Notizie ENC

Assemblea generale Enc il prossimo 8 marzo

Il presidente Buccioni insieme al Papa all'Udienza generale dell'11 gennaio scorso

Si tiene l’8 marzo 2012 presso la sede dell’Agis in Roma l’assemblea generale dell’Ente Nazionale Circhi. Si tratta di un appuntamento estremamente importante per tutta la categoria, non solo per le tante questioni calde che sono sul tappeto, ma anche per l’obiettivo che il presidente Antonio Buccioni intende raggiungere: riunire tutto il settore e far si che anche gli attuali non iscritti all’Enc possano aderire all’associazione. “Sono a disposizione dei non soci e lo sarò fino al giorno 8 marzo, in particolare dalle ore 12 alle 13.45″, dichiara il presidente Buccioni, “per accogliere nuove adesioni”. Ma poi a partire dall’assemblea si aprirà una fase nuova: “Anzitutto all’assemblea generale, che avrà inizio alle ore 14, potranno partecipare solo i soci iscritti e i loro invitati, e da quel momento l’Enc concentrerà i propri sforzi a favore degli associati, in una contingenza nella quale è richiesto di serrare le fila e dedicare le energie a difendere e sviluppare la presenza del circo in un contesto generale non semplice da diversi punti di vista. E’ chiaro che chi deciderà di stare fuori non potrà beneficiare dei frutti dell’impegno dell’Enc”. Fra gli argomenti sui quali si concentrerà l’attenzione dell’associazione, ai primi posti quello che riguarda gli animali: “Stiamo esaminando la questione, e lo faremo nelle prossime settimane anche con l’ausilio di esperti (veterinari, etologi, studiosi del comportamento animale) insieme ai quali costituiremo un tavolo di lavoro interno al fine di predisporre, in tempi brevi, nuove regole e norme in materia di trattamento degli animali”, fa sapere Buccioni. Poi la questione delle piazze, delle forniture elettriche e del gas, la nuova legge quadro dello spettacolo dal vivo… C’è molta carne al fuoco, insomma, ma la nuova strategia dell’Enc per il 2012 è quella di chiamare a raccolta tutti i circhi italiani, nemmeno uno escluso, nell’alveo dell’unica associazione di categoria, “perché solo così potremmo ottenere ciò di cui c’è bisogno per il bene del circo italiano”.
10.2.2012

Permessi di soggiorno per i cittadini extracomunitari impegnati nei circhi

A seguito della convenzione stipulata tra il Ministero dell’Interno e Poste Italiane SPA, ai sensi dell’art. 39, comma 4 bis della Legge 16 gennaio 2003, n. 3, come modificato dall’art. 1 quinquies, della Legge 12 novembre 2004, n.271, le istanze di rilascio e rinnovo di permesso e carta di soggiorno per cittadini extracomunitari debbono essere presentate dall’interessato presso gli Uffici Postali abilitati; è stata quindi riformulata la metodologia del rilascio del Permesso di Soggiorno per tutti i cittadini extra UE e neocomunitari. Gli stessi devono richiedere il permesso di soggiorno tramite gli Uffici Postali (compilando un modulo – kit – consegnatogli personalmente) inviando una raccomandata, per essere poi chiamati dall’ufficio immigrazione due volte: la prima, convocati con lettera raccomandata, per essere sottoposti ai rilievi foto-dattiloscopici, nei casi previsti dalla legge; La seconda volta per il ritiro del documento di soggiorno. Ma il Circo, così come lo spettacolo viaggiante, di norma, cambia città ogni settimana e quindi, al lavoratore interessato è quasi impossibile ricevere la raccomandata di convocazione presso l’ufficio immigrazione e comunque tornare nella città di richiesta che il più delle volte è lontano centinaia di chilometri.
Inoltre, la modulistica non tiene in considerazione le attività circensi e dello spettacolo viaggiante, nè per quanto concerne l’assunzione (la quasi totalità del personale extra UE viene assunto con l’art. 27 lettera L – senza la possibilità di cambiare datore di lavoro) nè per quanto concerne l’abitazione che per sua natura non può essere certamente con le norme di abitabilità normali (tutti i circensi vivono in roulotte e carovane). Altre ed analoghe tipologie di richieste sono direttamente rivolte alle Questure senza passare dagli Uffici Postali e sono tra le altre, Richiesta asilo politico, Gara Sportiva, Vacanze studio ecc.
Per queste ragioni, fra le proposte per le misure di sviluppo per le imprese culturali a costo zero per la finanza pubblica, avanzate dall’Agis al governo, c’è anche la richiesta che, anche per il settore dei Circhi e dello Spettacolo Viaggiante, per le istanze di rilascio e rinnovi di permesso e carta di soggiorno per cittadini extracomunitari, occupati presso circhi equestri e spettacoli viaggianti, (muniti di nulla-osta ex art 27 decreto legislativo 286/98 lettera L), ci si possa rivolgere alla Questura del Comune in cui si trova il circo o a quello della sede legale del complesso, il che attuerebbe una notevole semplificazione burocratica a costo zero per la finanza pubblica.
13.1.2012

MiBac: le scadenze per le richieste di contributo

La Direzione generale Spettacolo dal Vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali informa che il termine di presentazione delle domande di contributo 2012 è unificato e fissato al 31 gennaio 2012 per tutti i settori dello spettacolo dal vivo.
Per alcune tipologie di contributo dei settori circense e dello spettacolo viaggiante, restano vigenti i termini previsti dal D.M. 20/11/2007: contributi per acquisti dello spettacolo viaggiante art. 14, anno 2012: domande dal 1 gennaio al 31 ottobre 2012; contributi per evento fortuito art. 12, per entrambi i settori, entro 60 giorni dalla data dell’evento e comunque entro 60 gg. dal 1 gennaio dell’anno successivo; contributi per difficoltà di gestione art. 13, per entrambi i settori, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello cui si riferisce il contributo.
2.1.2012

Il decreto “salvaitalia” ha soppresso l’Enpals

L’Agis si riserva di conoscere con precisione il testo definitivo del decreto “Salva Italia”, “augurandosi che oltre a quanto ampiamente pubblicizzato dai media contenga anche misure specifiche per lo sviluppo e la crescita delle attività di spettacolo, tanto più in considerazione del fatto che molte norme sollecitate dall’Agis al governo sono a impatto economico zero”. Così dichiara il presidente dell’Agis, Paolo Protti sulla manovra economica presentata dal governo.
“Certamente preoccupa e non convince la soppressione dell’Enpals – aggiunge Protti -. L’istituto di previdenza aveva ritrovato un suo equilibrio positivo e aveva generato un accantonamento che poteva essere indirizzato alla costituzione di un sistema di welfare per lo spettacolo, per il quale si battono da tempo le imprese e i lavoratori del settore. L’Agis chiede dunque fermamente che il fondo di riserva dell’Enpals rimanga vincolato e destinato a coloro che con i propri versamenti hanno contribuito a renderlo importante e significativo”. (Agis-Notizie di Spettacolo)

8.12.2011

Le nuove commissioni MiBAC per lo spettacolo dal vivo

ROMA – 2 NOVEMBRE 2011 – Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan, con decreti firmati il 12 ottobre ha designato i componenti delle commissioni consultive per lo Spettacolo dal vivo, presiedute dal direttore generale Salvo Nastasi. Le Commissioni saranno successivamente integrate dai componenti designati dalla Conferenza per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le Province Autonome e dalla Conferenza per i rapporti fra lo Stato, le città e le autonomie locali.

Componenti Commissione Consultiva Musica:
Umberto SCARPETTA – ESPERTO
Antonino MARCELLINO – ESPERTO
Antonio FRIGE’ – ESPERTO
Vincenzo DE PAOLA – ESPERTO
Piero RATTALINO – ESPERTO LIRICA
Marco TUTINO – ESPERTO LIRICA

Componenti Commissione Consultiva Teatro:
Luciano ARGANO – ESPERTO
Maurizio GIAMMUSSO – ESPERTO
Fabrizio CALVINI – ESPERTO
Annamaria GRANATELLO – ESPERTO

Componenti Commissione Consultiva Danza:
Carmela PICCIONE – ESPERTO
Valerio TONIOLO – ESPERTO
Miriam BRANCIA – ESPERTO
Gabriella FURLAN MALVEZZI- ESPERTO

Componenti Commissione Consultiva Circhi e Spettacolo viaggiante:
Roberto MORANO – ESPERTO
Massimo MALAGOLI – ESPERTO
Iones REVERBERI – ESPERTO
Francesco CARDARELLI – ESPERTO

Notizia pubblicata da Il Giornale dello Spettacolo
3.11.2011

Buccioni: “I circhi in Italia operano in condizioni mortificanti”

Antonio Buccioni, presidente Enc, e Luca Verdone al Festival del Film di Roma (foto Circo.it)

Ultimo è stato il recente Festival del Film di Roma a rendere omaggio al Circo italiano con ben due appuntamenti. Il primo è la proiezione del film di Luca Verdone “La meravigliosa avventura di Antonio Franconi” sul cammino artistico ed umano del fondatore di una grande dinastia circense; il secondo è la presentazione della versione restaurata de “Il più comico spettacolo del mondo”, di Mario Mattoli, con Totò, film del 1953 che rifà il verso a “Il più grande spettacolo del mondo”, di Cecil DeMille. 
“E’ stata per noi motivo di grande soddisfazione l’attenzione che il festival ha dedicato al Circo, che ha potuto così essere qualitativamente e significativamente ben presente alla manifestazione”. Questo il commento di Antonio Buccioni, presidente dell’Ente Nazionale Circhi da febbraio scorso, al quale chiediamo quale sia oggi la qualità artistica del Circo italiano.
“Ricordo – risponde – che quest’anno Flavio Togni è diventato l’artista più ‘medagliato’ della storia del Festival del Circo di Montecarlo. Ma aggiungo anche che al di là delle singole stelle c’è una eccellente generazione di artisti, in buona parte uscita dall’Accademia del Circo, fondata e presieduta dal nostro decano, Egidio Palmiri”.
Ma, al di là degli omaggi e dei premi, come vanno le cose per il Circo?
“Possiamo dire – continua Buccioni – che c’è un dato sicuramente positivo rappresentato dall’eccellente stato di salute del circo nel mondo. E non parlo solo dello spettacolo classico ma anche delle novità nate e cresciute in questi anni. Oggi ci sono realtà assolutamente rassicuranti non solo dal punto di vista artistico ma anche economico e strutturale”
Venendo all’Italia?
“Ancora due dati positivi: l’abbraccio di un pubblico affezionato e fedele, uno zoccolo duro non scalfibile, e l’animo eroico di tanti circensi che mettono la tradizione alla base del loro impegno. Per il resto, le condizioni di mortificazione in cui l’attività dei circensi si svolge in Italia avrebbero piegato qualsiasi altra attività di spettacolo”.
Addirittura mortificazione?
“Basta guardare ai fatti. Ci sono poco meno di cento complessi operanti in Italia, e la metà di questi svolge attività continuativa. In tutto, prendono dallo Stato due milioni di euro. Poi c’è un altro milione e 300 mila euro destinato a una serie di lodevoli istituzioni come l’Accademia del Circo, la Casa di riposo, il Centro di documentazione, attività editoriali e alcuni festival. E questo è tutto perché il Circo non riceve un euro dagli enti territoriali. Ciò significa che non esiste in Italia un solo complesso che potrebbe vivere di contributi pubblici. Questa è, credo, una specificità del solo mondo del Circo”.
E’ così difficile il rapporto con gli enti territoriali?
“C’è un semplice confronto che dice molte cose: in questo mese di novembre, a Parigi si svolgono i cosiddetti Gala. Sono spettacoli circensi che vengono venduti alle grandi imprese private. In questa occasione, quattro o cinque complessi vengono installati nel Bois de Boulogne. A fronte di ciò, sono trent’anni che non viene concessa ad un circo nemmeno la parte meno nobile di Villa Borghese, a Roma. Quello degli spazi è un problema che già vent’anni fa sollevammo insieme all’Agis, con clamore anche mediatico. Oggi, gli stessi Togni, che hanno piantato i loro chapiteaux nella Piazza Rossa a Mosca, nelle principali città tedesche, nella stessa Parigi, non provano nemmeno più ad ottenere uno spazio significativo in una città italiana e cercano aree marginali”.
Una situazione indubbiamente non gratificante.
“A cui si aggiungono le diverse sovrintendenze che gravano sulle città e che hanno ciascuna le proprie regole. Ma c’è di più, perché anche nel campo delle regole ci si scontra con comportamenti contraddittori. Per esempio, mentre vengono negati ai complessi circensi gli spazi, e ciò in violazione di una legge tuttora operante, la 337 del 1968, agli stessi complessi si chiede il rispetto di norme che riguardano la stabulazione degli animali, che ovviamente necessita innanzitutto di spazi adeguati”.
Il rapporto tra Circo e animali è sempre stato un tema delicato.
“Certo, ed è un tema fondamentale sul quale vogliamo essere chiari. Noi siamo più che favorevoli al corretto rapporto tra gli animali e lo spettacolo circense. Oggi nei nostri complessi opera il 25% degli animali che c’erano ancora negli anni ’60. Abbiamo rinunciato, con senso di responsabilità, all’impiego di animali come i primati o gli orsi. Vediamo con assoluto favore, anche a costo di sacrifici economici di tutto rispetto, l’evolversi della normativa sul trattamento degli animali. E’ nostra ferma intenzione continuare a migliorare sempre in questo campo. A fronte di ciò, però, ci si impongono condizioni sempre più onerose, negandoci allo stesso tempo gli strumenti essenziali per fare il nostro lavoro”.
Quali sono gli altri problemi dei circhi?
“Per esempio, il rapporto con le aziende fornitrici di energia elettrica, che cambia senza tenere in alcun conto le proposte avanzate da noi e dallo spettacolo viaggiante. E quello con Trenitalia, che si è stravolto dopo l’esaurimento dei fondi pubblici a ciò destinati e che tanto positivamente avevano influito nel rapporto con le ferrovie”.
Il Giornale dello Spettacolo sta cercando di capire se la tv possa essere uno strumento di promozione del cinema in sala. Per il circo com’è la situazione?
“Per noi la Rai è stata sempre un buon veicolo promozionale. Ha dato spazio anche a singoli artisti ospitati in vari programmi. E il Circo è stato di supporto alla televisione pubblica. Ora, che siamo relegati praticamente solo su RaiTre, riusciamo a fare il 10% di share anche in replica. E sono risultati importanti per quella rete. Con un utilizzo ben calibrato del nostro prodotto in tv potremmo essere ancora più presenti sulla Rai e su altre reti”.

L'assemblea Enc dello scorso maggio

Veniamo all’Ente Nazionale Circhi. Com’è il rapporto con i soci?
“In tempi in cui la Fiat lascia Confindustria, la Scala non è più nell’Agis, evidentemente le cose stanno cambiando per tutti e quindi anche per noi. Io continuo a credere in un modello neocorporativo di tipo americano. Ma oggi è più difficile far comprendere l’importanza dell’associazione, dello stare insieme, della necessità di versare le quote sindacali. Quello che paga, ritengo, è il rapporto personale con la singola impresa. Siamo poco meno di cento, come ho già detto. Ebbene, bisogna intessere un dialogo con ciascuna impresa, per far toccare con mano l’importanza dell’appartenenza. E’ quello che sto facendo”.
In questo quadro non facile, come vede il Circo tra dieci anni?
“Il Circo esisterà ancora perché esiste un pubblico che lo vuole fortemente ed esistono degli artisti che fanno onore al loro mestiere. Certo, però, che deve cambiare il rapporto con le istituzioni. Non si potrà tornare ai tempi di una volta ma deve finire questo medioevo spirituale e culturale che ci circonda. Deve, insomma, ‘passare la nottata’, altrimenti il problema non sarà solo quello di sapere cosa accadrà del Circo o dello spettacolo in generale. E l’Italia deve fare più di altri perché le differenze tra Sanremo e Mentone, tra Como e Chiasso sono troppo forti ed evidenti. La via è quella di riportare al centro della nostra attenzione la nostra dimensione culturale e spirituale”.
Luigi Filippi
Il Giornale dello Spettacolo

28.10.2011

Agevolazioni comunitarie anche alle piccole e medie imprese del circo

Il presidente Agis, Paolo Protti

“Il presidente Agis, Paolo Protti, ha avuto un incontro informale con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Molti gli argomenti affrontati, riguardanti lo spettacolo”. Lo si legge in una nota Agis che spiega: “Le proposte Agis sono articolate in due parti: la prima investe la responsabilità del governo e consta di proposte che potrebbero essere incluse nel cosiddetto decreto Sviluppo. La seconda riguarda il Parlamento e concerne disegni di legge e norme già all’esame di Camera e Senato, la cui approvazione è organicamente correlata all’ipotesi di sviluppo che motiva l’emanazione del prossimo decreto”.
Fra queste c’è anche la proposta di emendamento, presentato e non ancora discusso, al disegno di legge n.2626 e abbinati per l’estensione delle agevolazioni comunitarie delle Piccole e medie Imprese alle Imprese di spettacolo (la proposta è stata recentemente dichiarata inammissibile, n.d.r.):
“Si richiede l’approvazione del seguente emendamento presentato per la discussione
1. Agli organismi dello spettacolo, nelle diverse articolazioni di generi e di settori di attività cinematografiche, teatrali, musicali, di danza, di circhi e di spettacoli viaggianti, nonché a quelli che operano nel campo dei servizi o dei beni culturali, costituiti in forma di impresa, è riconosciuta la qualifica di piccola e media impresa ai sensi della disciplina comunitaria vigente in materia.
2. Le imprese di cui al comma 1 usufruiscono delle agevolazioni nazionali e comunitarie previste dalla normativa vigente per le piccole e medie imprese, in attuazione del decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 238 del 12 ottobre 2005. (Il costo è assorbito dai fondi, anche europei per il sostegno alle medie, piccole e micro imprese)”.
Inoltre, fra i provvedimenti che giacciono in Parlamento e per i quali l’Agis chiede l’urgente ripresa della discussione, c’è anche la “Legge quadro per lo spettacolo dal vivo”.
21.10.2011

Niente “buttafuori” per circhi, cinema e teatri

Il sottosegretario Mantovano stamattina al Senato ha tolto definitivamente ogni dubbio. Rispondendo a una interrogazione dei senatori Rutelli e Bruno, ha detto che cinema, teatri e circhi non saranno obbligati a dotarsi dei “buttafuori”.
“Un conto è istruire, formare e tenere il registro delle persone addette alla sicurezza per una discoteca o un rave party – è il commento del senatore Bruno – altro è farlo per i cinema e i teatri, in particolare oggi che questa fondamentale industria, che dà lustro al nostro Paese, che crea occupazione e prodotto interno lordo, versa in tali difficoltà”.
Quello del sottosegretario Mantovani è il chiarimento che, seppure in ritardo e dopo interpretazioni della norma che avevano lasciato pensare al peggio, chiude questa vicenda.

20.10.2011

L’Ente Circhi scrive al Comune di Genova

Ecco il testo della lettera che il presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni, ha inviato al sindaco del Comune di Genova relativamente al problema della “piazza” che – secondo quanto scrive la stampa – l’amministrazione avrebbe intenzione di non mettere più a disposizione dei complessi circensi e dello spettacolo viaggiante. Il presidente Buccioni è anche in contatto con l’assessore Giovanni Vassallo e con l’Ente Fiera di Genova, titolare dell’area in questione, e segue personalmente la vicenda.

Apprendiamo dalla stampa di Genova (in particolare da un articolo de Il Secolo XIX del 18 c.m., dal titolo “Piazzale Kennedy, maxi parcheggio in arrivo”) che sull’area in questione l’Amministrazione Comunale avrebbe deciso di dare “lo sfratto a luna park e circo”, senza offrire nessuna prospettiva alternativa ai circhi.
“Il Comune lancia la sfida di piazzale Kennedy, destinato a diventare il più grande polmone pubblico della sosta mai realizzato in città. Il progetto parla dell’istituzione di due nuove rotatorie e della creazione di 800 posti auto disponibili tutto l’anno. (…) A gennaio, se si troverà l’accordo, il via ai lavori”.
In relazione, l’Associazione di categoria dei circhi italiani, con la presente tiene a sottolineare che l’art. 9 della legge 18 marzo 1968 n. 337 – la quale regola l’attività dei circhi e dello spettacolo viaggiante – stabilisce che:
“Le amministrazioni comunali devono compilare entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge un elenco delle aree comunali disponibili per le installazioni dei circhi, delle attività dello spettacolo viaggiante e dei parchi di divertimento.
L’elenco delle aree disponibili deve essere aggiornato almeno una volta all’anno. (…)
Le modalità di concessione delle aree saranno determinate con regolamento deliberato dalle amministrazioni comunali, sentite le organizzazioni sindacali di categoria”.
Il tenore della normativa è indubitabilmente chiaro: il Comune ha l’obbligo di mettere a disposizione quantomeno un’area adeguata ad ospitare i circhi, che altrimenti verrebbero a trovarsi nella oggettiva impossibilità di esercitare la loro attività, riconosciuta – ed anzi sostenuta – dallo Stato con leggi e finanziamenti appositi.
Le saremmo pertanto grati, Preg.mo Sindaco, se volesse informare lo scrivente circa la problematica in questione, annunciandoLe sin d’ora che ci riserviamo di tutelare le imprese associate nel caso in cui venissero a trovarsi nella impossibilità di svolgere la loro attività nel comune di Genova.
L’occasione mi è gradita per porgerLe i migliori di auguri di buon lavoro e inviarLe

Cordiali saluti

IL PRESIDENTE
Antonio Buccioni

19.10.2011


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