Anderson&Low: quando il rigore incontra il circo
L’ispirazione, così come il titolo, è il circo, l’ambientazione è un luna park e l’origine è lo sport. Mancano gli autori, Jonathan Anderson e Edwin Low, meglio noti tra i fotografi come Anderson&Low.
Nel corso dell’ultimo ventennio i britannici Anderson&Low (www.andersonandlow.com) hanno largamente spaziato sperimentando diversi ambiti di applicazione che la fotografia, se affrontata con fantasioso rigore, può offrire: ritratto, nudo artistico, architettura, immagini astratte, fotografia di studio sapientemente ricostruita per giungere sino ai lavori più recenti che mescolano la fotografia alla grafica dei manga.
Dal 1998, oltre che affrontare le tematiche poc’anzi elencate, particolare successo hanno riscontrato grazie ai lavori dedicati al mondo dello sport, una serie di fotografie racchiuse nella raccolta intitolata The Athlete ed esposta alla National Art Gallery della Malesia in occasione del Commonwealth Cultural Festival.
La bellezza del corpo umano plasmato dalla tenacia, dall’allenamento e dal rigore che lo sport richiede, ha portato i due fotografi ad affrontare l’argomento in altre occasioni grazie alla serie di immagini intitolate American Athletes commissionata nel 2002 dalla US Olympic Committee e in seguito nel corrispettivo britannico intitolato The Contenders voluto dalla National Portrait Gallery di Londra. Ancora, una terza serie intitolata Gymnasts raccoglie immagini che si basano su nudi artistici e studi figurativi di ispirazione decisamente classica. Dopo il 2002 lo sport visto da A&L inizia a subire una contaminazione e nella visione puramente atletica subentra quella eroica del guerriero; questa serie s’intitola Athlete/Warrior e i soggetti immortalati non sono solamente sportivi, ma anche cadetti dell’Accademia Militare statunitense.
A questo punto la trasmutazione in atto traccia un parallelo tra il percorso che alcuni artisti circensi compiono e quello effettuato da Anderson&Low, ovvero il salto dallo sport al circo. La serie Circus è del 2007, l’estetica dei due fotografi nel frattempo si è arricchita di elementi differenti e innovativi grazie a diversi progetti che hanno esulato dal puro sport e il risultato è questo lavoro, confluito nell’omonima pubblicazione, che unisce la bellezza e il guizzo sgargiante del circo al rigore e alla purezza del mondo sportivo. Questa è la prima serie figurativa a colori realizzata da A&L nonché la prima che unisce in sé la ritrattistica classica affrontata precedentemente in Athlete/Warrior con l’immaginario figurativo rappresentato in Gymnasts. Come i due fotografi rammentano “la situazione che ha visto nascere Circus è stata particolarmente inusuale poiché tutte le immagini sono state scattate in un meraviglioso parco divertimenti inglese chiamato Blackpool Pleasure Beach, uno dei migliori parchi al mondo soprattutto per gli amanti delle montagne russe”. Eppure non sono solo montagne russe e giostre perché all’interno di questo parco divertimenti si trova un teatro costruito appositamente per ospitare spettacoli dedicati al circo contemporaneo, sebbene a Blackpool esista il Blackpool Tower Circus dedicato alle forme circensi più tradizionali.
“I direttori del teatro avevano visto le nostre immagini dedicate agli atleti ed erano rimasti particolarmente colpiti dalla risultante che offriva perfetta consapevolezza di caratteri, figure, costumi e performance; decisero così di proporci di lavorare con gli artisti impegnati nei loro show per creare delle nuove immagini”. Ciò che ne è risultato sono state delle immagini suddivise in due gruppi, l’uno dedicato alla ritrattistica e l’altro alla performance realizzata sul palcoscenico dove solitamente gli artisti si esibivano.
A proposito del lavoro vero e proprio A&L ricordano che “per molti dei ritratti portammo gli artisti all’esterno, nel parco divertimenti, e li posizionammo accanto alle giostre e alle varie attrazioni; tenemmo molto in considerazione il rapporto che poteva crearsi tra il soggetto e lo sfondo, valutando di volta in volta il costume, l’aspetto fisico, pianificando ciascuna immagine di modo che queste persone abbigliate in maniera surreale fossero disposte in ambienti a loro volta surreali anche se nello spazio surreale “sbagliato” (di fatto non si tratta di circo vero e proprio ma di giostre)”.
Questo processo ha fratturato le immagini creando una discrasia e un senso di disorientamento ma allo stesso tempo i fotografi hanno cercato di essere sempre attenti alle tematiche e agli elementi della gestualità che potevano relazionare l’artista allo sfondo prescelto.Quindi il circo dopo lo sport, e questo perché ad affascinare è il senso di magia, di mistero, e soprattutto il desiderio di poter realizzare l’impossibile.
Una storia da ricordare, talmente bella che per A&L è quasi impossibile ricordare qualcosa di specifico in particolare: “l’intero processo di creazione è stato molto divertente, i direttori del Blackpool Pleasure Beach sono stati molto gentili e gli artisti sono stati fantastici! Alcuni di loro sono diventati nostri cari amici tanto da collaborare con noi in svariate situazioni di lavoro, come le trapeziste Natalyia e Misha, oppure Pasha, l’artista ai tessuti aerei”.
Quando il rigore incontra il circo tutto quello che ne può scaturire è divertimento, armonia e meraviglia.
Stefania Ciocca
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