto nulla da rimproverare. Per cui chiudo ricordando una barzelletta che portava buonumore negli anni della mia prima giovinezza.
Pilato chiede alla folla: chi volete libero, Gesù o Barabba?
Il popolo risponde: Barabba!
Pilato domanda ancora: chi volete libero Gesù o Barabba?
Il popolo ripete: Barabba!
E Pilato: va bene, allora Barabba libero e Gesù stopper ma si perdemo so’ caz.. vostri.

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