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Il presidente Enc ha incontrato la Commissione circhi e spettacolo viaggiante

Il presidente Enc, Antonio Buccioni

Il presidente Enc, Antonio Buccioni

Nei giorni scorsi il presidente Enc, Antonio Buccioni, ha incontrato i membri della Commissione consultiva ministeriale per i circhi e lo spettacolo viaggiante, composta da Valeria Campo (con funzioni di presidente), Domenico Siclari, Elio Traina, Iones Reverberi (rappresentante della Conferenza Stato-Regioni e Province Autonome) e Leonardo Angelini (rappresentante Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali).
Si è trattato di un incontro molto proficuo, che si è protratto per circa un’ora e mezza, nel corso del quale il presidente Buccioni ha avuto l’opportunità di illustrare il punto di vista della Categoria su alcune problematiche di primaria importanza per l’attività dei circhi, e dialogare con i commissari.
Fra i temi più sottolineati dal presidente Enc, la cronica e sempre più problematica assenza di aree pubbliche, che invece costituiscono il pilastro irrinunciabile per poter esercitare un’attività che necessita ovviamente di spazi sui quali posizionare chapiteau e attrezzature varie. In buona sostanza è la conditio sine qua non, che invece è venuta a cadere. La legge 337 del 1968 ne ha previsto l’obbligo (insieme ai Regolamenti di disciplina) per i Comuni ma mai norma statale fu più inapplicata. Buccioni ha ribadito che lo Stato è venuto meno al patto d’onore e legislativo che aveva sottoscritto con l’entrata in vigore della 337 e fra le diverse ripercussioni negative a danno dei circhi, ha ricordato che le imprese del settore ne hanno fatto le spese anche dal punto di vista della sperimentazione artistica in quanto le urgenze che i direttori devono ogni giorno affrontare per “sopravvivere”, in primis per reperire e rendere idonee le aree private, distolgono sempre più da altre priorità.
Un altro argomento sul quale è caduta l’attenzione del presidente, è stato quello dei contributi inerenti il Fus: un dato risulta chiaro su tutti, cioè l’esiguo numero dei circhi ammessi a contributo per il triennio 2015-17: solo 13. E’ facile dedurre che il Decreto di riforma del Fus non appare adeguato alle esigenze e dunque occorrerà mettere in atto i dovuti miglioramenti. Sempre in materia di contributi Buccioni ha rimarcato che vanno sostenute le attività che sono inquadrabili nelle due voci di cui all’art. 4 della legge 337/68, ovvero i circhi e le arene ginnastiche. Al riguardo l’elenco delle attrazioni parla chiaro. Arene ginnastiche: “Trattasi di piccoli complessi muniti di una modesta attrezzatura, ma privi di tendone di copertura”. Circhi equestri: “Attrezzature mobili costituite principalmente da un tendone di misure diverse, sostenuto da pali centrali, sotto il quale è collocata una pista su cui si esibiscono artisti, clown, ginnasti, acrobati, animali. Il pubblico che assiste è in genere collocato intorno alla pista”. Il Fus destinato ai circhi deve finanziare i complessi che rientrano in queste due categorie, non altro. Anzi, alta dovrà essere la vigilanza per evitare ogni genere di “furbizia”. A questo proposito Buccioni ha fatto un esempio molto calzante: sarebbe come se il Mibact decidesse di assegnare il contributo alla Ferrari perché è il circo della Formula 1. Da ultimo Buccioni ha illustrato alla Commissione il progetto Arcipelago, che di recente su impulso e regia dell’Enc ha visto riuniti a Roma tutti i suoi protagonisti.

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