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Avvoltoi in azione sulla disgrazia ad un circo russo

Come avvoltoi che volano sulle carcasse degli animali morti, gli animalisti non si fanno scappare la disgrazia accaduta al circo Avtovo di San Pietroburgo, di cui ancora non si conoscono esattamente le cause dell’incendio che ha provocato la morte di serpenti (soprattutto), roditori ed altre specie che erano presenti nello zoo del circo, per chiedere che il parlamento italiano decreti la morte dei circhi italiani. Cosa c’azzecchi l’associazione di idee bisognerebbe chiederlo alla Lav, che trova così un altro appiglio per continuare la sua battaglia. La petizione fatta a cavallo fra il 3 e il 5 dicembre scorso, infatti, non ha riscaldato gli animi della gente, e dunque l’incidente russo diventa un buon pretesto per rilanciare una mobilitazione in casa nostra che aveva bisogno di “ossigeno”.
“Chiediamo al Governo italiano di prendere atto che la detenzione degli animali nei circhi è inaccettabile dal punto di vista etico, in quanto incompatibile con il benessere animale, della legalità e in quanto propone un erroneo e fuorviante modello educativo basato sulla totale sottomissione del mondo animale ai capricci umani – afferma Nadia Masutti, responsabile LAV settore Circhi, Zoo, Esotici – E’ urgente e indispensabile riformare l’antiquata legge 337 del 1968 che regola il settore, alla luce anche del fatto che 16 Paesi del modo stanno vietando, del tutto o parzialmente, i circhi con animali, mentre l’Italia è ancorata al vecchio, deleterio ed egoistico cliché dell’animale-acrobata e in gabbia: questo genere di esibizioni non sono arte, non sono uno spettacolo all’altezza di una nazione moderna e rispettosa degli animali”. Chissà perchè la Lav non elenca mai quali siano questi 16 paesi che “stanno vietando” (sic!), ci basterebbe sapere quanti hanno già vietato e il numero starebbe sulle dita di una mano. La vecchia Italia, poi, è decisamente in buona compagnia in ogni angolo del globo in fatto di spettacoli con animali.
La Lav mette anche in relazione la campagna di salvaguardia delle tigri che rischiano l’estinzione, con quanto accaduto e San Pietroburgo, e questo c’entra ancora meno, visto che nell’incendio non è morta nemmeno una tigre e visto che quelle presenti nei circhi sono nate in cattività.
Perché tanto zelo? E’ la Lav stessa a metterci sulla strada giusta per arrivare alla risposta: la lega anti vivisezione chiede una nuova legge che vieti i circhi con animali e quelli presenti al loro interno (ed anche nelle esposizioni faunistiche) dovranno essere “ricollocati gradualmente, entro due anni, presso strutture in grado di garantirne il benessere e il sostegno pubblico, e il sostegno pubblico a tale attività”, più “la creazione e il sostegno di centri di accoglienza che possano ospitare animali man mano non più utilizzati”. Gli animalisti, insomma, si candidano a gestire la “riconversione” degli animali nei circhi, che non sarebbe certo a titolo gratuito. Già oggi, la legge prevede che gli animali sequestrati finiscano a queste associazioni che, per tale servizio, incassano dei bei soldoni. Quanti però non lo sappiamo. Non è riuscito a venirne a capo, nonostante alcune interrogazioni parlamentari, nemmeno il senatore del Pdl Valerio Carrara.

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