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Buccioni (Enc): “Per coerenza Fnovi chieda lo scioglimento del Reggimento dei Carabinieri a cavallo”

A proposito del nuovo intervento di Fnovi su circhi e animali.

Dopo la prima presa di posizione di Fnovi sugli animali nei circhi, subito applaudita dalla Lav, l’Ente Nazionale Circhi e dieci veterinari che da molti anni si occupano delle specie presenti nei circhi e quindi, a differenza di tanti altri che pontificano con scarse o nulle competenze in materia, possono vantare una profonda conoscenza di ciò di cui parlano, lo scorso 26 luglio la Federazione nazionale ordini veterinari italiani è tornata sul tema. Non c’è che dire: nonostante le risposte arrivate da dentro e fuori il mondo veterinario sulla sua precedente opinione, Fnovi continua imperterrita a suonare lo stesso spartito e con le stesse argomentazioni. Per di più si stupisce dell’ovvio, e cioè che rapporti in materia di animali e circhi (che non sono la Bibbia e che anzi presentano molti aspetti controversi) che si esprimono sulla incompatibilità dei primi dai secondi, non abbiano attirato le attenzioni e sollevato le reazioni che invece sono esplosi col Ddl 2287-bis che prevede l’eliminazione degli animali dai circhi.
A proposito di rapporti scientifici speriamo che i vertici di Fnovi, nel tanto tempo che stanno dedicando ai circhi, abbiano trovato qualche minuto per leggere i contributi di due super esperti come il prof. Ted Friend e Marthe Kiley-Worthington.
E veniamo all’ultimo intervento di Fnovi al quale risponde il presidente Enc Antonio Buccioni riprendendo alcuni passaggi centrali tratti (si vedano le frasi virgolettate e in neretto) dalla nota della Federazione dei veterinari.

“E’ evidente che gli animali, in particolare se selvatici, non possono essere detenuti per scopi ludici dell’uomo”.

Fotografia di Roberto Vicario (http://www.toscanafotonotizie.it)

Prima di entrare nel merito se questa finalità di detenzione sia compatibile o meno con il benessere animale, chiediamo alla Fnovi se e quali altre forme di impiego a fini ludici degli animali esistono e se non sia il caso di manifestare pubblicamente lo stesso parere.
Esistono numerose esibizioni di animali, soprattutto equidi, che hanno scopo esclusivamente ludico, pur se svolte al di fuori dell’ambito circense. Il discorso si potrebbe allargare su manifestazioni anche agonistiche ma non rientranti nell’ambito ufficiale degli sport equestri (come i diversi Palii che si svolgono in tutta Italia). Ci chiediamo inoltre se, partendo da questa affermazione, non si a il caso di chiedere lo scioglimento del Reggimento dei Carabinieri a cavallo, il cui scopo, come è ben noto, è soltanto quello della esibizione in spettacoli e manifestazioni (il famoso e bellissimo “carosello”), e non più certo militare.
E per ultimo come dobbiamo considerare l’utilizzo di animali-attori nel cinema o nelle varie fiction televisive? Anche in quel caso l’animale viene utilizzato ai fini di spettacolo, e quindi non vediamo sostanziali differenze rispetto all’utilizzo in ambito circense.
A proposito di detenzione di animali selvatici, ricordiamo che la normativa europea permette di detenere, e allevare, animali selvatici a fini di produzione di carne (bisonti, cervi, caprioli, cinghiali, daini) e ai fini della produzione di pellicce. Che posizione intende prendere la FNOVI in merito? In tali casi la detenzione degli animali selvatici come va valutata, visto che il fine non è quello ludico ma l’utilizzo di carne o pelli, e quindi comporta necessariamente l’abbattimento dell’animale?

“I metodi utilizzati per ottenere comportamenti innaturali e spesso opposti alle caratteristiche di specie, la convivenza forzata di specie diverse, come preda – predatore (ad esempio leoni in groppa ai cavalli), i fattori stressogeni (come luci, rumori, dimensioni ridotte delle gabbie) sono solo alcuni degli aspetti caratterizzanti gli spettacoli circensi con animali che non rispettano gli animali né lasciano spazio di miglioramento”.

I comportamenti innaturali sono tali quando determinano forti stress e lesioni fisiche a carico degli animali; vanno definiti singolarmente. Non tutti i movimenti eseguiti dagli animali dei circhi devono considerarsi innaturali, al contrario, molti fanno parte del normale repertorio comportamentale della specie.
La convivenza di animali di specie diversa non è come tale un fattore di stress o di malessere. Molte specie si abituano tranquillamente a convivere. In ambito domestico è nota la facilità con cui cavalli e capre instaurano dei buoni rapporti sociali, anzi la convivenza ostacola l’instaurarsi di situazioni di stress. Alcune specie che pure non convivono in natura, in quanto abitano territori differenti, convivono tranquillamente e si riproducono in cattività (leone-tigre).
L’enfasi sui fattori stressogeni deve essere riportata nel giusto alveo: come per un uomo che entra per la prima volta in una discoteca, luci e rumori producono un impatto per chi ne viene a contatto bruscamente. Nel caso degli animali presenti nei circhi, nati in cattività e abituati sin da piccoli alla esibizione in pubblico, non si verifica un brusco contatto con luci e rumori, essendo previsto un addestramento che li prepara, facendo sì che gli stimoli stressogeni non abbiano ripercussioni sugli animali stessi.

Convivenza preda-predatore: le linee guida sulla detenzione di animali pericolosi da parte dei circhi (in vigore in Italia dal 2000) vietano espressamente tale condizione di detenzione e di esibizione. Per cui già da quasi venti anni non si presentano più esibizioni di questo genere.

“… aspetti caratterizzanti gli spettacoli circensi con animali che non rispettano gli animali né lasciano spazio di miglioramento”.

Perché la detenzione di animali in ambito circense sarebbe una situazione così grave e irreversibile? Questa valutazione tradisce la volontà di non approfondire la tematica e considerare tempi e metodi di miglioramento, come invece normalmente si procede a fronte di tutte le attività che utilizzano animali.

“Gli spettacoli circensi con animali sono quanto di più lontano si possa immaginare dai concetti di convivenza e di possesso responsabile degli animali”

Esistono casi molto più lontani dai concetti di convivenza e di possesso responsabile degli animali, casi cui si assiste molto più spesso nell’ambito di allevamenti, trasporti, anche detenzione di animali familiari. Eppure in tali casi si chiede, anche a gran voce, di punire severamente i responsabili, approfondire la valutazione dei problemi ed emettere, se del caso, provvedimenti specifici. Perché allora non si può seguire lo stesso comportamento anche per le attività circensi?

“Le posizioni espresse dalla FNOVI poggiano su valutazioni etiche e sul rispetto degli animali (vedi Codice Deontologico)”.

Il Codice Deontologico della Fnovi considera la condizione, ormai riconosciuta a livello internazionale, degli animali quali esseri senzienti. Ma proprio chi con gli animali convive e interagisce giornalmente sa (e lo sa da molto tempo) che gli animali provano sensazioni. Le persone che sono a contatto con gli animali hanno un’esperienza concreta del loro stato emotivo. Il bravo addestratore, in qualsiasi settore, sa che il modo migliore per ottenere risultati da un animale è ricompensarlo e gratificarlo. Più che il premio in sé, il rinforzo positivo è costituito dalla sensazione di gioia e soddisfazione che si dà all’animale quando esegue un comportamento desiderato.

“Nei circhi non esiste la possibilità che il benessere degli animali e il rispetto delle loro esigenze etologiche siano garantiti”

Tale affermazione è conclusiva e va dimostrata sulla base di dati scientifici. Diverse pubblicazioni e studi fatti con metodi scientifici sostengono il contrario.
La Fnovi, proprio come organismo nazionale che esprime tutta la categoria dei Medici Veterinari, e quindi della professionalità maggiormente coinvolta per garantire e tutelare il benessere animale, dovrebbe essere a conoscenza che le più recenti cognizioni sul benessere animale considerano che lo stesso possa essere valutato, e misurato. Ma non garantito o escluso a priori. La fissazione di parametri di varia natura relativi all’allevamento, trasporto, macellazione, utilizzo in svariati settori, rappresentano dei fattori preventivi per far sì che venga raggiunta una buona condizione di benessere (o forse per evitare uno stato di malessere). Ma le normative più recenti (vedi Regolamento CE 1099/09) prevedono anche che la condizione di benessere degli animali venga continuamente verificata, perché solo in tal modo si può avere la garanzia che gli obbiettivi della norma siano soddisfatti; oppure, se del caso, la norma stessa debba essere modificata. Ci chiediamo perché relativamente ai circhi non si consideri neppure lontanamente uno stesso approccio.

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