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Circo di lotta

Poco più di un mese fa il circo italiano culminava la propria battaglia, in difesa della presenza degli animali in pista, al Senato e in piazza del Pantheon. Gli echi di quegli eventi rivivono sulle pagine della rivista Circo di maggio, che si apre con la cronaca e le immagini dei due avvenimenti e con le parole di Vittorio Sgarbi: “Un circo senza animali è una follia culturale”. Sul mensile trovano poi spazio le repliche integrali che Ente Nazionale Circhi e veterinari esperti di animali nei circhi, hanno rivolto a Fnovi, la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, che si è schierata a fianco della Lav per chiedere il divieto ai circhi con animali. In base a quali evidenze scientifiche? La nota che Fnovi ha diffuso alla stampa non l’ha spiegato: “Abbiamo letto con sorpresa la nota inviata alla stampa da FNOVI, abbastanza stupiti che un organismo che dovrebbe essere super partes e improntare la propria azione su valutazioni di tipo tecnico-scientifico, abbia preso una posizione (non a caso subito amplificata dalla Lav) funzionale ad una mirata battaglia animalista per introdurre in Italia un divieto assoluto all’impiego di animali nei circhi che, va appena ricordato, in tale forma (cioè della messa al bando di tutti gli animali) ad oggi ha trovato applicazione solo in quattro Paesi d’Europa che non hanno alcuna tradizione legata al circo, nemmeno dal punto di vista dell’ammaestramento”, ha scritto l’ENC.
“Come rappresentanti del mondo veterinario, e quindi iscritti ai vari Ordini professionali, esprimiamo il parere per cui la nostra categoria deve affrontare la tematica dell’impiego di animali nei circhi prettamente, se non esclusivamente, in funzione del benessere degli stessi. Non dobbiamo confondere il benessere animale con la reazione psicologica che alcuni spettatori possono avere di fronte allo spettacolo che impiega animali. Una volta che sia garantito il benessere animale, che è comunque misurabile attenendosi a precisi criteri, la valutazione sullo spettacolo spetta al pubblico. Uno spettacolo è anacronistico quando nessuno va più a vederlo, non perché qualcuno decide che sia tale”, scrivono invece gli esperti: Dr. Anfossi Yoris, Veterinario; Dr. Cavedo Barbara, Veterinario; Dr. Chiesa Maurizio, Veterinario, Medico Chirurgo; Dr. Cocco Raffaella, Veterinario, esperto in comportamento animale (albo FNOVI), Ricercatore settore Vet 08 (Clinica Medica), professore aggregato di Medicina legale, deontologia e benessere animale e di Patologia comportamentale; Dr. Di Maria Salvatore, Veterinario; Dr. Fasano Fulvio, Veterinario; Dr. Gentile Marco, Veterinario;
Dr. Laguardia Daniele, Veterinario; Dr. Mancini Riccardo, Veterinario; Dr. Paladino Ettore, Veterinario ufficiale ATS di Bergamo e coordinatore del gruppo di lavoro per la stesura del Regolamento per l’educazione e l’esibizione di animali nei circhi (2013).
Fra gli altri contenuti che completano il numero, il resoconto della Giornata mondiale del circo (di Nicola Campostori), e poi “Ringling, la fine della storia”, nel quale Francesco Mocellin racconta da spettatore l’ultimo show di quello che ancora oggi è considerato il circo per antonomasia in tutto il mondo. Alle “Notizie sparse dal mondo del circo” (a cura di Flavio Michi) seguono “Paillettes e sorrisi. L’avanspettacolo in Italia” (di Nicola Campostori) e l’intervista di Flavio Michi ad Andrea e Davide Caveagna, appartenenti ad una dinastia che ha dato molto all’acrobatica all’italiana e che si stanno facendo onore in complessi importanti, dal Cirque d’Hiver Bouglione allo svizzero Nock.

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