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Clio Togni, la sirena italiana

Clio Togni

Clio Togni

“Per me è stata normale, non conosco un altro modo”. La risposta di Clio Togni quando le chiediamo della sua infanzia in una famiglia circense rivela la distanza che separa i “fermi”, per cui il mondo sotto il tendone appare sempre esotico e straordinario, e gli artisti del ring che invece lo vivono in maniera quotidiana e concreta e per i quali il circo è sì la parte centrale delle loro vite ma non l’unica. Conoscere un po’ più a fondo la storia di performer come Clio permette di superare qualche semplificazione, ritrovando la persona dietro l’artista e scoprendone la complessità.
“Non ho proprio deciso di essere circense, il sangue circense ce l’ho nelle vene”. Classe 1991, nata a Bielefeld in Germania, dove lavoravano i suoi genitori (Susan e Loris Togni), Clio sogna fin da piccola di diventare contorsionista ma col passare del tempo si innamora delle verticali. A 14 anni si iscrive all’Accademia del Circo di Verona, vera e propria fucina di artisti. “E’ stata un’opportunità fantastica, grazie all’Accademia ho potuto realizzare i miei obiettivi sportivi. Non è facile frequentarla, ma con pazienza e tanta volontà si può fare tutto”. A 15 anni, ancora prima di diplomarsi, ha modo di esordire con delle piccole performance in Italia: “Ho lavorato molto duro per arrivare dove sono oggi. A 18 anni feci uno spettacolo in famiglia e mi vide uno dei direttori più importanti d’Europa, Bernhard Paul del Circo Roncalli. Mi offrì un contratto per l’anno successivo e lavorai con lui per due anni; quell’esperienza mi ha aperto molte porte”.

Clio a Master con Fabio Montico, Bruno Meggiolaro e David Larible

Clio a Master con Fabio Montico, Bruno Meggiolaro e David Larible

Quando si ha a che fare con un Togni si finisce sempre per parlare della gloriosa storia di famiglia, ed in effetti si tratta di un’emozionante saga, ricca di successi e di artisti dal carisma immortale, che ancora oggi rappresenta una buona fetta del circo italiano. “La mia famiglia è molto numerosa, siamo veramente in tantissimi. A dir la verità siamo cosi tanti che non conosco tutti i miei familiari”. Ma oltre ad un grande passato alle sue spalle, questa artista, che rappresenta la quinta generazione dei Togni (dopo quelle del fondatore Aristide, del bisnonno Ferdinando, del nonno Willy e di suo padre) ha un futuro altrettanto vasto davanti a sé, a giudicare dal suo promettente presente: ha appena vinto Master, il nuovissimo premio annuale dedicato alle arti circensi lanciato dalla Russian State Circus Company (Rosgostsirk) che ha sbalordito tutti con una serata finale nella città di Sochi degna della consegna degli Oscar. La giovane italiana è stata riconosciuta miglior artista femminile. Un’esperienza incredibile, cominciata inviando un video del suo numero di verticali con la vasca d’acqua, in cui unisce la malia di una sirena e la bravura tecnica, terminando l’esibizione volteggiando sospesa e innaffiando di milioni di goccioline il pubblico.
Togni ammette che questa modalità di candidatura le è stata più congeniale rispetto ad un’esibizione dal vivo che in quel contesto competitivo l’avrebbe messa sotto stress. “Onestamente non pensavo di vincere, infatti non avevo nemmeno pensato di dover fare un discorso e a cosa dire. Quando hanno detto il mio nome ero in stato di shock, il cuore mi batteva fortissimo; ho fatto fatica a camminare da quanto mi tremavano le gambe, pensavo di cadere andando a ritirare il premio. È stato molto bello anche perché Fabio Montico (direttore del Festival di Latina) era nella giuria ed è stato lui a consegnarmi il premio”.

clio-togni-vascaIl mix di sensualità e atletismo di quell’esibizione in acqua lo si ritrova anche in Circus Burlesque, lo show che Clio interpreta all’Europa Park di Rust (Germania), dove lavora ancora oggi, inserendo i suoi verticalismi in una cornice che richiamava l’estetica del famoso ed intrigante genere teatrale. Un’esibizione meno nervosa e aggressiva, ma altrettanto d’effetto, rispetto a quella del suo mito (“E’ la mia Dea!”), la russa Olga Pikhienko. Quest’anno il celebre parco di divertimenti tedesco ha scelto come tema Elvis Presley, ed anche il nuovo numero di Togni si ispira al Re. “Al momento abbiamo quattro spettacoli al giorno, più un numero serale (quello della vasca, con un tripudio di fontane, ndr) che ha come palcoscenico una replica del Colosseo. Prima di ogni show mi preparo, trucco e parrucco, poi faccio stretching e mi alleno un po’ in verticale, dopodiché mi riposo 20 minuti e inizio a cambiarmi, mi metto il costume, mi riscaldo ancora un pochino e vado in scena. È molto difficile lavorare con tanti spettacoli ma ti trovi in una condizione fisica perfetta, diciamo che posso mangiare tutta la cioccolata che voglio, tanto non metto su peso!”.
clio-togni-da-roncalliOltre ad un bel sito in inglese e tedesco (www.cliotogni.com) Clio ha anche una pagina facebook ed un profilo personale, come quasi tutte le ragazze della sua età, ennesima conferma che il mondo del circo non è un pianeta alieno rispetto a quello di chi sotto il tendone ci va solo per vedere gli artisti. Se le chiediamo qualcosa di più su di sé, scopriamo (ovviamente) che non c’è solo il palcoscenico. Ha avuto anche un breve trascorso da modella: “Ho iniziata a 14 anni e mi sono ritirata a 17, è stata un’esperienza interessante, ma non faceva per me. Il mio cuore è col circo”. Tentativi, strappi, ritorni. Possiamo solo immaginare il coacervo di desideri e emozioni che muovono una ragazza della sua età, che ha trovato nel circo la sua strada ma che, come tutti, raccoglie nel suo sguardo diverse prospettive. “Ho molti progetti per il futuro, uno dei quali non coinvolge il circo: sto ancora studiando giurisprudenza all’università, in Inghilterra, tutto per corrispondenza; quando vorrò ritirarmi dal mondo del circo vorrei fare l’avvocato”. Un po’ crudelmente, ci viene da chiederle dove si vede tra dieci anni, una domanda che metterebbe in difficoltà qualunque giovane d’oggi, costretto dal momento storico ad esser un equilibrista dell’esistenza. Clio Togni però una risposta ce l’ha: “Tra dieci anni penso che non lavorerò più come artista e spero di poter seguire la mia nuova carriera da avvocato”. Un augurio che condividiamo con tutto il cuore.

Nicola Campostori

Il servizio compare sulla rivista Circo settembre 2015

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